BERGAMO E BRESCIA – I TERRITORI E I LAGHI

BERGAMO E BRESCIA – I TERRITORI E I LAGHI

BERGAMO E BRESCIA – I TERRITORI E I LAGHI

Destinazione Sole ti invita ad una indimenticabile esperienza di Bergamo.

Tour guidati per gruppi, singoli, aziende e istituti scolastici.

L’amore per la nostra città e il desiderio di condividerlo con i miei ospiti
sono i valori che guidano il nostro lavoro.
Scopri l’incanto discreto di Città Alta, le maestose torri che sorvegliano severe i suoi 2.500 anni di storia, l’intreccio delle vie medioevali.
Passaggi segreti, luoghi solitamente inaccessibili, dimore e case private, collezioni d’arte e storie secolari mai viste, spesso narrate proprio dalla voce dei protagonisti o dei loro discendenti alla scoperta dei gioielli nascosti di Bergamo e del suo territorio.

Prenota i nostri tour guidati per gruppi, singoli, aziende e istituti scolastici per conoscere la città, gli storici borghi della bassa, le incantevoli valli e il lago d’Iseo.

Bergamo e Provincia, un mondo ancora tutto da scoprire

Bergamo

Visita guidata di 1 giorno

Quota individuale di partecipazione: € 70
Minimo 25 partecipanti

In mattinata
visita guidata di Città Alta

Nel pomeriggio
4 itinerari a scelta

  • Itinerario 1 – Bergamo: Città Bassa
  • Itinerario 2 – Accademia Carrara
  • Itinerario 3 – Mura Veneziane
  • Itinerario 4 – Valle della Biodiversità

La quota comprende:

  • Bus Privato Gran Turismo a disposizione (entro 250 km da Bergamo andata e ritorno)
  • Servizio guida per tutta la giornata
  • Biglietto funicolare
  • Pranzo con bevande comprese
  • Utilizzo auricolari
  • Assicurazioni di legge

 La quota non comprende:

  • Ingressi combinabili in base all’opzione scelta
  • Mance, extra personali e tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”.

Documenti necessari: adulti e minori carta d’identità.

In mattinata

visita guidata di Città Alta
Ritrovo FFSS Bergamo, Piazzale Guglielmo Marconi o Piazzale della Malpensata in Bergamo Bassa.
Trasferimento con bus privato fino alla funicolare Città Alta (stazione inferiore) oppure salita diretta con bus di linea fino a Colle Aperto.
Visita guidata dello scrigno di Bergamo, la Città Alta, scoperto piano piano attraverso angoli e vicoli medioevali, piazze e scorci rinascimentali, fino al cuore del suo centro storico: Piazza Vecchia e Piazza Duomo con la Torre Civica, il Palazzo della Ragione, il Palazzo del Podestà medioevale e veneziano, il Palazzo Nuovo, il Duomo di Sant’Alessandro martire, il Battistero, la Basilica di Santa Maria Maggiore con apertura delle tarsie dell’iconostasi realizzate su cartoni di Lorenzo Lotto e la Cappella di Bartolomeo Colleoni.
Ingressi: Visita Basilica di Santa Maria Maggiore (€ 3 a persona) con apertura delle 4 tarsie dell’iconostasi su cartoni di Lorenzo Lotto (€ 4 a persona) (visita non concessa la domenica mattina e in caso di eventi musicali)

Pranzo tipico in ristorante in corso di escursione

Nel pomeriggio

Itinerario 1 – Bergamo: Città Bassa
Trasferimento da Città Alta a Città Bassa a piedi via scalette medioevali o con bus di linea o funicolare storica.
Visita guidata del borgo storico di Pignolo, con accesso alle chiese che custodiscono i capolavori di Lorenzo Lotto, e del Centro Piacentiniano fino a Palazzo Frizzoni e alle nuove Colonne di Prato, per riconoscere la Città Alta nella Città Bassa e comprendere di come Bergamo abbia una sola grande storia, divisa in due anime coniugate una all’altra in modo inscindibile E poi shopping, caffè, passeggiate e pause rilassanti tra parchi e viali alberati

Itinerario 2 – Accademia Carrara (visita al museo di 2 ore)
Trasferimento da Città Alta a Città Bassa a piedi via scalette medioevali o con bus di linea o funicolare storica.
Visita guidata della terza pinacoteca lombarda, dove la storia dell’arte viene raccontata in 28 sale che espongono capolavori dal XIV al XX secolo: Bellini, Mantegna, Santacroce, Botticelli, Raffaello, Lotto, Previtali, Tiziano, Palma il Vecchio, Moroni, Baschenis, Fra Galgario, Canaletto, Pelizza da Volpedo
Ingressi: Accademia Carrara € 12 (incluso diritto di prenotazione – auricolari obbligatori)

Itinerario 3 – Mura Veneziane
Passeggiata pedonale lungo il viale alberato panoramico che poggia su bastioni, baluardi, cortine e porte monumentali della Fortezza di Bergamo, il sito transnazionale patrimonio UNESCO dal luglio 2017 (insieme a Peschiera del Garda e Palmanova in Italia, Sebenico e Zara in Croazia, Cattaro in Montenegro), sospesi tra terra e cielo con lo sguardo che si perde fino a riconoscere la metropoli milanese, la catena degli Appennini e il lago d’Iseo

Itinerario 4 – Valle della Biodiversità
Trasferimento a piedi in Valle d’Astino, transitando per antichi percorsi medioevali nel cuore del Parco Regionale dei Colli di Bergamo, istituito nel 1977 e in cui ha il pregio di essere adagiata la città, tra dolci colline e una miriade di antichi sentieri, lungo cui sono transitati viandanti e pellegrini, monaci e ortolani, allietati da panorami mozzafiato, orti, coltivazioni e chiese che spaziano sulla “Maremma di Bergamo”.
Visita guidata della Valle della Biodiversità con accesso alla Chiesa del Santo Sepolcro e al convento di Astino, retto dai monaci vallombrosani fino al 1797 e recentemente tornato al suo originale splendore: affreschi, dipinti, stucchi, pavimenti e murature recuperati dopo decenni di oblio e uno spettacolare Cenacolo del XVI secolo (mt 2,15 x 7,50), dipinto dal fiorentino Alessandro Allori.
Ingressi: Ex convento di Astino: € 3

Fine dei servizi

Bergamo e Brescia

Tour di 2 giorni – 1 notte

Quota individuale di partecipazione: € 180
Minimo 25 partecipanti

Quota individuale Hotel 3 stelle: da € 160
Quota individuale Hotel 4 stelle: da € 190
Supplemento camera singola: € 60

Il prezzo dell’hotel puo’ variare in base al periodo e all’ubicazione rispetto al centro.

Supplemento per bus gran turismo a disposizione per 2 giorni nel raggio di 250 km: da € 60 a persona

La quota comprende:

  • Servizio guida per le due giornate
  • Trasferimenti in bus privato e biglietto funicolare
  • Prenottamento in hotel 3 o 4 stelle con cena a prima colazione, bevande comprese
  • Dure pranzi tipici in ristorante in corso di escursione
  • Utilizzo auricolari
  • Assicurazioni di legge

 La quota non comprende:

  • Ingressi combinabili in base all’opzione scelta
  • Mance, extra personali e tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”.

Documenti necessari: adulti e minori carta d’identità.

PRIMO GIORNO

In mattinata
visita guidata di Città Alta

Nel pomeriggio
4 itinerari a scelta

  • Itinerario 1 – Bergamo: Città Bassa
  • Itinerario 2 – Accademia Carrara
  • Itinerario 3 – Mura Veneziane
  • Itinerario 4 – Valle della Biodiversità

In mattinata

visita guidata di Città Alta
Ritrovo FFSS Bergamo, Piazzale Guglielmo Marconi o Piazzale della Malpensata in Bergamo Bassa.
Trasferimento con bus privato fino alla funicolare Città Alta (stazione inferiore) oppure salita diretta con bus di linea fino a Colle Aperto.
Visita guidata dello scrigno di Bergamo, la Città Alta, scoperto piano piano attraverso angoli e vicoli medioevali, piazze e scorci rinascimentali, fino al cuore del suo centro storico: Piazza Vecchia e Piazza Duomo con la Torre Civica, il Palazzo della Ragione, il Palazzo del Podestà medioevale e veneziano, il Palazzo Nuovo, il Duomo di Sant’Alessandro martire, il Battistero, la Basilica di Santa Maria Maggiore con apertura delle tarsie dell’iconostasi realizzate su cartoni di Lorenzo Lotto e la Cappella di Bartolomeo Colleoni.
Ingressi: Visita della Basilica di Santa Maria Maggiore (€ 3 a persona) con apertura delle 4 tarsie dell’iconostasi su cartoni di Lorenzo Lotto (€ 4 a persona) (visita non concessa la domenica mattina e in caso di eventi musicali)

Pranzo tipico in ristorante in corso di escursione

Nel pomeriggio

Itinerario 1 – Bergamo: Città Bassa
Trasferimento da Città Alta a Città Bassa a piedi via scalette medioevali o con bus di linea o funicolare storica.
Visita guidata del borgo storico di Pignolo, con accesso alle chiese che custodiscono i capolavori di Lorenzo Lotto, e del Centro Piacentiniano fino a Palazzo Frizzoni e alle nuove Colonne di Prato, per riconoscere la Città Alta nella Città Bassa e comprendere di come Bergamo abbia una sola grande storia, divisa in due anime coniugate una all’altra in modo inscindibile E poi shopping, caffè, passeggiate e pause rilassanti tra parchi e viali alberati

Itinerario 2 – Accademia Carrara (visita al museo di 2 ore)
Trasferimento da Città Alta a Città Bassa a piedi via scalette medioevali o con bus di linea o funicolare storica.
Visita guidata della terza pinacoteca lombarda, dove la storia dell’arte viene raccontata in 28 sale che espongono capolavori dal XIV al XX secolo: Bellini, Mantegna, Santacroce, Botticelli, Raffaello, Lotto, Previtali, Tiziano, Palma il Vecchio, Moroni, Baschenis, Fra Galgario, Canaletto, Pelizza da Volpedo
Ingressi: Accademia Carrara € 12 (incluso diritto di prenotazione – auricolari obbligatori)

Itinerario 3 – Mura Veneziane
Passeggiata pedonale lungo il viale alberato panoramico che poggia su bastioni, baluardi, cortine e porte monumentali della Fortezza di Bergamo, il sito transnazionale patrimonio UNESCO dal luglio 2017 (insieme a Peschiera del Garda e Palmanova in Italia, Sebenico e Zara in Croazia, Cattaro in Montenegro), sospesi tra terra e cielo con lo sguardo che si perde fino a riconoscere la metropoli milanese, la catena degli Appennini e il lago d’Iseo

Itinerario 4 – Valle della Biodiversità
Trasferimento a piedi in Valle d’Astino, transitando per antichi percorsi medioevali nel cuore del Parco Regionale dei Colli di Bergamo, istituito nel 1977 e in cui ha il pregio di essere adagiata la città, tra dolci colline e una miriade di antichi sentieri, lungo cui sono transitati viandanti e pellegrini, monaci e ortolani, allietati da panorami mozzafiato, orti, coltivazioni e chiese che spaziano sulla “Maremma di Bergamo”.
Visita guidata della Valle della Biodiversità con accesso alla Chiesa del Santo Sepolcro e al convento di Astino, retto dai monaci vallombrosani fino al 1797 e recentemente tornato al suo originale splendore: affreschi, dipinti, stucchi, pavimenti e murature recuperati dopo decenni di oblio e uno spettacolare Cenacolo del XVI secolo (mt 2,15 x 7,50), dipinto dal fiorentino Alessandro Allori.
Ingressi: Ex convento di Astino: € 3

SECONDO GIORNO

Trasferimento a Brescia

In mattinata visita guidata di Brescia

Pranzo

Nel pomeriggio Brescia e Pinacoteca Tosio Martinengo

In mattinata

Visita guidata di Brescia 
Visita guidata della Brixia romana con ingresso al parco archeologico (Santuario, Capitolium, teatro e decumano massimo) e della sezione romana e longobarda del Museo di Santa Giulia sito Unesco
Ingressi: Parco archeologico: € 6 – Museo Santa Giulia: € 9,50

Pranzo tipico in ristorante in corso di escursione

Nel pomeriggio del secondo giorno

Brescia e Pinacoteca Tosio Martinengo
Visita guidata del centro storico di Brescia e visita guidata ai capolavori della pinacoteca più importante della città (Raffello, Foppa, Savoldo, Moretto, Romanino, Lotto, Canova)
Ingressi: Pinacoteca Tosio Martinengo: € 8

Fine dei servizi

Bergamo e Brescia

Tour di 3 giorni – 2 notti

Quota individuale di partecipazione: € 240
Minimo 25 partecipanti

Quota individuale Hotel 3 stelle: da € 240
Quota individuale Hotel 3 stelle: da € 270
Supplemento camera singola: € 90

Il prezzo dell’hotel puo’ variare in base al periodo e all’ubicazione rispetto al centro.

Supplemento per bus per 2/3 giorni nel raggio di 250 km:  da € 80 a persona

La quota comprende:

  • Servizio guida per le tre giornate
  • Trasferimenti in bus privato e biglietto funicolare
  • Prenottamento in hotel 3 o 4 stelle con cena a prima colazione, bevande comprese
  • Tre pranzi titpici in ristorante in corso di escursione
  • Utilizzo auricolari
  • Assicurazioni di legge

 La quota non comprende:

  • Ingressi combinabili in base all’opzione scelta
  • Mance, extra personali e tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”.

Documenti necessari: adulti e minori carta d’identità.

PRIMO GIORNO

In mattinata
visita guidata di Città Alta

Nel pomeriggio
4 itinerari a scelta

  • Itinerario 1 – Bergamo: Città Bassa
  • Itinerario 2 – Accademia Carrara
  • Itinerario 3 – Mura Veneziane
  • Itinerario 4 – Valle della Biodiversità

In mattinata

visita guidata di Città Alta
Ritrovo FFSS Bergamo, Piazzale Guglielmo Marconi o Piazzale della Malpensata in Bergamo Bassa.
Trasferimento con bus privato fino alla funicolare Città Alta (stazione inferiore) oppure salita diretta con bus di linea fino a Colle Aperto.
Visita guidata dello scrigno di Bergamo, la Città Alta, scoperto piano piano attraverso angoli e vicoli medioevali, piazze e scorci rinascimentali, fino al cuore del suo centro storico: Piazza Vecchia e Piazza Duomo con la Torre Civica, il Palazzo della Ragione, il Palazzo del Podestà medioevale e veneziano, il Palazzo Nuovo, il Duomo di Sant’Alessandro martire, il Battistero, la Basilica di Santa Maria Maggiore con apertura delle tarsie dell’iconostasi realizzate su cartoni di Lorenzo Lotto e la Cappella di Bartolomeo Colleoni.
Ingressi: Visita della Basilica di Santa Maria Maggiore (€ 3 a persona) con apertura delle 4 tarsie dell’iconostasi su cartoni di Lorenzo Lotto (€ 4 a persona) (visita non concessa la domenica mattina e in caso di eventi musicali)

Pranzo tipico in ristorante in corso di escursione

Nel pomeriggio

Itinerario 1 – Bergamo: Città Bassa
Trasferimento da Città Alta a Città Bassa a piedi via scalette medioevali o con bus di linea o funicolare storica.
Visita guidata del borgo storico di Pignolo, con accesso alle chiese che custodiscono i capolavori di Lorenzo Lotto, e del Centro Piacentiniano fino a Palazzo Frizzoni e alle nuove Colonne di Prato, per riconoscere la Città Alta nella Città Bassa e comprendere di come Bergamo abbia una sola grande storia, divisa in due anime coniugate una all’altra in modo inscindibile E poi shopping, caffè, passeggiate e pause rilassanti tra parchi e viali alberati

Itinerario 2 – Accademia Carrara (visita al museo di 2 ore)
Trasferimento da Città Alta a Città Bassa a piedi via scalette medioevali o con bus di linea o funicolare storica.
Visita guidata della terza pinacoteca lombarda, dove la storia dell’arte viene raccontata in 28 sale che espongono capolavori dal XIV al XX secolo: Bellini, Mantegna, Santacroce, Botticelli, Raffaello, Lotto, Previtali, Tiziano, Palma il Vecchio, Moroni, Baschenis, Fra Galgario, Canaletto, Pelizza da Volpedo
Ingressi: Accademia Carrara € 12 (incluso diritto di prenotazione – auricolari obbligatori)

Itinerario 3 – Mura Veneziane
Passeggiata pedonale lungo il viale alberato panoramico che poggia su bastioni, baluardi, cortine e porte monumentali della Fortezza di Bergamo, il sito transnazionale patrimonio UNESCO dal luglio 2017 (insieme a Peschiera del Garda e Palmanova in Italia, Sebenico e Zara in Croazia, Cattaro in Montenegro), sospesi tra terra e cielo con lo sguardo che si perde fino a riconoscere la metropoli milanese, la catena degli Appennini e il lago d’Iseo

Itinerario 4 – Valle della Biodiversità
Trasferimento a piedi in Valle d’Astino, transitando per antichi percorsi medioevali nel cuore del Parco Regionale dei Colli di Bergamo, istituito nel 1977 e in cui ha il pregio di essere adagiata la città, tra dolci colline e una miriade di antichi sentieri, lungo cui sono transitati viandanti e pellegrini, monaci e ortolani, allietati da panorami mozzafiato, orti, coltivazioni e chiese che spaziano sulla “Maremma di Bergamo”.
Visita guidata della Valle della Biodiversità con accesso alla Chiesa del Santo Sepolcro e al convento di Astino, retto dai monaci vallombrosani fino al 1797 e recentemente tornato al suo originale splendore: affreschi, dipinti, stucchi, pavimenti e murature recuperati dopo decenni di oblio e uno spettacolare Cenacolo del XVI secolo (mt 2,15 x 7,50), dipinto dal fiorentino Alessandro Allori.
Ingressi: Ex convento di Astino: € 3

SECONDO GIORNO

Trasferimento a Crespi d’Adda
oppure Lago d’Iseo con visita di Lovere o Sarnico
oppure da Clusone a Lovere o il Lotto a Trescore Balneario

Pranzo

Nel pomeriggio visita guidata di Brescia e Pinacoteca Tosio Martinengo

Il villaggio industriale di Crespi D’adda
Trasferimento a  Crespi d’Adda
Vsita guidata in passeggiata tra case operaie, residenze impiegatizie e dirigenziali, dimora padronale e tutti i servizi (chiesa, curato, medico, scuole, dopolavoro, campo santo) riservati ai dipendenti del villaggio operaio rimasto intatto come a fine Ottocento e per questo eletto sito Unesco più famoso della Lombardia.
Al termine attraversamento del fiume Adda su passerella pedonale, fino a raggiungere sull’altra sponda la località di Concesa in comune di Trezzo d’Adda in provincia di Monza e Brianza

Pranzo tipico in ristorante in corso di escursione

oppure

Lago d’Iseo con visita di Lovere e Sarnico
Trasferimento a Lovere o Sarnico
Visita guidata del centro storico dei caratteristici borghi lacustri di Sarnico o Lovere, ricchi di testimonianze storico e artistiche e il cui abitato è distribuito su tre livelli, raccordati da vicoli e scalette che conducono sul nuovo lungolago pedonale: Sarnico capitale liberty con ville e decori di inizio secolo che dialogano con persistenze medioevali e Lovere dal tono altamente nobiliare, grazie alle residenze di delizia, all’Accademia Tadini e alla maestosa Basilica di Santa Maria in Valvendra
Ingessi: Basilica Santa Maria Valvendra a Lovere: € 2

Pranzo tipico in ristorante in corso di escursione

 oppure

Da Clusone a Lovere: tra Danze Macabre, Orologi e Grandi Basiliche lungo la Val Borlezza
Trasferimento a Clusone in media Valle Seriana e visita guidata del cento storico con la Torre dell’Orologio, il broletto comunale, la Basilica di Santa Maria Assunta e l’Oratorio dei Disciplini Bianchi affrescato all’interno con il ciclo della vita di Cristo e all’esterno con il ciclo del Trionfo della Morte unico nel suo genere in tutta Europa. Trasferimento a Lovere attraverso la panoramica Val Borlezza e visita guidata dell’abitato di Lovere distribuito su tre livelli, raccordati da vicoli e scalette che conducono sul nuovo lungolago pedonale, dove emergono le residenze di delizia, l’Accademia Tadini e la maestosa Basilica di Santa Maria in Valvendra
Ingessi: Basilica Santa Maria Valvendra a Lovere: € 2

Pranzo tipico in ristorante in corso di escursione

oppure

Trescore Balneario: Il mondo affrescato di Lorenzo Lotto nell’oratorio Suardi
Trasferimento a Trescore Balneario e breve passeggiata nel centro storico termale.
Visita guidata dell’Oratorio Suardi interamente affrescato dal grande maestro veneziano Lorenzo Lotto, che sulle pareti dispiega una miriade di personaggi raccolti attorno al Cristo vitae nel racconto delle storie di Santa Barbara e di Santa Brigida d’Irlanda
Ingessi: Oratorio Suardi a Trescore Balneario: € 6

Pranzo tipico in ristorante  e trasferimento a Brescia

Brescia e Museo Santa Giulia
Trasferimento a Brescia
Visita guidata della Brixia romana con ingresso al parco archeologico (santuario, Capitolium, teatro e decumano massimo) e della sezione romana e longobarda del Museo di Santa Giulia sito Unesco

 oppure

Brescia e Pinacoteca Tosio Martinengo
Trasferimento a Brescia
Visita guidata del centro storico di Brescia raccontato a partire dagli antichi Romani fino all’età dei Dogi veneziani e visita guidata ai capolavori della pinacoteca più importante della città (Raffello, Foppa, Savoldo, Moretto, Romanino, Lotto, Canova)

Cena e Pernottamento

TERZO GIORNO

Trasferimento sul Lago di Garda con visita Sirmione e Desenzano
oppure il Lago d’Iseo con Montisola

Lago di garda: Sirmione e Desenzano in compagnia degli antichi romani
Trasferimento sul Lago di Garda
Visita guidata del centro storico di Sirmione con ingresso alla Rocca Scaligera e al sito archeologico delle Grotte di Catullo, attraversando la penisola a picco sul lago tar vicoli e stradine medioevali, che toccano le terme e la casa di Maria Callas
Ingressi: Rocca di Sirmione: € 6 – Grotte di Catullo a Sirmione: € 5

Pranzo tipico in ristorante in corso di escursione

oppure

Trasferimento a Desenzano sul Garda
Visita guidata della villa romana, della Cattedrale e degli esterni del Castello all’interno di uno dei borghi più ridenti del lago
Ingressi: Domus Romana a Desenzano: € 4

Pranzo tipico in ristorante in corso di escursione

 oppure

Lago d’Iseo con Iseo e Montisola: sull’isola lacustre piu’ grande d’Europa
Trasferimento a Iseo
Visita guidata del centro storico di Iseo con la Parrocchiale, il Castello e le piazze storiche che ruotano attorno al lungolago

Pranzo tipico in ristorante in corso di escursione

 Trasferimento a Sulzano o in alternativa navigazione sul Lago d’Iseo in direzione di Montisola e visita di uno o due dei suoi centri più caratteristici tra cui Peschiera Maraglio, dove nel suo Visit Center si illustra l’antica attività tuttora in essere di produzione artigianale delle reti da pesca e da calcio
Traghetto Sulzano Montisola andata e ritorno: € 5

Fine dei servizi

Guida certificata: Tosca Rossi

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    Vista al Villaggio Crespi sito Unesco. Visita alla chiesa di San Colombano, un vero e proprio scrigno del romanico.
    Visita alla galleria interattiva “Leonardo in Adda” interamente dedicata ai soggiorni di Leonardo Da Vinci sul fiume Adda

    Villaggio Crespi – San Tomè

    Villaggio Crespi – San Tomè

    Un tour alla scoperta dei più antichi e affascinanti edifici religiosi presenti sul territorio di Almenno San Bartolomeo e Almenno San Salvatore

    Il Romanico ad Almenno San Bartolomeo

    Il Romanico ad Almenno San Bartolomeo

    La provincia di Bergamo possiede un ricco patrimonio monumentale romanico. La massima espressione si trova negli edifici religiosi di Almenno: la Rotonda di San Tomè e le chiese di San Giorgio, Madonna del Castello e San Nicola.

    Piacenza e i suoi Borghi

    Piacenza e i suoi Borghi

    Cultura, monumenti, città d’arte, borghi da scoprire.
    E’ questa la nostra proposta per una giornata a “ritroso nel tempo”

    Dal Ticino al Naviglio Grande

    Dal Ticino al Naviglio Grande

    Visita all’ampia distesa delle acque del Ticino che alimentano il sistema dei Navigli occidentali del milanese, navigazione lulngo Naviglio Grande e visita della Villa Gaia Gandini di origine quattrocentesca.

    Il Vittoriale e Sirmione

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    Il Vittoriale è un complesso di edifici, vie, piazze, teatri, giardini e corsi d’acqua, eretto dal poeta a memoria della propria vita d’eccezione e delle imprese eroiche degli italiani durante la Grande Guerra.

    La Ciclovia del fiume Oglio

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    Il fascino della bicicletta è uguale a quello della libertà. Si può andare ovunque, percorrendo strade e luoghi altrimenti non visibili, si possono godere i profumi e gli odori della natura che ci circonda.

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    Scoprire la Franciacorta lentamente, in sella alla tua bicicletta, concedendosi il tempo di fermarsi a visitare un’abbazia, un castello o una cantina.

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    La provincia di Bergamo possiede un ricco patrimonio manumentale romanico. La massima espressione si trova negli edifici religiosi di Almenno: la Rotonda di San Tomè e le chiese di San Giorgio, Madonna del Castello e San Nicola.

    Tour in Franciacorta

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    Tour dei Laghi Lombardi e Milano

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    “Niente al mondo può essere paragonato al fascino di queste giornate trascorse ai laghi (…)” così scriveva Stendhal, affascinato dal Lago Maggiore.

    Le Isole Borromee

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    L’arcipelago delle Isole Borromee è situato nel medio lago Maggiore, a occidente, nel braccio di lago chiamato golfo Borromeo che vede affacciate e contrapposte Stresa e Pallanza.

    Week end – Sapori e Saperi in alta Valle Seriana

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    • Tour 2 giorni / 1 notte in alta Valle Seriana
    • Quota individuale di partecipazione: € 250
    • Suppemento camera singola: € 30
    • Quota minimo 30 persone

    La quota comprende:

    • Due visite guidate intera giornata
    • Due pranzi in ristorante con incluso bevande
    • Mezza pensione in hotel 3 stelle (cena e pernottamento)
    • Ingressi come da programma
    • Assicurazione RCT e medico bagaglio

    La quota non comprende:

    • Mance, extra personali e tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”.
    • Documenti necessari: adulti e minori carta d’identità.

    Gromo è uno dei Borghi più Belli d’Italia, secoli fa centro di produzione di spade pregiate, dove l’architettura contadina si mescola al medioevo e alle architetture stile liberty.
    Visitare Gromo è veramente un’esperienza da “viaggio nel tempo”. E’ un piccolo borgo arroccato sulla roccia, con torri e castelli che svettano a controllo della valle che corre poco sotto. Luogo strategico e centro nevralgico della produzione di spade a livello europeo, si fregia oggi di due riconoscimenti importanti: è uno dei Borghi più Belli d’Italia e Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.
    All’arrivo incontro con la guida per iniziare la visita del Borgo partendo dalla chiesa parrocchiale dei Santi Giacomo e Vincenzo, poco fuori dal centro, realizzata nel XII secolo in stile Romanico: tanto è austera all’esterno, quando ricchissima all’interno con un mix di affreschi medievali, stucchi barocchi, altari lignei dorati … un vero “effetto wow”!
    Passeggiando verso il centro storico si noteranno edifici in stile liberty di primo Novecento, ville di villeggiatura di facoltosi borghesi che all’inizio del secolo scorso hanno scelto Gromo come luogo di delizie per le loro vacanze. Inoltrandoci nel cuore del borgo ci perderemo tra le viuzze ciottolate dove gli edifici hanno conservato la tipica architettura bergamasca con pietre a vista e ballatoi in legno. Dall’alto del colle godremo del panorama sulla valle e sul borgo antico, con i suoi tre castelli che controllavano i viandanti a valle e in altura, verso i passi montani.
    Entreremo a Palazzo Milesi, sede del municipio e del Museo delle Armi Bianche e delle Pergamene, dove coglieremo l’importanza economica di Gromo nei secoli, almeno fino al 1666 quando la potente esondazione del fiume Goglio spazzò via le numerose fucine che producevano spade con il ferro estratto dalle miniere di Valbondione. Nel museo ci accoglieranno i mercanti e gli acquirenti di spade affrescati a grandezza naturale in una sala dove si illustra questa fiorente economia che valse a Gromo l’appellativo di “Piccola Toledo”, la rinomata località spagnola dove si producevano armi bianche. Saremo attorniati da esempi di spade, pugnali, fioretti, alabarde.
    Sosta per il pranzo nel vicino paese di Parre dove si potrà degustare i loro squisiti ravioli chiamati Scarpinocc.

    Proseguimento del tour a Clusone ed incontro con la guida. Visiteremo l’Orologio Planetario Fanzago e l’Affresco del Trionfo della Morte e Danza Macabra, i due simboli della città. Passeggiando per le vie della cittadina medievale immagineremo il suo splendore nei secoli passati cercando le tracce degli affreschi che nel medioevo decoravano le facciate degli edifici del centro.
    In Piazza Orologio vi colpirà l’ingegno col quale Pietro Fanzago nel 1583 realizzò questo meccanismo, ancora perfettamente funzionante: l’Orologio segna le ore, i minuti, i segni zodiacali e tante altre cose, mostrandoci come nel XVI secolo gli uomini immaginavano l’universo. Entreremo nel palazzo del Comune dove capiremo perché il meccanismo dell’orologio è unico nel suo genere.
    Poco più sopra, di fronte alla Basilica, l’affresco del Trionfo della Morte e Danza Macabra campeggia sulla facciata dell’Oratorio dei Disciplini da oltre 500 anni: è unico in Europa nel suo genere e, nonostante la sua veneranda età, ha ancora molto da dire a noi uomini del XXI secolo.
    Entreremo nella chiesetta dei Disciplini, dove tutte le pareti sono ricoperte di affreschi come una Bibbia figurata per i fedeli che non sapevano leggere.
    La visita si concluderà assaggiando il Biscotto Clusone preparato dalla Pasticceria Trussardi nel 2001 ha riscoperto un’antica ricetta degli inizi del ‘900 e per decenni andata perduta. Mantegazza infatti elaborò il Biscotto Clusone nel 1920 e lo produsse fino agli anni Cinquanta quando cessò l’attività e abbandonò la Valle Seriana. Il Biscotto Clusone è una via di mezzo tra la meringa e l’amaretto, ricoperto da finissimo cioccolato fondente.
    Trasferimeto in hotel per cena e pernottamento.

    Prima colazione in hotel e trasferimento in bus per raggiungere Rovetta, curioso che un paesino di 4.000 abitanti come Rovetta conservi un’opera d’arte di uno dei più noti artisti italiani del Settecento, conosciuto in tutto il mondo: il pittore Giambattista Tiepolo.
    Rovetta infatti stupisce per la ricchezza della sua storia e delle sue tradizioni: qui nacquero gli scultori Fantoni che lavorarono per 400 anni decorando di sculture in legno e marmo moltissime chiese in provincia (Andrea fu chiamato “il Michelangelo del legno”!); da qui partì Antonio Pedrocchi che a Padova gestì il famosissimo Caffè Pedrocchi, importante laboratorio di idee risorgimentali; nel 1911 si costruì uno dei primissimi ponti in Italia in cemento armato a struttura leggera; il mais tipico è protetto dal marchio De.C.O, la “patata bianca di Rovetta” era un ortaggio pregiato ai Mercati Generali di Milano e i ravioli si chiamano “Bertù” come le orecchie degli asini. La “Pala di Ognissanti” è una vibrante composizione di Tiepolo, nato a Venezia, famoso in tutta Europa per le sue straordinarie composizioni profane e celebrative di ricchi committenti che volevano decorare i loro palazzi. Altrettanto celebri sono le sue opere religiose. Proprio lì sotto, nascosti dall’altare, divertentissimi piccoli ometti del coro sono scolpiti nel legno in posizioni bizzarre e sembra che ci stiano prendendo in giro: chi a quattro zampe, chi ci volta la schiena, chi si toglie una spina dal piede.
    Andremo poi a conoscere gli scultori Fantoni nella loro casa-museo , un esempio unico e ben conservato di come funziona una bottega di scultura, con numerosissime testimonianze di bozzetti, modellini, disegni operativi, libri mastri, lettere. Aggirarsi nella casa, dall’architettura tipicamente bergamasca, sarà come fare un salto all’indietro nel tempo: dalla stalla, al fienile, alle camere da letto, quelle di rappresentanza e alla cucina, dove tutto è rimasto come allora!
    Pranzo tipico in ristorante.

    Nel pomeriggio trasferimento a Cerete Basso, Il paese dei mulini, dove si vedono i lavori di un tempo e in chiesa si resta sorpresi dal dipinto di altissima qualità del Guardi e da una misteriosa cripta
    Cerete Basso, tra la ValSeriana e la Val Cavallina, a metà tra Bergamo e Brescia, è veramente un gioiellino delle prealpi Orobie poco conosciuto, che vi sorprenderà. Un paese che un tempo era ricco di mulini che sfruttavano l’acqua dei purissimi ruscelli (dove ancora vivono i gamberi di fiume!). Si sviluppa alla confluenza dell’antica Via Mulina e della Via del Ferro, luogo di transito, in antico, di merci (armi e attrezzi in ferro) che dalla Val Borlezza erano destinati al commercio con il resto d’Europa. Nella chiesa parrocchiale si trova un dipinto di altissima qualità di Gianantonio Guardi (veneziano cognato di Giambattista Tiepolo e fratello del celebre vedutista!), teleri giganteschi di Antonio Cifrondi (il clusonese che dà il nome una centralissima via di Clusone) e una cripta misteriosa.
    Sotto il presbiterio infatti la cripta fu decorata nel ‘600 con stucchi con immagini cristiane e déi pagani. Ne fu ordinata la rimozione e il committente fu stranamente assassinato… Recentemente alcuni studi hanno ricostruito il complesso significato di questa decorazione, un viaggio simbolico dell’anima tra fede religiosa e conoscenza classica.
    Proseguimento del tour all’antico mulino Giudici dove Flavio, espertissimo di panificazione, ci mostrerà come ancora oggi macina la farina. Il progetto di cui fa parte, la Filiera del Pane bergamasco è stato insignito nel 2020 del riconoscimento della Bandiera Verde di Legambiente, per la valorizzazione delle produzioni cerealicole biologiche delle Valli Bergamasche, con attenzione alla sostenibilità. I volontari dell’Associazione
    “La Sorgente” attiveranno il mulino per la corteccia (in dialetto bergamasco “Ol pestú de la rösca”) un grosso pestone attivato ad acqua che serviva per polverizzare la corteccia dalla quale estrarre il tannino per conciare le pelli.
    Visiteremo poi il museo etnografico MACER dei Mulini della Macinazione dei Cereali, allestito nella antichissima chiesetta di San Rocco, con approfondimenti sui cereali antichi tipici del luogo e antiche macchine da lavoro.
    Concluderemo assaggiando i prodotti da forno biologici e assolutamente a km zero, che si possono acquistare al negozio del mulino.

    Guida turistica certificata: Laura Benzoni

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      La provincia di Bergamo possiede un immenso patrimonio naturalistico che si esprime al meglio nella zona settentrionale, essenzialmente montuosa e delimitata dalle Alpi Orobie. E’ proprio qui infatti che si trovano le sue valli principali, ricche di località dai paesaggi unici e dall’eccezionale valore storico-artistico. In particolare, questo tour offre al visitatore la possibilità di ripercorrere la Valle Seriana attraverso un viaggio tra fede, arte e natura che porterà alla scoperta delle più belle basiliche della zona.

      La Val Seriana è, come il nome suggerisce, la valle del fiume Serio, lungo il cui corso si estende per una cinquantina di chilometri. Può essere divisa in tre parti: la bassa valle il cui centro principale è Alzano lombardo; la zona intermedia dominata dalla Val Gandino il cui cuore è proprio l’omonimo paese di Gandino e infine l’alta valle nella zona più a nord, il cui nucleo principale è Clusone. Sono proprio queste le tappe previste dal nostro itinerario. Un percorso di fede che si svolge in luoghi la cui bellezza naturale e tranquillità invitano spontaneamente al raccoglimento e alla preghiera.

       

      La prima tappa è quindi Alzano lombardo, in cui spicca la Basilica di San Martino. Già dall’XI secolo si hanno testimonianze dell’esistenza di una piccola chiesa al centro dell’abitato, ma l’aspetto attuale lo si deve a dei rifacimenti avvenuti nel corso del XVII secolo in seguito ad una cospicua donazione da parte di un ricco mercante dell’epoca. La Basilica racchiude pregevoli opere d’arte, capolavori dipinti su tela di artisti quali Cavagna, Cignaroli, Diotti, Capella per citarne solo alcuni. Ma ciò che ha dato fama a questa chiesa è stato l’illustre lavoro di Andrea Fantoni. Scultore bergamasco originario di Rovetta ha dato prova delle sue incredibili abilità realizzando numerosi elementi scultorei all’interno della basilica tra cui in particolare lo splendido pulpito in marmo nella navata centrale rappresentante le diverse età dell’uomo. La visita prosegue all’adiacente Museo d’Arte Sacra San Martino. Da qui è infatti possibile accedere alle sagrestie della basilica, dove hanno lavorato fianco a fianco i Fantoni, che si sono occupati della lavorazione delle scultore e degli arredi lignei e i Caniana, esperti nell’arte dell’intarsio. Andrea Fantoni nella seconda sagrestia scolpisce più di ottocento figure tra scene di martirio e storie tratte dal Vecchio e Nuovo testamento, dando vita ad un’opera eccezionale che lascia i visitatori senza fiato.

      La seconda tappa ci porta a Gandino, paese che ottenne grande successo fra il XV e XVI secolo grazie al fiorire dell’attività laniera che portò prestigio e ricchezza ai suoi abitanti. Il centro del piccolo paese è dominato dalla Basilica di Santa Maria Assunta. Anche in questo caso la chiesa ha origine antica ma ha poi subito dei rifacimenti nel corso del XVII secolo. Dall’esterno, oltre alla grande cupola ottagonale, ciò che subito colpisce è il colore scuro di tutta la struttura dovuto al caratteristico calcare nero locale con cui è stata realizzata. L’interno è ricco di opere d’arte di pittori come Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto e di scultori come i Fantoni e i Caniana.

      Dopo un pranzo a base dei più gustosi e rappresentativi piatti della Valle Seriana, l’itinerario prosegue verso Clusone, la terza ed ultima tappa del tour. Passeggiando per il centro storico si coglie il fascino di una città che racchiude in sé testimonianze di ogni epoca. In particolare vale la pena soffermarsi in Piazza Orologio, dove si può ammirare il medievale Palazzo del Comune e accanto ad esso il cinquecentesco orologio planetario. Questa straordinaria opera di Pietro Fanzago, attraverso un meccanismo semplice ma geniale è in grado di segnare con un unico indicatore le ore, i mesi, i giorni, la durata del giorno e della notte, i segni dello zodiaco, le fasi lunari e la durata della lunazione.

      Da questo punto una piccola strada in salita ci conduce al vero cuore di Clusone, ossia la bellissima Basilica dedicata a Santa Maria Assunta e a San Giovanni Battista. Fu costruita a fine Seicento, su disegno di G.B. Quadrio, noto architetto che lavorò anche alla realizzazione del Duomo di Milano. La struttura è imponente e maestosa e racchiude importanti opere d’arte. A dominare è soprattutto il lavoro di Andrea Fantoni che si è occupato della realizzazione di buona parte dell’apparato scultoreo della Chiesa, dimostrando ancora una volta le sue notevoli capacità. Infine non può mancare una visita all’Oratorio dei Disciplini, un piccolo gioiello nascosto all’ombra della vicina Basilica. Fu edificato nel XIV secolo dalla confraternita dei disciplini bianchi e all’esterno presenta uno dei più begli e rari esempi di affreschi della Morte mai realizzati. Questo capolavoro, nelle sue varie parti, rappresenta  una sintesi unica in Europa delle tipiche raffigurazione della Morte che circolavano alla fine del Medioevo. All’interno dell’oratorio invece si trova un notevole ciclo di affreschi rappresentanti la vita di Gesù in 42 riquadri.

      Così si conclude il nostro viaggio volto a scoprire una delle più belle valli della bergamasca attraverso i centri che più la rappresentano: una fusione perfetta tra natura, arte e spiritualità è ciò che rende quest’esperienza unica e indimenticabile.

      • Pacchetto per gruppi precostituiti di almeno 8 persone
      • Quota a persona: da € 50
      • Bus dalla località di partenza del gruppo (entro i 200 km) – guida – pranzo tipico in ristorante – assicurazioni e copertura e Rct

       Organizzazione tecnica: DESTINAZIONE SOLE

      Con il contributo di Regione Lombardia

       

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        Una giornata a Gromo e Clusone

        Una giornata a Gromo e Clusone

        Una giornata a Gromo e Clusone

        Arrivo in mattinata a Clusone, capoluogo dell’Alta Valle Seriana, in provincia di Bergamo, sull’omonimo Altipiano. Clusone Ha una storia medioevale molto importante e conserva il centro abitato con numerose ville e residenze nobiliari. .
        Incontro con la guida e visita alla cittadina che custodisce il prezioso Orologio Astronomico Fanzago del 1583,  che segna luna, sole, pianeti,stagioni, ovviamente le ore e minuti visitabile eccezionalmente anche all’interno, a cui seguirà la visita al Museo Arte e Tempo che raccoglie orologi di torri e campanili. E’ anche Museo di opere d’arte di famosi pittori di interesse mondiale.
        Si visiterà anche l’antica chiesa dei Disciplini, con gli affreschi esterni della Danza Macabra e del Trionfo della Morte. In Basilica si ammireranno opere di artisti come il Tiepolo. Si potrà anche passeggiare nel centro storico tra botteghe artigiane e negozi di un tempo. Possibilità di visita alla Chiesa del Paradiso, esempio delle prime chiese cristiane, oppure agli affreschi medioevali devozionali di San Defendente.

        Pranzo in tipica trattoria in località Parre a base di affettati locali e Scarpinocc dePar (tipici casoncelli alla bergamasca senza carne conditi con burro di malga)
        Costo dell’escursione euro 70

        • Bus
        • Visita guidata e pranzo in trattoria tipica
        • Assicurazioni di legge

        Al termine pranzo in ristorante con menu tipico, tra cio i famosi Scarpinocc de Par.
        Ripresa del viaggio per trasferirsi nel Borgo di Gromo, uno dei più Belli d’Italia e visita guidata al piccolo ed affascinante centro storico. Ingresso e visita al Museo delle Armi Bianche e delle Pergamene antiche. Visita all’antica parrocchiale di S. Giacomo e Vincenzo, appena fuori dall’abitato che ha visto varie aggiunte di stili al suo interno, con un fascino tutto particolare.

        Al termine, partenza per il rientro con eventuale sosta ad Ardesio dove è possibile visitare liberamente l’antico Santuario della Madonna e il curioso museo delle Grazie Ricevute

        CLUSONE
        La nostra visita alla Città di Clusone seguirà un tempo scandito dall’affascinante Orologio Astronomico Fanzago, ripercorrerà le orme di grandi artisti che qui hanno lasciato il loro genio e ci accompagnerà alla scoperta di importanti palazzi testimoni di curiose ed emozionanti storie. Bandiera arancione del Touring Club Italiano, Clusone è da sempre uno dei più importanti centro culturali dell’alta ValSeriana. In Piazza dell’Orologio il caratteristico Orologio Astronomico Fanzago ci ricorda il movimento dell’universo intorno a noi. Facciamo ancora pochi passi per raggiungere la splendida Basilica di Clusone. L’imponente scalinata che ci accoglie è solo una delle meraviglie che tra poco scopriremo. Sulla facciata dell’Oratorio dei Disciplini: i cosiddetti affreschi della Morte e Giudizio, che raggruppano i tre temi iconografici medievali del Trionfo, della Danza Macabra e dell’incontro o Contrasto tra vivi e morti. Nel secentesco Palazzo Marinoni Barca, oggi residenza del MAT, Museo Arte Tempo, è in mostra una ricca collezione di opere, tra dipinti, disegni, sculture e sbalzi di artisti clusonesi e meccanismi di orologi a torre.

        GROMO
        Gromo, che fa parte del circuito de “I Borghi più belli d’Italia” ed ha ottenuto la “Bandiera arancione” del Touring Club Italiano, sorge su un promontorio roccioso, circondato da prati ed abetaie. Gromo, con le sue fucine, fu uno dei centri più importanti della lavorazione del ferro e la produzione di armi, di scudi e di corazze, tanto da essere chiamato la “piccola Toledo”. Oggi la Sala delle Armi del Palazzo Comunale ospita il MAP – Museo delle Armi Bianche e delle Pergamene che conserva numerose armi forgiate nelle fucine della valle. In Piazza Dante, il centro storico, potrete ammirare il Castello Ginami (XIII sec.), la Chiesetta di San Gregorio che custodisce una bella pala del 1600 di Enea Salmeggia, tutt’intorno numerose case nobiliari risalenti al XV e XVI secolo, il cinquecentesco Palazzo Comunale e la fontana di marmo bianco risalente al 1400. Merita una visita anche la Chiesa Parrocchiale, impreziosita da un altare ligneo di scuola fantoniana e da complessi stucchi di epoca barocca.

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          Villaggio Crespi – Vaprio d’Adda

          Vista al Villaggio Crespi sito Unesco. Visita alla chiesa di San Colombano, un vero e proprio scrigno del romanico.
          Visita alla galleria interattiva “Leonardo in Adda” interamente dedicata ai soggiorni di Leonardo Da Vinci sul fiume Adda

          Villaggio Crespi – San Tomè

          Villaggio Crespi – San Tomè

          Un tour alla scoperta dei più antichi e affascinanti edifici religiosi presenti sul territorio di Almenno San Bartolomeo e Almenno San Salvatore

          Gromo e Cerete

          Gromo e Cerete

          Gromo e Cerete

          GROMO E CERETE

          • La Toledo bergamasca e il paese dei mulini
          • Tuor guidato di una giornata
          • Quota individuale di partecipazione: € 75

          La quota comprende:

          • Visita guidata intera giornata
          • Pranzo in ristorante con incluso bevande
          • Bus gran turismo
          • Ingressi come da programma
          • Assicurazione RCT

          La quota non comprende:

          • Mance, extra personali e tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”.

          Documenti necessari: adulti e minori carta d’identità.

          Gromo è uno dei Borghi più Belli d’Italia, secoli fa centro di produzione di spade pregiate, dove l’architettura contadina si mescola al medioevo e alle architetture stile liberty.
          Visitare Gromo è veramente un’esperienza da “viaggio nel tempo”. E’ un piccolo borgo arroccato sulla roccia, con torri e castelli che svettano a controllo della valle che corre poco sotto. Luogo strategico e centro nevralgico della produzione di spade a livello europeo, si fregia oggi di due riconoscimenti importanti: è uno dei Borghi più Belli d’Italia e Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.
          All’arrivo incontro con la guida per iniziare la visita del Borgo partendo dalla chiesa parrocchiale dei Santi Giacomo e Vincenzo, poco fuori dal centro, realizzata nel XII secolo in stile Romanico: tanto è austera all’esterno, quando ricchissima all’interno con un mix di affreschi medievali, stucchi barocchi, altari lignei dorati … un vero “effetto wow”!
          Passeggiando verso il centro storico si noteranno edifici in stile liberty di primo Novecento, ville di villeggiatura di facoltosi borghesi che all’inizio del secolo scorso hanno scelto Gromo come luogo di delizie per le loro vacanze. Inoltrandoci nel cuore del borgo ci perderemo tra le viuzze ciottolate dove gli edifici hanno conservato la tipica architettura bergamasca con pietre a vista e ballatoi in legno. Dall’alto del colle godremo del panorama sulla valle e sul borgo antico, con i suoi tre castelli che controllavano i viandanti a valle e in altura, verso i passi montani.
          Entreremo a Palazzo Milesi, sede del municipio e del Museo delle Armi Bianche e delle Pergamene, dove coglieremo l’importanza economica di Gromo nei secoli, almeno fino al 1666 quando la potente esondazione del fiume Goglio spazzò via le numerose fucine che producevano spade con il ferro estratto dalle miniere di Valbondione. Nel museo ci accoglieranno i mercanti e gli acquirenti di spade affrescati a grandezza naturale in una sala dove si illustra questa fiorente economia che valse a Gromo l’appellativo di “Piccola Toledo”, la rinomata località spagnola dove si producevano armi bianche. Saremo attorniati da esempi di spade, pugnali, fioretti, alabarde.
          Sosta per il pranzo nel vicino paese di Parre dove si potrà degustare i loro squisiti ravioli chiamati Scarpinocc.

          Nel pomeriggio trasferimento a Cerete Basso, Il paese dei mulini, dove si vedono i lavori di un tempo e in chiesa si resta sorpresi dal dipinto di altissima qualità del Guardi e da una misteriosa cripta
          Cerete Basso, tra la ValSeriana e la Val Cavallina, a metà tra Bergamo e Brescia, è veramente un gioiellino delle prealpi Orobie poco conosciuto, che vi sorprenderà. Un paese che un tempo era ricco di mulini che sfruttavano l’acqua dei purissimi ruscelli (dove ancora vivono i gamberi di fiume!). Si sviluppa alla confluenza dell’antica Via Mulina e della Via del Ferro, luogo di transito, in antico, di merci (armi e attrezzi in ferro) che dalla Val Borlezza erano destinati al commercio con il resto d’Europa. Nella chiesa parrocchiale si trova un dipinto di altissima qualità di Gianantonio Guardi (veneziano cognato di Giambattista Tiepolo e fratello del celebre vedutista!), teleri giganteschi di Antonio Cifrondi (il clusonese che dà il nome una centralissima via di Clusone) e una cripta misteriosa.
          Sotto il presbiterio infatti la cripta fu decorata nel ‘600 con stucchi con immagini cristiane e déi pagani. Ne fu ordinata la rimozione e il committente fu stranamente assassinato… Recentemente alcuni studi hanno ricostruito il complesso significato di questa decorazione, un viaggio simbolico dell’anima tra fede religiosa e conoscenza classica.
          Proseguimento del tour all’antico mulino Giudici dove Flavio, espertissimo di panificazione, ci mostrerà come ancora oggi macina la farina. Il progetto di cui fa parte, la Filiera del Pane bergamasco è stato insignito nel 2020 del riconoscimento della Bandiera Verde di Legambiente, per la valorizzazione delle produzioni cerealicole biologiche delle Valli Bergamasche, con attenzione alla sostenibilità. I volontari dell’Associazione
          “La Sorgente” attiveranno il mulino per la corteccia (in dialetto bergamsco “Ol pestú de la rösca”) un grosso pestone attivato ad acqua che serviva per polverizzare la corteccia dalla quale estrarre il tannino per conciare le pelli.
          Visiteremo poi il museo etnografico MACER dei Mulini della Macinazione dei Cereali, allestito nella antichissima chiesetta di San Rocco, con approfondimenti sui cereali antichi tipici del luogo e antiche macchine da lavoro.
          Concluderemo assaggiando i prodotti da forno biologici e assolutamente a km zero, che si possono acquistare al negozio del mulino.

          Guida turistica certificata: Laura Benzoni

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            Campus per ragazzi

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            Campus per ragazzi, completamente immersi nella natura lontani dalla città per imparare divertendosi attraverso il gioco e la condivisione

            Val Seriana – La valle delle tre Basiliche

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            Gromo e Cerete

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            La Toledo bergamasca e il paese dei mulini
            Tuor guidato di una giornata
            Quota di partecipazione: € 75

            Clusone e Rovetta

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            Medioevo e arte tra il Tiepolo e la bottega dei Fantoni
            Tour guidato di una giornata
            Quota di partecipazione: € 75

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            Villaggio Crespi  – Vaprio d’Adda

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            Vista al Villaggio Crespi sito Unesco. Visita alla chiesa di San Colombano, un vero e proprio scrigno del romanico.
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            Un tour alla scoperta dei più antichi e affascinanti edifici religiosi presenti sul territorio di Almenno San Bartolomeo e Almenno San Salvatore

            Il Romanico ad Almenno San Bartolomeo

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            La provincia di Bergamo possiede un ricco patrimonio monumentale romanico. La massima espressione si trova negli edifici religiosi di Almenno: la Rotonda di San Tomè e le chiese di San Giorgio, Madonna del Castello e San Nicola.

            Piacenza e i suoi Borghi

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            Cultura, monumenti, città d’arte, borghi da scoprire.
            E’ questa la nostra proposta per una giornata a “ritroso nel tempo”

            Dal Ticino al Naviglio Grande

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            Visita all’ampia distesa delle acque del Ticino che alimentano il sistema dei Navigli occidentali del milanese, navigazione lulngo Naviglio Grande e visita della Villa Gaia Gandini di origine quattrocentesca.

            Il Vittoriale e Sirmione

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            Il Vittoriale è un complesso di edifici, vie, piazze, teatri, giardini e corsi d’acqua, eretto dal poeta a memoria della propria vita d’eccezione e delle imprese eroiche degli italiani durante la Grande Guerra.

            La Ciclovia del fiume Oglio

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            Il fascino della bicicletta è uguale a quello della libertà. Si può andare ovunque, percorrendo strade e luoghi altrimenti non visibili, si possono godere i profumi e gli odori della natura che ci circonda.

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            Tour in Franciacorta

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            Scegliere i percorsi dedicati alle cantine della Franciacorta non significa solo scoprire un vino, territorio, storia e bellezze naturali incomparabili.. vieni in Franciacorta.

            Tour dei Laghi Lombardi e Milano

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            “Niente al mondo può essere paragonato al fascino di queste giornate trascorse ai laghi (…)” così scriveva Stendhal, affascinato dal Lago Maggiore.

            Le Isole Borromee

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            L’arcipelago delle Isole Borromee è situato nel medio lago Maggiore, a occidente, nel braccio di lago chiamato golfo Borromeo che vede affacciate e contrapposte Stresa e Pallanza.

            Clusone e Rovetta

            Clusone e Rovetta

            Clusone e Rovetta

            CLUSONE E ROVETTA

            • Medioevo e arte  tra il Tiepolo e la bottega dei Fantoni
            • Tour guidato di una giornata
            • Quota individuale di partecipazione: € 75

            La quota comprende:

            • Visita guidata intera giornata
            • Pranzo in ristorante con incluso bevande
            • Bus gran turismo
            • Ingressi come da programma
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            La quota non comprende:

            • Mance, extra personali e tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”.

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            Arrivo in bus a Clusone ed incontro con la guida .Visiteremo l’Orologio Planetario Fanzago e l’Affresco del Trionfo della Morte e Danza Macabra, i due simboli della città. Passeggiando per le vie della cittadina medievale immagineremo il suo splendore nei secoli passati cercando le tracce degli affreschi che nel medioevo decoravano le facciate degli edifici del centro.
            In Piazza Orologio vi colpirà l’ingegno col quale Pietro Fanzago nel 1583 realizzò questo meccanismo, ancora perfettamente funzionante: l’Orologio segna le ore, i minuti, i segni zodiacali e tante altre cose, mostrandoci come nel XVI secolo gli uomini immaginavano l’universo. Entreremo nel palazzo del Comune dove capiremo perché il meccanismo dell’orologio è unico nel suo genere.
            Poco più sopra, di fronte alla Basilica, l’affresco del Trionfo della Morte e Danza Macabra campeggia sulla facciata dell’Oratorio dei Disciplini da oltre 500 anni: è unico in Europa nel suo genere e, nonostante la sua veneranda età, ha ancora molto da dire a noi uomini del XXI secolo.
            Entreremo nella chiesetta dei Disciplini, dove tutte le pareti sono ricoperte di affreschi come una Bibbia figurata per i fedeli che non sapevano leggere.
            La visita si concluderà assaggiando il Biscotto Clusone preparato dalla Pasticceria Trussardi nel 2001 ha riscoperto un’antica ricetta degli inizi del ‘900 e per decenni andata perduta. Mantegazza infatti elaborò il Biscotto Clusone nel 1920 e lo produsse fino agli anni Cinquanta quando cessò l’attività e abbandonò la Valle Seriana. Il Biscotto Clusone è una via di mezzo tra la meringa e l’amaretto, ricoperto da finissimo cioccolato fondente.

            Previsto un pranzo in ristorante con piatti tipici del territorio.

             

            Nel pomeriggio trasferimento di 2 km per raggiungere Rovetta, curioso che un paesino di 4.000 abitanti come Rovetta conservi un’opera d’arte di uno dei più noti artisti italiani del Settecento, conosciuto in tutto il mondo: il pittore Giambattista Tiepolo.

            Rovetta infatti stupisce per la ricchezza della sua storia e delle sue tradizioni: qui nacquero gli scultori Fantoni che lavorarono per 400 anni decorando di sculture in legno e marmo moltissime chiese in provincia (Andrea fu chiamato “il Michelangelo del legno”!); da qui partì Antonio Pedrocchi che a Padova gestì il famosissimo Caffè Pedrocchi, importante laboratorio di idee risorgimentali; nel 1911 si costruì uno dei primissimi ponti in Italia in cemento armato a struttura leggera; il mais tipico è protetto dal marchio De.C.O, la “patata bianca di Rovetta” era un ortaggio pregiato ai Mercati Generali di Milano e i ravioli si chiamano “Bertù” come le orecchie degli asini…

            La “Pala di Ognissanti” è una vibrante composizione di Tiepolo, nato a Venezia, famoso in tutta Europa per le sue straordinarie composizioni profane e celebrative di ricchi committenti che volevano decorare i loro palazzi. Altrettanto celebri sono le sue opere religiose. Proprio lì sotto, nascosti dall’altare, divertentissimi piccoli ometti del coro sono scolpiti nel legno in posizioni bizzarre e sembra che ci stiano prendendo in giro: chi a quattro zampe, chi ci volta la schiena, chi si toglie una spina dal piede

            Andremo poi a conoscere gli scultori Fantoni nella loro casa-museo , un esempio unico e ben conservato di come funziona una bottega di scultura, con numerosissime testimonianze di bozzetti, modellini, disegni operativi, libri mastri, lettere. Aggirarsi nella casa, dall’architettura tipicamente bergamasca, sarà come fare un salto all’indietro nel tempo: dalla stalla, al fienile, alle camere da letto, quelle di rappresentanza e alla cucina, dove tutto è rimasto come allora!

             

            guida turistica certificata: Laura Benzoni

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              Trekking – Giro delle Orobie

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              Campus per ragazzi

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              Val Seriana – La valle delle tre Basiliche

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              Un tour che offre al visitatore la possibilità di ripercorrere la Valle Seriana attraverso un viaggio tra fede, arte e natura che porterà alla scoperta delle più belle basiliche della zona.

              Gromo e Cerete

              Gromo e Cerete

              La Toledo bergamasca e il paese dei mulini
              Tuor guidato di una giornata
              Quota di partecipazione: € 75

              Clusone e Rovetta

              Clusone e Rovetta

              Medioevo e arte tra il Tiepolo e la bottega dei Fantoni
              Tour guidato di una giornata
              Quota di partecipazione: € 75

              I luoghi di papa Giovanni XXIII

              I luoghi di papa Giovanni XXIII

              La visita di Sotto il Monte ti dà la possibilità di capire la preziosità della vita e degli insegnamenti, di Angelo Roncalli, sacerdote, vescovo e papa.

              I Santuari Mariani della bergamasca

              I Santuari Mariani della bergamasca

              La Bergamasca è sempre stata e continua ad essere terra di grande religiosità. Vi si possono trovare luoghi molto famosi ai quali giungono pellegrini da tutta Italia e da varie nazioni europee

              Il Santuario di Caravaggio

              Il Santuario di Caravaggio

              Il Santuario mariano più importante della Provincia di Bergamo nonchè il più conosciuto è sicuramente quello di Nostra Signora del Fonte presso Caravaggio.

              Villaggio Crespi  – Vaprio d’Adda

              Villaggio Crespi – Vaprio d’Adda

              Vista al Villaggio Crespi sito Unesco. Visita alla chiesa di San Colombano, un vero e proprio scrigno del romanico.
              Visita alla galleria interattiva “Leonardo in Adda” interamente dedicata ai soggiorni di Leonardo Da Vinci sul fiume Adda

              Villaggio Crespi – San Tomè

              Villaggio Crespi – San Tomè

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              Il Romanico ad Almenno San Bartolomeo

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              La provincia di Bergamo possiede un ricco patrimonio monumentale romanico. La massima espressione si trova negli edifici religiosi di Almenno: la Rotonda di San Tomè e le chiese di San Giorgio, Madonna del Castello e San Nicola.

              Piacenza e i suoi Borghi

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              Cultura, monumenti, città d’arte, borghi da scoprire.
              E’ questa la nostra proposta per una giornata a “ritroso nel tempo”

              Dal Ticino al Naviglio Grande

              Dal Ticino al Naviglio Grande

              Visita all’ampia distesa delle acque del Ticino che alimentano il sistema dei Navigli occidentali del milanese, navigazione lulngo Naviglio Grande e visita della Villa Gaia Gandini di origine quattrocentesca.

              Il Vittoriale e Sirmione

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              Il Vittoriale è un complesso di edifici, vie, piazze, teatri, giardini e corsi d’acqua, eretto dal poeta a memoria della propria vita d’eccezione e delle imprese eroiche degli italiani durante la Grande Guerra.

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              Incisioni rupestri di Capo di Ponte e Bienno

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              Tour in Franciacorta

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              Tour dei Laghi Lombardi e Milano

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              “Niente al mondo può essere paragonato al fascino di queste giornate trascorse ai laghi (…)” così scriveva Stendhal, affascinato dal Lago Maggiore.

              Le Isole Borromee

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              Selvino – L’altipiano dei cristalli

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              Selvino – L’altipiano dei cristalli

              SELVINO

              • L’altipiano dei cristalli
              • Tour guidato di una giornata
              • Quota individuale di partecipazione: da € 65
              • Minimo 30  partecipanti

               La quota comprende:

              • Visita guidata intera giornata
              • Pranzo in ristorante incluso bevande
              • Ingressi come da programma
              • Assicurazione RCT

              La quota non comprende:

              • Mance, extra personali e tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”.

              Documenti necessari: adulti e minori carta d’identità.

              Ore 9.30: ritrovo in piazza Chiesa per visitare la chiesa parrocchiale e la chiesetta di San Rocco. Passeggiata nel centro storico fino al negozio di artigianato del legno “Creadele”, all’antico Borgo Taramelli e all’edificio di Sciesopoli, ex colonia fascista che ospitò orfani ebrei nel secondo dopoguerra.
              Incontro con le esperte delle “Stelle di Selvino”. L’altipiano di Selvino nasconde un segreto, o meglio, migliaia di piccoli segreti. Sono i “quarzi del Selvino”, piccoli cristalli che affiorano dalla terra come fiori preziosi. Variano da pochi millimetri a diversi centimetri, sono simmetrici o irregolari, piccoli gioielli della terra. Uno strano fenomeno li ha formati nel corso di centinaia di migliaia di anni. Da dove provengono? Perché si sono formati? E’ stata esclusa l’ipotesi vulcanica, non essendoci stati vulcani. Le valli dove è inserito l’altopiano di Selvino sono invece conosciute per la presenza delle doline carsiche, depressioni a imbuto che, riempiendosi d’acqua, non danno mai luogo a laghetti, ma filtrano la pioggia arricchendo corsi d’acqua sotterranei. Queste doline potrebbero essere insenature di formazione dei cristalli, perché l’acqua ristagnando avrebbe contribuito alla crescita di alcuni quarzi. Ipotesi vera o falsa, resta il fatto che il terreno ne è pieno, sembra di camminare sul cielo, perché attorno brillano, al contatto con il sole, migliaia di queste misteriose “stelle del Selvino”.

              Pranzo in ristorante incluso bevande

              Ore 15.00: ritrovo al Santuario del Perello, gioiello medievale con tre chiese una dentro l’altra, affreschi ed ex voto segno della devozione popolare. Il Santuario della Madonna di Perello, anticamente denominato “Oratorio della Beata Vergine Maria ad Elisabetta nel Bosco del Perello”, si trova sulla strada che da Selvino porta alla Valle Serina, ed è uno dei più antichi della Bergamasca. Era il 2 luglio dell’anno 1413, un tempo festa della Visitazione di Maria: il contadino Ruggero Gianforte De Grigis di Rigosa si trovava sul monte Perello intento a falciare fieno. Ad un tratto vide davanti a sé una bellissima Signora. In un primo momento incerto della visione si dice che non fece nessun cenno di riverenza. Ben presto nella seconda apparizione il buon contadino si scoprì il capo e si pose in ginocchio davanti ad essa. Di fronte a questo gesto, la Madonna prese la parola chiedendo a Ruggero di riferire ai suoi compaesani che in quel luogo venisse costruita una chiesa in suo onore ed in venerazione del mistero della sua visita a Santa Elisabetta. Nella terza e quarta apparizione per confermare il suo desiderio e vincere l’incredulità dei vicini, la Signora promise e poi fece nascere da un ceppo di faggio rinsecchito un ramoscello d’olivo. Gli abitanti di Rigosa e Sambusita su invito del veggente si recarono sul posto, constatarono con i loro occhi il miracolo e si misero all’opera. Iniziarono cosi a costruire la prima delle tre chiese che oggi compongono il complesso del santuario. In questa prima chiesa venne rinchiuso il ceppo di faggio secco su cui era spuntato il ramo d’olivo.

               

              guida turistica certificata: Laura Benzoni

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                “Niente al mondo può essere paragonato al fascino di queste giornate trascorse ai laghi (…)” così scriveva Stendhal, affascinato dal Lago Maggiore.

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                L’arcipelago delle Isole Borromee è situato nel medio lago Maggiore, a occidente, nel braccio di lago chiamato golfo Borromeo che vede affacciate e contrapposte Stresa e Pallanza.

                La Miniera di Schilpario

                La Miniera di Schilpario

                La Miniera di Schilpario

                Costituita nel 1997, con lo scopo di rivalutare e trasmettere alle future generazioni la storia e la cultura mineraria della Val di Scalve, la Cooperativa SKI MINE di Schilpario ha realizzato vari percorsi all’interno del sotterraneo delle miniere di Schilpario.

                Questi percorsi, inseriti nell’ambito del “Parco Minerario ing. A. BONICELLI”, sono attrezzati con illuminazione elettrica, documentazione fotografica d’epoca, oggetti e utensili usati nella miniera, ferrovia originale con vagonetti e trenini per il transito dei visitatori. Giovani guide che hanno frequentato un apposito corso di formazione, e vecchi minatori, accompagnano e rendono edotti i visitatori. I percorsi che si snodano per circa 4 chilometri, dei 60 esistenti nel complesso
                minerario di Schilpario, sono itinerari reali da cui emerge la cruda realtà che riporta alla fatica di questo duro lavoro di cui diverse generazioni furono protagoniste. L’iniziativa attuata dalla SKI MINE, vuole essere una novità per proporre un turismo particolare improntato sull’ambiente, sulla cultura e per testimoniare l’identità di appartenenza ai futuri abitatori e visitatori di questa splendida valle.

                VAL DI SCALVE, un ambiente prealpino di incantevole bellezza, in cui l’uomo ha perpetuato per secoli la tradizione mineraria improntando la propria storia, cultura ed economia.

                La Val di Scalve, fu di fatto sino agli ’70 del secolo scorso, una terra a vocazione mineraria a causa dei suoi giacimenti di minerali che la resero celebre e contesa.

                Antecedentemente al 1600, l’escavazione del minerale nelle miniere scalvine, avveniva con metodi arcaici ed empirici. In seguito fu introdotta in valle, che in quei tempi era sotto il dominio della Serenissima Repubblica di Venezia, la polvere nera o da mina. L’uso di questo esplosivo incrementò notevolmente la quantita di miniere.

                La Serenissima istituì nel 1488 la prima legge mineraria che con i decreti successivi fu da guida nella conduzione delle miniere sino al 1796. La vena del minerale era individuata negli affioramenti che generalmente erano posti a oltre 2000 metri di quota. Qui il minerale era in vista e lo si scavava scendendo nel cuore della montagna. Gli accessi angusti scavati con economia, erano chiamati “bocche”, da li, i “purtì” scendevano sino all’interno della miniera dove il minerale precedentemente scavato e scelto veniva caricato dentro le caratteristiche gerle.

                I “purtì”, ragazzi dagli 11 ai 15 anni, salivano con il prezioso carico percorrendo il cunicolo che portava all’uscita rischiarando il cammino con la lampada ad olio. Una ciotola in terracotta posta all’interno della miniera, serviva per contare le salite, ognuno poneva nella propria ciotola un piccolo sasso per fare la conta.

                Nel 1936 le grandi società siderurgiche (FALCK, BREDA, FERROMIN) rilevarono le concessioni minerarie che sino ad allora erano di consorzi locali, introducendo moderni macchinari ad aria compressa, ferrovie e pale meccaniche.

                Vi fu in effetti una rivoluzione che intensificò la produzione mineraria, i processi di escavazione e di arricchimento del minerale, ed anche i minatori iniziarono a recepire i primi salari.

                L’attivita di fusione del minerale, prodotta con carbone di legna, avveniva nei forni fusori. Questa lavorazione iniziata molti secoli addietro si perfezionò nel tempo e durò sino alla primavera del 1953. Negli anni successivi, l’attivita mineraria fu solo di estrazione e nella primavera del 1972 anche questa cessò definitivamente per non essere piu riavviata. In seguito anche le miniere di barite del Giovetto e quelle di fluorite della Presolana chiusero. Si concluse cosi un’epoca e una tradizione economico mineraria in Val di Scalve.

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                Cornello dei Tasso, gioiello vietato alle auto

                Cornello dei Tasso, gioiello vietato alle auto

                Cornello dei Tasso, gioiello vietato alle auto

                Al fresco tra boschi e colline, Cornello dei Tasso è un borgo medievale rimasto intatto a cui si arriva solo attraverso una mulattiera, l’antica Via Mercatorum.

                Qui ebbe origine la casata che oltre a “partorire” il poeta Torquato, inventò nel 1460 il servizio postale,  un museo ne racchiude la memoria

                 A circa 70 chilometri da Milano e a una trentina da Bergamo, c’è un paese che pochi conoscono. È Cornello dei Tasso, un minuscolo borgo abbarbicato su uno sperone di roccia, a picco sul fiume Brembo. Qui il clima è piacevolissimo – siamo in collina e in mezzo ai boschi – e anche l’aria è buona: le macchine non possono circolare e al borgo vi si arriva solo a piedi, percorrendo un sentiero nel verde. Già la passeggiata è un pezzetto di storia: la mulattiera è infatti un tratto dell’antica Via Mercatorum, che fino al Seicento collegava Bergamo con la Valtellina. Da allora, il paese è rimasto in un isolamento sospeso, che ha fatto sì che arrivasse praticamente intatto fino a oggi. Il tessuto urbanistico si divide in quattro livelli: più in basso ci sono le costruzioni direttamente sul fiume, al secondo livello c’è la via porticata, un’autentica meraviglia realizzata in pietra e con il soffitto in legno. Qui si affacciano quelle che un tempo erano le botteghe le scuderie, ed era il centro commerciale del borgo. Al terzo livello ci sono le case dei notabili, con diverse dimore di pregio, mentre in cima svetta il “palazzo dei Tasso”, da poco recuperato, che aveva la funzione di guardia verso valle.

                Cornello dei Tasso: già il nome del luogo lascia intendere che da queste parti ha avuto origine una delle più grandi dinastie del Medioevo, quella dei Tasso, che ha dato i natali a letterati come Bernardo e suo figlio Torquato (sì, proprio quello della Gerusalemme Liberata) e a nobili come i tedeschi Thurn und Taxis.


                Cosa vedere a Cornello dei Tasso. Proprio in alto, a dominare l’intero paese e la valle, c’è la chiesa dei SS.Cornelio e Cipriano. Costruita nel XII secolo, ha un campanile con aperture a bifore, tra i pochissimi esempi di stile romanico in Valle Brembana. Ma è all’interno che sono conservati i principali tesori: un ciclo di affreschi riportato alla luce dopo il restauro del secolo scorso; il più bello e originale  è il Miracolo di Sant’Eligio (della seconda metà del XV secolo), il patrono dei maniscalchi, dove sono raffigurati costumi e attrezzi da lavoro dell’epoca. Lo stemma del casato dei Tasso è ben visibile sulla cornice della pala con la Crocifissione, del 1635.

                Cosa fare a Cornello dei Tasso. Letterati, poeti, principi… i Tasso occuparono posizioni di prestigio in tutta Europa. Pochi, però, sanno che i Tasso furono i fondatori del servizio postale. A partire dal 1460, alcuni esponenti del casato furono incaricati di organizzare le poste pontificie; altri Tasso, nel frattempo, creavano il sistema di comunicazioni postali nel Tirolo; così, fino XVI secolo, l’attiva famiglia gestì una fittissima rete di collegamenti nell’intera Europa. A questa avventura è dedicato il Museo dei Tasso e della Storia Postale (fino a giugno aperto solo nei fine settimana, da luglio dal martedì alla domenica, ingresso gratuito):  suddiviso in quattro spazi espositivi, conserva molti documenti originali della casata. Tra i reperti, spicca una lettera del 1840 affrancata con il primo francobollo emesso al mondo, il Penny Black
.

                Cosa mangiare a Cornello dei Tasso. Siamo in Alta Val Brembana, terra di formaggi per eccellenza. Il più tipico è il Formai de mut, ma si producono anche Branzi e Taleggio. Non si può passare da questa parti senza assaggiare i casonséi, ravioli fatti in casa con ripieno a base di pangrattato, formaggio, uovo, aglio e prezzemolo, e conditi con burro e salvia, e l’immancabile polenta, che qui preparano “cunsada”, cioè tagliata a pezzetti e condita con taleggio fresco, panna, burro e salvia.

                fonte: INK

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                I luoghi di papa Giovanni XXIII

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                Un momento di pace a Sotto il Monte

                La visita di Sotto il Monte ti dà la possibilità di capire la preziosità della vita e degli insegnamenti, di Angelo Roncalli, sacerdote, vescovo e papa.

                Sostare in questo territorio così bello e rivedere la propria vita sotto la lente di ingrandimento di “uomo, divenuto papa per volontà di Dio“, significa fare un viaggio dentro il nostro cuore.

                L’importante progetto di rivalutazione dei luoghi giovannei ha consentito di sviluppare alcune proposte di visita che tengano conto delle diverse esigenze dei pellegrini: per fasce di età, per il tempo a disposizione, e per il desiderio di approfondimento di alcune importanti tematiche.

                La Casa del Pellegrino si propone come cabina di regia per l’accoglienza e l’organizzazione dei pellegrinaggi. La molteplicità dei luoghi di interesse, il loro posizionamento sul territorio, e la volontà di gestire al meglio le diverse esigenze dei visitatori, necessitano di un coordinamento che lo staff dell’Associazione Papa Giovanni XXIII in collaborazione con l’agenzia di viaggi Destinazione Sole è in grado di soddisfare.

                Ecco il programma “tipo” di una visita a Sotto il Monte

                • ore 9.00 – Accoglienza e registrazione alla Casa del Pellegrino. Visione di un breve filmato di introduzione al pellegrinaggio a Sotto il Monte Giovanni XXIII e uso di servizi quali toilette, Cafè JXXIII e bookshop.
                • ore 09.45– Visita guidata alla Casa dei Ricordi di Ca’ Maitino.
                • ore 10.45– Visita guidata al Santuario San Giovanni XXIII (Chiesa Parrocchiale San Giovanni Battista, Cappella della Pace, Giardino della Pace e Cripta “Oboedientia et Pax”).
                • ore 11.45– Visita guidata alla Chiesa Santa Maria di Brusicco.
                • ore 12.30Pranzo presso un agriturismo della zona incluso di bevande.
                • Nel pomeriggio visita a Città Alta a Bergamo con salita con la Funicolare. e visita guidata di Citta alta 2 ore.

                Quota del pacchetto: € 40 (gruppi minimo 20 persone)


                Su richiesta, quotazioni per prolungamenti di soggiorno, gruppi, ecc.; eventuali riduzioni per sistemazione in camere triple o quadruple, tariffe per bambini, ecc; visite a più cantine con degustazioni personalizzate e più complete in base all’interesse personale.

                Le QUOTE sono da riconfermare al momento della prenotazione e sono variabili in base alla struttura, alle camere disponibili, al periodo richiesto e alla durata del soggiorno.

                Giovanni XXIII nacque a Sotto il Monte il 25 novembre 1881, primo figlio maschio di Marianna Mazzola e di Giovanni Battista Roncalli. La sera stessa il neonato venne battezzato presso la Chiesa di Brusicco dal parroco Don Francesco Rebuzzini, ricevendo il nome di Angelo Giuseppe. Gli fece da padrino l’anziano prozio Zaverio Roncalli, uomo molto pio, rimasto celibe, che si era assunto il compito di educare religiosamente i suoi numerosi nipoti.

                Manifestando fin dalla fanciullezza una forte inclinazione alla vita ecclesiastica, il 7 novembre 1892 Angelo Giuseppe Roncalli fece il suo ingresso nel seminario di Bergamo. Non tardò a distinguersi sia nello studio che nella formazione spirituale, tanto che i superiori lo ammisero alla tonsura prima del compimento del suo quattordicesimo anno.

                Nel gennaio 1901 fu inviato a Roma presso il seminario Apollinare, dove esistevano alcune borse di studio a favore dei chierici bergamaschi. Il 13 luglio 1904, alla giovanissima età di 22 anni, conseguì il dottorato in Teologia; venne ordinato sacerdote il 10 agosto 1904 nella chiesa di San Carlo al Corso a Roma.

                Nel febbraio 1905 fu scelto quale segretario del nuovo Vescovo di Bergamo, Mons. Giacomo Radini Tedeschi. Furono dieci anni di intenso impegno accanto ad un Vescovo autorevole e molto dinamico che contribuì a fare della Diocesi di Bergamo un modello della Chiesa Italiana. L’esperienza accanto a Mons. Radini rimase sempre un punto di riferimento per Giovanni XXIII ogniqualvolta venisse chiamato ad assolvere un incarico.

                Dopo aver partecipato all’esperienza della Prima Guerra Mondiale, assistendo ai numerosi feriti in qualità di cappellano, e dopo aver portato avanti l’opera di Propagazione della Fede nelle diocesi italiane, nel 1925 Angelo Giuseppe Roncalli ricevette l’ordinazione episcopale e la nomina a Visitatore Apostolico in Bulgaria.

                Ebbe inizio così il periodo diplomatico a servizio della Santa Sede, che si prolungò fino al 1952. Il Vescovo Roncalli rimase in Bulgaria per circa dieci anni; nel 1934 venne nominato Delegato Apostolico in Turchia e in Grecia, ove contribuì a ripristinare i contatti tra la Chiesa Cattolica e il Patriarcato di Costantinopoli; nel 1944, con la conclusione del secondo conflitto mondiale, fu promosso alla Nunziatura di Parigi.

                Nel 1953, ormai Cardinale, Angelo Giuseppe Roncalli fu inviato a Venezia in qualità di Patriarca. Dopo qualche anno, il 28 ottobre 1958, venne eletto Papa, con il nome di Giovanni XXIII. Inizialmente reputato un Pontefice di transizione da parte dell’ambiente ecclesiastico, Papa Giovanni XXIII passò alla Storia come uno dei maggiori riformatori della Chiesa Cattolica; il suo più grande contributo è rappresentato dal Concilio Vaticano II, i cui lavori presero avvio l’11 ottobre 1962. L’intento era quello di riesporre la dottrina tradizionale in modo più adatto alla sensibilità moderna, invitando alla misericordia ed al dialogo con il mondo invece che alla condanna e alla contrapposizione.

                Questo fu il principio ispiratore del suo agire anche in un contesto storico critico come quello rappresentato dalla Guerra Fredda: il suo intervento conciliante fu decisivo in occasione della grande crisi di Cuba nel 1962, al punto da essere insignito del Premio Balzan per la pace.

                Papa Giovanni XXIII si spense il 3 giugno 1963, all’età di 82 anni.

                fonte: jxxiii

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                  Campus per ragazzi, completamente immersi nella natura lontani dalla città per imparare divertendosi attraverso il gioco e la condivisione

                  Val Seriana – La valle delle tre Basiliche

                  Val Seriana – La valle delle tre Basiliche

                  Un tour che offre al visitatore la possibilità di ripercorrere la Valle Seriana attraverso un viaggio tra fede, arte e natura che porterà alla scoperta delle più belle basiliche della zona.

                  Gromo e Cerete

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                  La Toledo bergamasca e il paese dei mulini
                  Tuor guidato di una giornata
                  Quota di partecipazione: € 75

                  Clusone e Rovetta

                  Clusone e Rovetta

                  Medioevo e arte tra il Tiepolo e la bottega dei Fantoni
                  Tour guidato di una giornata
                  Quota di partecipazione: € 75

                  I luoghi di papa Giovanni XXIII

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                  La visita di Sotto il Monte ti dà la possibilità di capire la preziosità della vita e degli insegnamenti, di Angelo Roncalli, sacerdote, vescovo e papa.

                  I Santuari Mariani della bergamasca

                  I Santuari Mariani della bergamasca

                  La Bergamasca è sempre stata e continua ad essere terra di grande religiosità. Vi si possono trovare luoghi molto famosi ai quali giungono pellegrini da tutta Italia e da varie nazioni europee

                  Il Santuario di Caravaggio

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                  Il Santuario mariano più importante della Provincia di Bergamo nonchè il più conosciuto è sicuramente quello di Nostra Signora del Fonte presso Caravaggio.

                  Villaggio Crespi  – Vaprio d’Adda

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                  Vista al Villaggio Crespi sito Unesco. Visita alla chiesa di San Colombano, un vero e proprio scrigno del romanico.
                  Visita alla galleria interattiva “Leonardo in Adda” interamente dedicata ai soggiorni di Leonardo Da Vinci sul fiume Adda

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                  Un tour alla scoperta dei più antichi e affascinanti edifici religiosi presenti sul territorio di Almenno San Bartolomeo e Almenno San Salvatore

                  I Santuari Mariani della bergamasca

                  I Santuari Mariani della bergamasca

                  I Santuari Mariani della bergamasca

                  La Bergamasca è sempre stata e continua ad essere terra di grande religiosità. Vi si possono trovare luoghi molto famosi ai quali giungono pellegrini da tutta Italia e da varie nazioni europee come il piccolo paese di Sotto il Monte che ha dato i natali a Papa Giovanni XXIII o Caravaggio, non solo luogo d’origine del pittore Michelangelo Merisi ma anche sede del santuario di Nostra Signora del Fonte.

                  Accanto ad essi però esistono tantissimi altri santuari dedicati alla Madonna, nella provincia di Bergamo se ne contano ben centosei, che per quanto siano poco noti e nascosti negli angoli più remoti del territorio racchiudono in sé grandi storie e fascino.

                  L’itinerario che proponiamo, nell’arco di una giornata, porterà i visitatori alla scoperta proprio di alcuni dei più suggestivi seppur meno conosciuti santuari mariani della bergamasca in un viaggio attraverso la pianura, la Val Brembana e la Val Seriana.

                  • Il tour parte dal Santuario di Nostra Signora della Preghiera, meglio noto come Santuario della Madonna dei Campi che si trova nella campagna attorno a Stezzano. Secondo la tradizione nel XII secolo qui esisteva una cappella con l’immagine della Madonna, alla quale i contadini della zona erano molto devoti. Un giorno una donna vi scorse una gran luce e le apparve la Madonna con il Bambino. A seguito di un tale evento si decise di erigere in quel luogo una piccola chiesetta. Successivamente nel maggio 1586 da un pilastro con affrescata la Madonna cominciò a sgorgare acqua e un paio di mesi dopo la Madonna riapparve a due bambine e in seguito ad altre persone. Ecco che quindi al posto della precedente chiesetta si decise di costruire attorno al pilastro con l’effige miracolosa un più grande santuario. L’aspetto attuale però lo si deve ad ulteriori lavori di ampliamento e abbellimento che sono stati realizzati nel corso dell’Ottocento. All’interno si potranno ammirare l’affresco miracoloso conservato dietro l’altare maggiore e le preziose opere d’arte che decorano l’intero edificio.
                  • Dalla pianura ci si sposta poi in Val Brembana, precisamente a Sant’Omobono Imagna nella piccola frazione di Cepino. Qui sorge il Santuario della Madonna della Cornabusa che trovandosi all’interno di una grotta naturale, aperta in una montagna a strapiombo sulla valle, è sicuramente il più caratteristico di tutta la bergamasca. “… E’ il Santuario più bello che esista, perchè non l’ha fatto la mano dell’uomo, ma Dio stesso”. Così diceva Angelo Giuseppe Roncalli, che sostò qui in preghiera proprio pochi giorni prima di essere eletto Papa Giovanni XXII. La storia racconta che nel XIV secolo un’anziana donna cercò rifugio in una caverna per scampare alle violentissime lotte tra guelfi e ghibellini. Portò con sé una statua rappresentante la Madonna Addolorata che rimase nella grotta anche dopo che la pace fu ristabilita. Anni dopo una pastorella sordomuta la trovò, grazie ad essa riacquistò l’uso della parola e dell’udito e tornò a casa per raccontare il fatto ai genitori. La notizia ben presto si diffuse per la Valle, nacque una viva devozione e all’interno della grotta si costruì una cappella, che nel tempo fu ampliata e decorata.

                  Prima di passare ai santuari mariani della Val Seriana è necessaria una pausa pranzo a base dei gustosi prodotti tipici delle valli bergamasche in modo da poter continuare l’itinerario pomeridiano con rinnovato entusiasmo.

                  • La tappa successiva è Ponte Nossa, dove sorge il Santuario della Madonna delle Lacrime. L’interno è caratterizzato dalla ricchezza degli affreschi, delle pitture e delle raffigurazioni sacre, ma l’elemento più importante da ammirare è l’immagine miracolosa della Madonna cui il santuario è dedicato. Si tratta di un affresco rappresentante Gesù Crocifisso con accanto San Giovanni e Maria che in origine si trovava sulla facciata esterna della chiesa. Nel 1511 una giovane fanciulla che con alcune coetanee stava pascolando un gregge nelle vicinanze, vide l’occhio sinistro della Madonna piangere lacrime di sangue. Si tratta della prima lacrimazione di sangue di un’immagine mariana debitamente documentata nella storia e ancora oggi il santuario è meta di numerosi e frequenti pellegrinaggi.
                  • Per concludere, a poca distanza si può facilmente raggiungere il Santuario della Madonna delle Grazie di Ardesio. Fu costruito nei primi anni del Seicento in modo da incorporare al suo interno la stanza della casa in cui vivevano le due bambine del paese a cui apparve la Madonna. Anche qui numerose sono le opere d’arte visibili all’interno realizzate per decorare l’edificio nel corso dei secoli.

                  Quello proposto è un cammino fatto per scoprire i più importanti e suggestivi luoghi di fede della bergamasca, ancora oggi oggetto di continui pellegrinaggi. La loro storia, le opere d’arte che racchiudono, i contesti naturali in cui sono inseriti li rendono opere uniche in grado di donare ai visitatori un’esperienza religiosa intima e indimenticabile.

                  Pacchetto per gruppi precostituiti di almeno 40 persone
                  Quota a persona: da € 60
                  La quota comprende:
                  Bus nel raggio di circa  200 km da Bergamo
                  Guida a disposizione per tutto il tour
                  Pranzo tipico in ristorante con bevande incluse
                  Assicurazioni e copertura e Rct

                  Organizzazione tecnica: DESTINAZIONE SOLE

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                    Il Santuario mariano più importante della Provincia di Bergamo nonché il più conosciuto è sicuramente quello di Nostra Signora del Fonte presso Caravaggio.

                    Ogni anno milioni di pellegrini giungono fin qui per vivere un’esperienza di profonda religiosità nel luogo in cui più di ogni altro l’apparizione della Madonna ha lasciato un forte segno.

                    I visitatori, per la maggior parte fedeli fortemente devoti, si recano al Santuario per ammirare la magnificenza della struttura, per scoprire la storia della sua nascita e per vedere con i propri occhi l’acqua miracolosa che ancora oggi sgorga dalla Sacra Fonte comparsa nel punto esatto in cui apparve la Vergine.

                     

                    L’itinerario proposto si svolgerà nell’arco di una mezza giornata.

                    • Per prima cosa si realizzerà un’accurata visita guidata poiché per vivere appieno questa esperienza è importante comprendere fino in fondo sia l’aspetto spirituale del Santuario tramite il racconto degli eventi miracolosi avvenuti nei secoli passati, sia l’aspetto storico e artistico che ha portato alla realizzazione di un luogo di fede di tale bellezza e imponenza. A seguire si potrà vivere un momento più intimo sostando in preghiera all’interno della Chiesa e assistendo ad una delle consuete celebrazioni della Santa Messa.

                    Il giorno 26 maggio 1432 nei campi della zona di Caravaggio la Madonna apparve ad una giovane contadina di nome Giannetta. Quando la donna raccontò l’accaduto in molti si recarono nel luogo dell’apparizione e vi trovarono una fonte dalla quale sgorgava acqua in grado di portare guarigione. Si decise allora di costruire una piccola Chiesa per celebrare il miracolo. Fu poi nel corso della seconda metà del Cinquecento che il cardinale Carlo Borromeo, allora in visita a Bergamo, ordinò di far edificare al posto della primitiva chiesetta un grande Santuario, il cui progetto fu affidato all’architetto Pellegrino Tibaldi.

                    • Per raggiungere la Chiesa oggi si percorre un viale d’accesso particolarmente scenografico, largo quasi 30 metri che è stato realizzato per sostituire l’originario viottolo attraverso i campi. Una volta giunti di fronte ad esso, dall’esterno il Santuario ci appare come un insieme grandioso. La Chiesa è completamente circondata da portici ed ha una pianta a croce latina con un transetto sormontato da cupola che la divide in due bracci. L’interno è suntuoso, ricco di decorazioni e opere d’arte ed è per lo più una creazione ottocentesca.
                    • Di particolare importanza è il Sacro Speco, una piccola zona dietro l’altare maggiore in cui si può sostare in preghiera dinanzi ad un complesso scultoreo rappresentante la Madonna e la contadina Giannetta inginocchiata di fronte a lei.
                    • Il cuore del Santuario è però il Sacro Fonte, situato in un sotterraneo proprio al di sotto del Sacro Speco e a cui si accede dall’esterno della Chiesa. Si tratta di una lunga galleria rivestita completamente a mosaico in cui si trova una fontana poiché questo è il luogo in cui la Madonna fece la propria apparizione e l’acqua cominciò a sgorgare dal terreno. Vi si possono anche vedere esposti due curiosi manufatti, ossia una ghigliottina e un catenaccio spezzato, oggetti legati ad altri eventi miracolosi avvenuti nel corso dei secoli e attribuiti alla Vergine della Fonte. Infine si può ammirare la statua della Madonna con un epigrafe che testimonia l’apparizione e che costituisce il documento più antico al riguardo.

                    Risulta quindi evidente come ai visitatori si offra un’esperienza fortemente emozionante e densa di significato alla scoperta di un luogo di fede caratterizzato da una grande ricchezza artistica e da una storia lunga e appassionante. Semplicemente un’esperienza da non perdere.

                    • Pacchetto per gruppi precostituiti di almeno 40 persone
                    • Quota a persona: da € 60
                    • La quota comprende:

                    Bus nel raggio di circa  200 km da Bergamo
                    Guida
                    Pranzo tipico in ristorante
                    Assicurazioni e copertura e Rct

                    Possibilita’ di abbinare questa visita di mezza giornata ,inserendo per il  pomeriggio:

                    Bergamo (citta’ alta)

                    Sotto il Monte Papa Giovanni XXIII

                    Il villaggio operaio di Crespi d’Adda

                    Organizzazione tecnica: DESTINAZIONE SOLE

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                      Villaggio Crespi  – Vaprio d’Adda

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                      Il Villaggio operaio di Crespi d’Adda

                      Il Villaggio operaio di Crespi d’Adda

                      Il Villaggio operaio di Crespi d’Adda

                      Il villaggio operaio di Crespi d’Adda rappresenta uno dei più importanti esempi di archeologia industriale in Italia. Fu realizzato a fine Ottocento e ad oggi mantiene ancora intatta la sua struttura originale, caratteristica che, insieme alla sua storia unica, nel 1995 lo ha portato ad essere inserito nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco.

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                      Il villaggio operaio di Crespi d’Adda rappresenta uno dei più importanti esempi di archeologia industriale in Italia. Fu realizzato a fine Ottocento e ad oggi mantiene ancora intatta la sua struttura originale, caratteristica che, insieme alla sua storia unica, nel 1995 lo ha portato ad essere inserito nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco.

                      Si tratta di un microcosmo costruito e organizzato attorno ad una fabbrica, nato dall’idea innovativa di un imprenditore illuminato che aveva capito prima di chiunque altro quanto fosse importante dare ai propri lavoratori una abitazione e tutto ciò di cui avevano bisogno per poter vivere bene e serenamente.

                      Crespi d’Adda fu fondato nel 1878 dall’imprenditore Cristoforo Benigno Crespi, originario di Busto Arsizio. L’insediamento industriale sorge in un territorio conosciuto come l’Isola Brembana in quanto si tratta di un lembo di terra racchiuso tra due corsi d’acqua. La strada principale che conduce a questo complesso divide il mondo in due parti ben distinte, sulla destra parallelamente al fiume Adda, sorge il cotonificio Benigno Crespi, mentre sulla sinistra si snoda il villaggio vero e proprio, risultato del lavoro congiunto di Cristoforo Crespi insieme al figlio Silvio.

                      Attraversando il villaggio si può osservare la maestria con cui ogni elemento è stato realizzato, tutto è funzionale ma anche esteticamente bello. Come una vera città indipendente Crespi d’Adda era provvisto di scuola, chiesa, cimitero, dopolavoro, cooperativa di consumo, pompieri, stazione dei carabinieri, centro sportivo. Accanto ad essi troviamo poi le abitazioni dei lavoratori: dapprima incontriamo una cinquantina di case costruite per gli operai, tutte uguali, uni o bi familiari, ciascuna circondata dal proprio orto e giardino; seguono le case dei capireparto e per concludere le eclettiche ville dei dirigenti.

                      L’ideologia che guida le scelte innovative dei Crespi è ben riassunta dalle seguenti parole di Silvio: “I più bei momenti della giornata sono per l’industriale previdente, quelli in cui vede i robusti bambini dei suoi operai scorazzare per fioriti giardini, correndo incontro ai padri che tornano contenti dal lavoro; sono quelli in cui vede l’operaio svagarsi ad ornare il campicello o la casa linda e ordinata;  sono quelli in cui scopre un idillio od un quadro di domestica felicità; in cui fra l’occhio del padrone e quello del dipendente corre un raggio di simpatia, di fratellanza schietta e sincera. Allora svaniscono le preoccupazioni d’assurde lotte di classe, e il cuore si apre ad ideali sempre più alti di pace e  d’amore universale”.

                      Il visitatore verrà accompagnato in una tranquilla camminata attraverso il villaggio e passo dopo passo grazie alle spiegazioni fornite dalla guida sarà in grado di scoprire la storia che si nasconde dietro ogni singola costruzione che lo compone. Solo così potrà fare un viaggio indietro nel tempo e immergersi nella vita, nel pensiero, nelle idee di una famiglia di imprenditori che ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’industria italiana e al termine del tour sarà in grado di guardare con occhi nuovi e con consapevolezza un angolo di mondo ancora oggi sconosciuto ai più.

                      • Quota individuale di partecipazione  euro  70.00
                      • Minimo 40 persone
                      • La quota comprende:

                      Bus nel raggio di circa  200 km da Bergamo
                      Guida  a disposizione per tutto il tour
                      Pranzo tipico in ristorante con bevande incluse
                      Assicurazioni di legge

                       Organizzazione tecnica: DESTINAZIONE SOLE

                      Tutto ebbe inizio quando due capitani d’industria illuminati vollero costruire sulle rive dell’Adda “il villaggio ideale” del lavoro.Un piccolo feudo dove il castello del padrone fosse simbolo sia dell’autorità sia della benevolenza, verso gli operai e le loro famiglie.

                      Una storia d’altri tempi, di prima del motore. E’ il 1878 e dove la provincia di Bergamo incontra quella di Milano, Cristoforo Benigno Crespi fonda il suo nuovo opificio tessile.
                      Dal nulla sorge uno stabilimento all’avanguardia, dal nulla un’area disabitata diventa la meta quotidiana di migliaia di lavoratori.
                      E’ la fine dell’ottocento e la società è molto diversa da come oggi la intendiamo:
                      creare un polo industrializzato nel bel mezzo del nulla, tra il Brembo e l’Adda, non è solo visionario; per molti versi è anche una rivoluzione.
                      Sì, perchè in un mondo ben lontano dall’essere globalizzato, un mondo dove le lunghe distanze potevano essere percorse solo con il treno a vapore e dove il fine ultimo dell’imprenditoria era il prodotto, l’innovazione industriale sembrava rispondesse ad un solo nome:
                      Sono queste le premesse che portano alla creazione di quella che è oggi considerata una vera e propria opera d’arte.
                      E poco importa se quella visione, quella che porta la famiglia Crespi a creare tutto questo, non verrà avallata dalla storia.

                      • La Fondazione e la Storia

                      Per garantirsi la forza lavoro necessaria a muovere il nuovo cotonificio, Cristoforo Benigno Crespi non bada a spese. Così in pochissimo tempo nasce ben più della singola fabbrica: la famiglia Crespi compra i terreni necessari (principalmente da due comuni bergamaschi: Canonica d’Adda e Capriate San Gervasio, del quale il villaggio è ancora oggi frazione ) ed erige tutto quanto possa aiutare i dipendenti a svolgere bene il proprio lavoro.

                      Ad ogni operaio viene affidata una casa con tanto di orto e giardino.
                      Oltre a questo il personale dipendente può usufruire di molti servizi pubblici quali chiesa, teatro, dopolavoro, ospedale e piscina, tutto rigorosamente commissionato e pagato dalla famiglia Crespi.

                      Oltre a questo notevole importanza viene data all’innovazione e alla cultura, tanto che:

                      • Crespi d’Adda è stato il primo luogo in Italia a installare un sistema di illuminazione elettrico.
                      • I Crespi fanno installare una linea telefonica privata al fine di collegare il loro castello con la residenza milanese. Questo è il motivo per cui, a Crespi, c’è ancora oggi il prefisso telefonico di Milano (02)
                      • L’opificio, all’apice del suo splendore, arriva a contare 4.000 dipendenti. Se lo relazioniamo ai tempi è un numero grandissimo.
                      • Agli inizi del 900 viene construita una piscina ad uso esclusivo e gratuito dei dipendenti.
                      • L’azienda non si limita a fornirti un abitazione: anche tutto il materiale scolastico e l’alloggio al personale docente è fornito gratuitamente.

                      Insomma, come si dice da quelle parti: “Tu dammi la manodopera che al resto: “ghe pensi mi !”

                      Quello che nasce dall’idea di Crespi (al quale negli anni ’20 succede il figlio Silvio Benigno) e dalla matita di professionisti del settore (tra i quali gli architetti Ernesto Pirovano e Gaetano Moretti e l’ ingegnere Pietro Brunati ) è il villaggio ideale per ospitare i lavoratori di un industria in forte espansione.
                      Possiamo raggruppare le opere pensate dai Crespi sotto queste categorie:

                      • Abitazioni: principalmente le case sopra descritte (destinate ai dipendenti) ma non solo: esistono infatti delle villette per i dirigenti oltre che una “casa-castello” per la famiglia Crespi.
                      • Fabbricati ad uso produttivo: il cotonificio vero e proprio più una serie di costruzioni destinate a magazzino.
                      • Luoghi pubblici: la chiesa (una copia in scala ridotta di quella di Busto Arsizio, paese di provenienza della famiglia Crespi), l’ospedale, la scuola, il lavatoio e il cimitero, per citare i principali.  
                       

                      Crespi d’Adda si trasforma così in maniera molto rapida in una piccola città moderna dotata di servizi d’avanguardia.
                      Quando a Cristoforo Benigno succede il figlio Silvio, questi mette in pratica tutto quello che ha studiato girando l’ Europa.
                      A lui si deve infatti la conformazione urbanistica del luogo ereditata dai villaggi operai visti in Inghilterra.
                      Non è comunque l’unico merito per il quale Silvio Crespi passerà alla storia: tra i numerosi brevetti da lui depositati spicca infatti il telaio circolare.
                      Ulteriore conferma l’abbiamo il 5 dicembre del 1995: la bellezza architettonica del villaggio unita all’ottimo stato di conservazione e ad uno studio urbanistico di altissimo livello, basato su semplici principi geometrici (da un lato il quartiere residenziale e dall’altro la fabbrica) convinceranno infatti l’Unesco a inserirlo nel patrimonio mondiale.
                      Il cotonificio chiuderà i battenti solo nel 2003, dopo più di un secolo di onorata carriera. Il resto del paese è ancora oggi abitato (principalmente dai discendenti degli operai) ed è liberamente visitabile.

                      • Il Paternalismo Economico

                      Quello che è successo a Crespi d’Adda è storicamente definito come capitalismo paternalistico, una particolare forma di imprenditoria che implica un legame strettissimo tra titolare e dipendente.

                      Allargando il discorso si può arrivare a dire che l’imprenditore detti la vita del dipendente, fornendo a quest’ultimo tutti quegli strumenti volti a scandire la propria vita all’interno di una società creata a immagine e somiglianza del magnate.

                      Questo concetto è riassunto da un modo di dire azzeccatissimo: Crespi d’Adda, dalla culla alla tomba.

                      Se vi state chiedendo se questo sia da leggere con accezione positiva o meno, la risposta che mi sono dato è questa: “Dipende dal magnate”.
                      Al di là di queste considerazioni, la cosa certa è una. Se pensiamo al capitalismo moderno, quello orientato al mero ricavo che mostra oggi più che mai il rovescio della medaglia, il concetto di villaggio operaio fa sorridere,  non solo l’imprenditore si assume i rischi d’impresa e le spese per l’ edificazione della nuova fabbrica: sul groppone e senza colpo ferire si trova infatti case e casette, scuole, luoghi di culto, ospedali e cimiteri.

                      Erano tempi diversi, direte voi. Non solo vi rispondo io: pensare ad un capitalismo che mescoli innovazione a urbanistica, filatropia a sindacalismo e architettura a politiche sociali non è solo bello.
                      Oggi stiamo scoprendo che forse, in maniera riveduta e corretta, è l’unica strada percorribile.
                      Quello che subito viene in mente è il binomio Volkswagen – Wolsburg, che esce vittorioso da un mercato allo sbando come quello dell’automobile.
                      Oppure a realtà come Google che con politiche precise e mirate offrono spazio e risorse ai dipendenti che vogliono dare corpo a idee nate nel tempo libero.
                      Quello che hanno in comune queste aziende è il raggiungimento della qualità come fine ultimo.
                      La qualità prima del profitto. O se preferite: il profitto attraverso la qualità.

                      • Cosa rimane di quel villaggio industriale?

                      Ci si rende conto già negli anni 20 che l’idea di Crespi è destinata a fallire. La tecnologia sta percorrendo strade non previste che sfoceranno qualche decennio dopo nel boom economico.
                      Penso principalmente all’esplosione di due tecnologie che si riveleranno rivoluzionarie: quella legata alla corrente elettrica e quella del motore a benzina destinato alle masse.
                      Due fatti che porteranno un’automobile a casa di ogni italiano e che taglieranno le radici al concetto stesso di Villaggio Operaio.
                      Da qui si va infatti dritti verso la nascita del pendolarismo: la prima tappa verso il mondo del lavoro che oggi tutti conosciamo.
                      Quello che ai nostri giorni rimane della storia dei Crespi è innanzitutto l’ottima conservazione di tutti gli edifici descritti in precedenza oltre che la testimonianza storica di quella che, per alcuni decenni, è stata un’eccellenza italiana.
                      Se è vero che il giudizio sul paternalismo è strettamente correlato al magnate che lo plasma beh, nel nostro caso quel magnate è una famiglia di imprenditori illuminati.
                      Che non si è limitata a fornire un alloggio ai propri dipendenti ma ha fornito loro il miglior alloggio possibile.
                      Anche a fine ottocento, avendo il capitale, era relativamente facile creare un villaggio dal nulla.
                      Era molto difficile farlo con qualità e a misura d’uomo, selezionando architetti ed ingegneri pronti ad una sfida simile.

                      Note e fonti: pagina wiki di Crespi d’Adda, villaggiocrespi.it

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                        Visita di Bergamo e il villaggio operaio di Crespi d’Adda

                        Visita di Bergamo e il villaggio operaio di Crespi d’Adda

                        Visita di Bergamo e il villaggio operaio di Crespi d’Adda

                        Una giornata tra i patrimoni UNESCO di Bergamo e il villaggio operaio di Crespi d’Adda.
                        Tour guidato per gruppi, singoli, aziende e istituti scolastici.

                        • Quota di partecipazione: € 75
                        • Minimo 30 partecipanti

                        La quota comprende

                        • Bus gran turismo  nel raggio di (km 200 da bergamo)
                        • Intera giornata servizio guida
                        • Auricolari al seguito
                        • Biglietto per salita/discesa  funicolare per città alta
                        • Ingresso alla basilica di san Alesandro e alla cappella Colleoni
                        • Pranzo tipico in città alta con bevnda ai pasti (primo, secondo con polenta, dessert, caffè)
                        • Assicurazione medico bagaglio e RC

                         La quota non comprende

                        • Mance, extra personali e tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”.

                          Programma della giornata

                          Ore 09,30 ritrovo dei Sig.ri partecipanti a Bergamo presso l’Hotel Cristallo Palace, incontro con la guida; attraversamento in bus del cuore di Città Bassa e salita in funicolare al centro storico medioevale e rinascimentale di Città Alta per la visita guidata.
                          Le mura venete di Bergamo  sono un’imponente costruzione architettonica risalente alla fine del  XVI secolo, tuttora ben conservate non avendo subito nei secoli alcun evento bellico. Dal 9 luglio 2017 le mura venete (la FORTEZZA DI BERGAMO) sono entrate a far parte dell’UNESCO, come patrimonio dell’umanità, nel sito seriale transnazionale “Le opere di difesa veneziane tra il XVI e XVII secolo: Stato da Terra – Stato da Mar occidentale ”.
                          Piazza Vecchia: Piazza Vecchia è la piazza di Bergamo posta nella parte alta della città, sede per molti secoli dell’attività politica e civile cittadina. La piazza a partire dalla metà del Cinquecento viene collegata tramite il porticato del Palazzo della Ragione con platea Sancti Vincentii, poi rinominata Piazza del Duomo.
                          Piazza Duomo (Basilica Santa Maria Maggiore e Cattedrale): La Basilica di Santa Maria Maggiore è una chiesa che si trova a Bergamo Alta, in Piazza del Duomo. Edificata nella seconda metà del XII secolo, l’esterno conserva le linee architettoniche romanico-lombarde originarie, mentre l’interno è decorato in stile barocco. Era in origine la cappella privata vescovile, divenuta poi chiesa battesimale della Cattedrale di San Vincenzo, perché sorta accanto al complesso della curia vescovile.
                          Cappella Colleoni: La Cappella Colleoni, opera rinascimentale di Giovanni Antonio Amadeo, si trova sulla piazza del Duomo, la Basilica di Santa Maria Maggiore e l’isola episcopalis.

                          Ore 12,30 pranzo in ristorante dove si degusterà un tipico “Menù tradizionale Bergamasco”

                          Ore 14,30 partenza per Crespi d’Adda   (sito UNESCO di archeologia industriale)
                          Ore 15,00 inizio della visita guidata del Villaggio Crespi
                          Il villaggio operaio venne costruito a partire dal 1876 da Cristoforo Benigno Crespi e a seguire dai figli Silvio e Daniele: il bustocco scelse quest’area, vicina al fiume Adda, per costruire un cotonificio, a cui poi vennero aggiunti i reparti di tessitura, filatura, tintoria. La visita consiste in una passeggiata degli esterni: case operaie e impiegatizie, ville dei dirigenti e castello, servizi (scuola, dopolavoro, chiesa, emporio, medico e parroco, cimitero).

                          Fine dei servizi verso le ore 17.30 e rientro alle sedi di partenza con nostro bus

                          il villaggio operaio di Crespi d’Adda

                          Tutto ebbe inizio quando due capitani d’industria illuminati vollero costruire sulle rive dell’Adda “il villaggio ideale” del lavoro.Un piccolo feudo dove il castello del padrone fosse simbolo sia dell’autorità sia della benevolenza, verso gli operai e le loro famiglie.

                          Una storia d’altri tempi, di prima del motore. E’ il 1878 e dove la provincia di Bergamo incontra quella di Milano, Cristoforo Benigno Crespi fonda il suo nuovo opificio tessile.
                          Dal nulla sorge uno stabilimento all’avanguardia, dal nulla un’area disabitata diventa la meta quotidiana di migliaia di lavoratori.
                          E’ la fine dell’ottocento e la società è molto diversa da come oggi la intendiamo:
                          creare un polo industrializzato nel bel mezzo del nulla, tra il Brembo e l’Adda, non è solo visionario; per molti versi è anche una rivoluzione.
                          Sì, perchè in un mondo ben lontano dall’essere globalizzato, un mondo dove le lunghe distanze potevano essere percorse solo con il treno a vapore e dove il fine ultimo dell’imprenditoria era il prodotto, l’innovazione industriale sembrava rispondesse ad un solo nome:
                          Sono queste le premesse che portano alla creazione di quella che è oggi considerata una vera e propria opera d’arte.
                          E poco importa se quella visione, quella che porta la famiglia Crespi a creare tutto questo, non verrà avallata dalla storia.

                          • La Fondazione e la Storia

                          Per garantirsi la forza lavoro necessaria a muovere il nuovo cotonificio, Cristoforo Benigno Crespi non bada a spese. Così in pochissimo tempo nasce ben più della singola fabbrica: la famiglia Crespi compra i terreni necessari (principalmente da due comuni bergamaschi: Canonica d’Adda e Capriate San Gervasio, del quale il villaggio è ancora oggi frazione ) ed erige tutto quanto possa aiutare i dipendenti a svolgere bene il proprio lavoro.

                          Ad ogni operaio viene affidata una casa con tanto di orto e giardino.
                          Oltre a questo il personale dipendente può usufruire di molti servizi pubblici quali chiesa, teatro, dopolavoro, ospedale e piscina, tutto rigorosamente commissionato e pagato dalla famiglia Crespi.

                          Oltre a questo notevole importanza viene data all’innovazione e alla cultura, tanto che:

                          • Crespi d’Adda è stato il primo luogo in Italia a installare un sistema di illuminazione elettrico.
                          • I Crespi fanno installare una linea telefonica privata al fine di collegare il loro castello con la residenza milanese. Questo è il motivo per cui, a Crespi, c’è ancora oggi il prefisso telefonico di Milano (02)
                          • L’opificio, all’apice del suo splendore, arriva a contare 4.000 dipendenti. Se lo relazioniamo ai tempi è un numero grandissimo.
                          • Agli inizi del 900 viene construita una piscina ad uso esclusivo e gratuito dei dipendenti.
                          • L’azienda non si limita a fornirti un abitazione: anche tutto il materiale scolastico e l’alloggio al personale docente è fornito gratuitamente.

                          Insomma, come si dice da quelle parti: “Tu dammi la manodopera che al resto: “ghe pensi mi !”

                          Quello che nasce dall’idea di Crespi (al quale negli anni ’20 succede il figlio Silvio Benigno) e dalla matita di professionisti del settore (tra i quali gli architetti Ernesto Pirovano e Gaetano Moretti e l’ ingegnere Pietro Brunati ) è il villaggio ideale per ospitare i lavoratori di un industria in forte espansione.
                          Possiamo raggruppare le opere pensate dai Crespi sotto queste categorie:

                          • Abitazioni: principalmente le case sopra descritte (destinate ai dipendenti) ma non solo: esistono infatti delle villette per i dirigenti oltre che una “casa-castello” per la famiglia Crespi.
                          • Fabbricati ad uso produttivo: il cotonificio vero e proprio più una serie di costruzioni destinate a magazzino.
                          • Luoghi pubblici: la chiesa (una copia in scala ridotta di quella di Busto Arsizio, paese di provenienza della famiglia Crespi), l’ospedale, la scuola, il lavatoio e il cimitero, per citare i principali.

                          Crespi d’Adda si trasforma così in maniera molto rapida in una piccola città moderna dotata di servizi d’avanguardia.
                          Quando a Cristoforo Benigno succede il figlio Silvio, questi mette in pratica tutto quello che ha studiato girando l’ Europa.
                          A lui si deve infatti la conformazione urbanistica del luogo ereditata dai villaggi operai visti in Inghilterra.
                          Non è comunque l’unico merito per il quale Silvio Crespi passerà alla storia: tra i numerosi brevetti da lui depositati spicca infatti il telaio circolare.
                          Ulteriore conferma l’abbiamo il 5 dicembre del 1995: la bellezza architettonica del villaggio unita all’ottimo stato di conservazione e ad uno studio urbanistico di altissimo livello, basato su semplici principi geometrici (da un lato il quartiere residenziale e dall’altro la fabbrica) convinceranno infatti l’Unesco a inserirlo nel patrimonio mondiale.
                          Il cotonificio chiuderà i battenti solo nel 2003, dopo più di un secolo di onorata carriera. Il resto del paese è ancora oggi abitato (principalmente dai discendenti degli operai) ed è liberamente visitabile.

                          • Il Paternalismo Economico

                          Quello che è successo a Crespi d’Adda è storicamente definito come capitalismo paternalistico, una particolare forma di imprenditoria che implica un legame strettissimo tra titolare e dipendente.

                          Allargando il discorso si può arrivare a dire che l’imprenditore detti la vita del dipendente, fornendo a quest’ultimo tutti quegli strumenti volti a scandire la propria vita all’interno di una società creata a immagine e somiglianza del magnate.

                          Questo concetto è riassunto da un modo di dire azzeccatissimo: Crespi d’Adda, dalla culla alla tomba.

                          Se vi state chiedendo se questo sia da leggere con accezione positiva o meno, la risposta che mi sono dato è questa: “Dipende dal magnate”.
                          Al di là di queste considerazioni, la cosa certa è una. Se pensiamo al capitalismo moderno, quello orientato al mero ricavo che mostra oggi più che mai il rovescio della medaglia, il concetto di villaggio operaio fa sorridere,  non solo l’imprenditore si assume i rischi d’impresa e le spese per l’ edificazione della nuova fabbrica: sul groppone e senza colpo ferire si trova infatti case e casette, scuole, luoghi di culto, ospedali e cimiteri.

                          Erano tempi diversi, direte voi. Non solo vi rispondo io: pensare ad un capitalismo che mescoli innovazione a urbanistica, filatropia a sindacalismo e architettura a politiche sociali non è solo bello.
                          Oggi stiamo scoprendo che forse, in maniera riveduta e corretta, è l’unica strada percorribile.
                          Quello che subito viene in mente è il binomio Volkswagen – Wolsburg, che esce vittorioso da un mercato allo sbando come quello dell’automobile.
                          Oppure a realtà come Google che con politiche precise e mirate offrono spazio e risorse ai dipendenti che vogliono dare corpo a idee nate nel tempo libero.
                          Quello che hanno in comune queste aziende è il raggiungimento della qualità come fine ultimo.
                          La qualità prima del profitto. O se preferite: il profitto attraverso la qualità.

                          • Cosa rimane di quel villaggio industriale?

                          Ci si rende conto già negli anni 20 che l’idea di Crespi è destinata a fallire. La tecnologia sta percorrendo strade non previste che sfoceranno qualche decennio dopo nel boom economico.
                          Penso principalmente all’esplosione di due tecnologie che si riveleranno rivoluzionarie: quella legata alla corrente elettrica e quella del motore a benzina destinato alle masse.
                          Due fatti che porteranno un’automobile a casa di ogni italiano e che taglieranno le radici al concetto stesso di Villaggio Operaio.
                          Da qui si va infatti dritti verso la nascita del pendolarismo: la prima tappa verso il mondo del lavoro che oggi tutti conosciamo.
                          Quello che ai nostri giorni rimane della storia dei Crespi è innanzitutto l’ottima conservazione di tutti gli edifici descritti in precedenza oltre che la testimonianza storica di quella che, per alcuni decenni, è stata un’eccellenza italiana.
                          Se è vero che il giudizio sul paternalismo è strettamente correlato al magnate che lo plasma beh, nel nostro caso quel magnate è una famiglia di imprenditori illuminati.
                          Che non si è limitata a fornire un alloggio ai propri dipendenti ma ha fornito loro il miglior alloggio possibile.
                          Anche a fine ottocento, avendo il capitale, era relativamente facile creare un villaggio dal nulla.
                          Era molto difficile farlo con qualità e a misura d’uomo, selezionando architetti ed ingegneri pronti ad una sfida simile.

                          Note e fonti: pagina wiki di Crespi d’Adda, villaggiocrespi.it
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                            Vista al Villaggio Crespi sito Unesco. Visita alla chiesa di San Colombano, un vero e proprio scrigno del romanico.
                            Visita alla galleria interattiva “Leonardo in Adda” interamente dedicata ai soggiorni di Leonardo Da Vinci sul fiume Adda

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                            Villaggio Crespi – Vaprio d’Adda

                            Quota individuale di partecipazione: € 80

                            Tour di 1 giorno

                            La quota comprende: Bus turistico – Guida a disposizione per tutto il tour – Pranzo tipico in agriturismo con bevande incluse – Assicurazioni di legge.
                            Minimo 40 persone

                            Partenza in bus gran turismo dal luogo stabilito
                            Arrivo a Bergamo  e trasferimento a  Crespi d’Adda, ingresso al Villaggio Crespi,  presentazione video commentata (la rivoluzione industriale, il lavoro nelle fabbriche di fine Ottocento, gli industriali illuminati e la nascita dei villaggi operai) e itinerario a piedi nel Villaggio, accompagnati da guide e operatori didattici esperti,  impegnati nella tutela e salvaguardia del Villaggio, con illustrazione di tutti gli aspetti che qualificano Crespi come sito Unesco, a tutti gli effetti un microcosmo completo e autosufficiente. Le maestranze della fabbrica potevano trovare qui tutto ciò che serviva loro e le loro famiglie, in un’epoca in cui lo stato non era in grado di fornire le tutele e i servizi indispensabili, nel contesto di una società che l’industrializzazione poneva in profonda trasformazione.

                            Pranzo.

                            Nel pomeriggio visita alla chiesa  di San Colombano; è  un monumento medievale di assoluto interesse, sia sotto l’aspetto architettonico, che sotto quello decorativo. Un vero e proprio scrigno della scultura romanica, che all’osservatore attento, al visitatore paziente, saprà rivelare il suo tesoro, mostrare le sue meraviglie, mantenendo, magari, i suoi secolari segreti. L’attuale edificio risale agli inizi del XII secolo, eretto, forse, su un tempio più antico, che la tradizione vorrebbe fondato dallo stesso san Colombano – monaco irlandese, straordinaria figura di evangelizzatore – durante la sua permanenza in terra lombarda, attorno al 612.

                            Al termine, visita alla galleria interattiva “Leonardo in Adda” presso la Casa del Custode delle Acque di Vaprio, nei locali un tempo adibiti a locanda popolare;  interamente pensata e dedicata ai soggiorni di Leonardo Da Vinci sul fiume Adda e ai suoi studi sull’acqua e i suoi movimenti, sul paesaggio e la pittura poi raccolti nel Codice Atlantico, comprende tre installazioni multimediali: “Teatro del Codice Atlantico”, “Catalogo dei moti e delle acque”, “Trattato del paesaggio”. I visitatori, divisi in gruppi e dotati di audioguide, visiteranno le 3 sale e si ritroveranno nella mente del genio.

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                              Il Romanico ad Almenno San Bartolomeo

                              Il Romanico ad Almenno San Bartolomeo

                              La provincia di Bergamo possiede un ricco patrimonio monumentale romanico. La massima espressione si trova negli edifici religiosi di Almenno: la Rotonda di San Tomè e le chiese di San Giorgio, Madonna del Castello e San Nicola.

                              Piacenza e i suoi Borghi

                              Piacenza e i suoi Borghi

                              Cultura, monumenti, città d’arte, borghi da scoprire.
                              E’ questa la nostra proposta per una giornata a “ritroso nel tempo”

                              Dal Ticino al Naviglio Grande

                              Dal Ticino al Naviglio Grande

                              Visita all’ampia distesa delle acque del Ticino che alimentano il sistema dei Navigli occidentali del milanese, navigazione lulngo Naviglio Grande e visita della Villa Gaia Gandini di origine quattrocentesca.

                              Il Vittoriale e Sirmione

                              Il Vittoriale e Sirmione

                              Il Vittoriale è un complesso di edifici, vie, piazze, teatri, giardini e corsi d’acqua, eretto dal poeta a memoria della propria vita d’eccezione e delle imprese eroiche degli italiani durante la Grande Guerra.

                              La Ciclovia del fiume Oglio

                              La Ciclovia del fiume Oglio

                              Il fascino della bicicletta è uguale a quello della libertà. Si può andare ovunque, percorrendo strade e luoghi altrimenti non visibili, si possono godere i profumi e gli odori della natura che ci circonda.

                              Ciclopercorsi in Franciacorta

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                              Scoprire la Franciacorta lentamente, in sella alla tua bicicletta, concedendosi il tempo di fermarsi a visitare un’abbazia, un castello o una cantina.

                              Incisioni rupestri di Capo di Ponte e Bienno

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                              La provincia di Bergamo possiede un ricco patrimonio manumentale romanico. La massima espressione si trova negli edifici religiosi di Almenno: la Rotonda di San Tomè e le chiese di San Giorgio, Madonna del Castello e San Nicola.

                              Tour in Franciacorta

                              Tour in Franciacorta

                              Scegliere i percorsi dedicati alle cantine della Franciacorta non significa solo scoprire un vino, territorio, storia e bellezze naturali incomparabili.. vieni in Franciacorta.

                              Tour dei Laghi Lombardi e Milano

                              Tour dei Laghi Lombardi e Milano

                              “Niente al mondo può essere paragonato al fascino di queste giornate trascorse ai laghi (…)” così scriveva Stendhal, affascinato dal Lago Maggiore.

                              Le Isole Borromee

                              Le Isole Borromee

                              L’arcipelago delle Isole Borromee è situato nel medio lago Maggiore, a occidente, nel braccio di lago chiamato golfo Borromeo che vede affacciate e contrapposte Stresa e Pallanza.

                              Il Romanico ad Almenno San Bartolomeo

                              Il Romanico ad Almenno San Bartolomeo

                              Il Romanico ad Almenno San Bartolomeo

                              La provincia di Bergamo possiede un ricco patrimonio monumentale romanico diffuso ampiamente su tutto il suo territorio. La massima espressione di questo stile, sviluppatosi in Europa tra il X e XII secolo si trova negli edifici religiosi di Almenno: la Rotonda di San Tomè e le chiese di San Giorgio, Madonna del Castello e San Nicola. L’itinerario, in sola mezza giornata, porterà il visitatore alla scoperta della bellezza e della storia di questi suggestivi luoghi di fede che sono riusciti a sopravvivere nei secoli e a mantenere ancora oggi un buono stato di conservazione.

                              La prima tappa è costituita dal tempio di San Tomè. Si tratta di una chiesa dedicata a San Tommaso sorta nel XII secolo sui resti di preesistenti edifici sacri di epoca romana e altomedievale. La caratteristica che la contraddistingue è la sua forma circolare in quanto è costituita da tre cilindri sovrapposti che vanno restringendosi dal basso verso l’alto. La struttura presenta una grande eleganza e raffinatezza, si percepisce un’armonia architettonica e il tutto si erge in un paesaggio campestre, alla sommità di un pendio boscoso. Ancor più suggestivo è l’interno: le otto possenti colonne al pian terreno e le altrettante più esili nel matroneo al piano superiore suddividono lo spazio in percorsi circolari creando degli effetti chiaroscurali di particolare fascino. La chiesa era originariamente affrescata ma delle antiche decorazioni pittoriche restano solo poche tracce mentre sono degni di nota i capitelli scolpiti con figure animali, umane e geometriche di squisita fattura. Infine i raggi di luce che filtrano dalla lanterna e dalle finestrelle contribuiscono ad aumentare il fascino del tempio, dando vita ad uno scenario quasi surreale. San Tomè è opera di artigiani che conoscevano bene i movimenti artistici dell’epoca, ma che sono stati capaci di mantenere una propria autonomia espressiva, tale da rendere la Rotonda un’opera unica nel panorama romanico italiano.

                              La tappa successiva ci porta alla vicina Chiesa di San Giorgio. Si tratta della più grande basilica romanica della diocesi di Bergamo dopo Santa Maria Maggiore. Questa eccellenza artistica ed architettonica sorge in aperta campagna all’intersezione di due assi viari dell’antico reticolo romano. Fu costruita nella seconda metà del XII secolo in due momenti diversi come si nota subito dalla diversità di materiali e tecniche utilizzate. La caratteristica che la rende unica è il fatto che vi sono conservati alcuni tra i più significativi affreschi due e trecenteschi della bergamasca, costituiti da immagini votive e dal grande ciclo della vita di Cristo nella navata centrale recentemente restaurato.

                              A seguire raggiungiamo l’originalissimo complesso della Chiesa Madonna del Castello, il cui nome deriva dall’antico castello, oggi scomparso, che sorgeva in questo luogo. La costruzione è costituita da tre corpi: l’antica cripta del VII-VIII secolo, la primitiva chiesa plebana del IX secolo e il Santuario del XVI secolo. La cripta è la più antica della provincia e conserva inalterata l’atmosfera degli antichi luoghi di culto. Al di sopra la Pieve di San Salvatore fu il primo luogo noto consacrato al culto cristiano del territorio a nord-ovest di Bergamo e fu da qui che la nuova religione cominciò ad irradiarsi nelle valli circostanti. Sull’antica facciata della Pieve è dipinto un affresco della Madonna col Bambino che nel 1506 operò un miracolo. Fu a seguito di questo evento che venne costruito il Santuario, proprio attorno all’effige miracolosa sulla quale venne innalzato un tempietto ottagonale.

                              La tappa finale dell’itinerario è costituita dalla Chiesa di San Nicola. Quest’ultima non è una chiesa di stile romanico e risale alla fine del XV secolo ma racchiude pregevoli opere d’arte nonché un raro esempio di organo Antegnati. Vale la pena quindi visitare anche questo piccolo gioiello.

                              Un tour alla scoperta dei più antichi e affascinanti edifici religiosi presenti sul territorio di Almenno San Bartolomeo e Almenno San Salvatore rappresenta un’occasione imperdibile di scoprire opere sensazionali, ricche di storia ed espressione di uno stile, il romanico, di cui la Lombardia fu la prima regione promotrice in Italia alla fine dell’XI secolo.

                              • Pacchetto per gruppi precostituiti di almeno 8 persone
                              • Quota a persona: da € 50
                              • Bus dalla località di partenza del gruppo (entro i 200 km) – guida – pranzo tipico in ristorante – assicurazioni e copertura e Rct

                               Organizzazione tecnica: DESTINAZIONE SOLE

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