Tour di Varese e Robert Wilson

Tour di Varese e Robert Wilson

Una mostra intensa e coinvolgente ideata per Villa Panza da uno dei più grandi maestri della cultura visuale e performativa contemporanea.

Un itinerario inedito della villa dove Robert Wilson ha ideato l’allestimento dei Video Portraits, riuscendo per ognuno a instaurare uno speciale dialogo con gli ambienti, gli arredi e la collezione d’arte.
Trentacinque opere messe in scena come suggestive presenze, capaci di coniugare la tecnologia ad alta definizione del video e la poesia dell’arte.

Un percorso di sottili affinità tra la poetica di Wilson – visionaria e minimalista allo stesso tempo – e la visione etica ed estetica di Giuseppe Panza, che raggiunge il suo apice nella suggestiva installazione permanente ideata in onore del grande collezionista milanese A House for Giuseppe Panza.

Per la prima volta in Italia il poderoso e ipnotico nucleo Lady Gaga Portraits.

Una mostra da vivere nel silenzio e nella contemplazione per immergersi completamente nelle opere in sottile equilibrio tra tempo, spazio, suono, immagine e poesia.

  • Ritrovo dei partecipanti nella mattinata e visita della città di Varese con il Palazzo Estense costruito nel 1760, con i sui bellissimi giardini. Si prosegue con il Corso Matteotti, via dello “struscio” varesino, per arrivare alla Basilica di San Vittore e la Chiesa di San Giuseppe. Si continua con la visita di Villa Recalcati che sorge nella zona di  Casbeno, è una magnifica dimora nobiliare settecentesca che si affaccia sulle splendide rive del Lago di Varese.

Pranzo in ristorante sul lago

  • Proseguimento per Villa Panza circondata da splendidi giardini di 33.000 metri quadrati, Villa Menafoglio Litta Panza si affaccia sulla città di Varese dal colle di Biumo Superiore.
    La residenza è stata costruita intorno alla metà del XVIII secolo su una esistente “casa nobile”, su ordine del marchese Paolo Antonio Menafoglio, uomo di mondo ed abile banchiere con interessi a Milano e Modena.
  • Proseguimento con la mostra intensa e coinvolgente di Robert Wilson, uno dei più grandi maestri della cultura visuale e performativa contemporanea.  Sono esposte opere che ritraggono Roberto Bolle, Brad Pitt, Isabella Rossellini, gufi bianchi della neve, una pantera nera… sono alcuni tra i protagonisti di una spettacolare galleria di 35 Video Portraits

Quota per persona: € 78

  • La quota comprende: bus GT; guida; pranzo in ristorante, ingresso alla mostra
  • La quota non comprende: tutto quanto non espressamente indicato in la quota comprende

Fattibilità tutti i giorni, tranne i lunedì non festivi fino al 4 marzo 2018

Organizzazione tecnica: Terra di Mezzo

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Bergamo Alta, le Mura Venete patrimonio mondiale dell’Umanità

Bergamo Alta, le Mura Venete patrimonio mondiale dell’Umanità

Accademia Carrara propone un itinerario alla scoperta della Città Alta di Bergamo che, attraversando antiche piazze e pittoreschi vicoli, condurrà i visitatori alla scoperta della cinta muraria sino a giungere ai numerosi capolavori artistici esposti nelle sale della Pinacoteca cittadina.

Bergamo Alta, le Mura Venete patrimonio mondiale dell’Umanità!
Le mura difensive della città antica di Bergamo sono ufficialmente patrimonio dell’Unesco!

Lunghe 6 km e 200 metri, costruite dalla Repubblica di Venezia fra il 1561 e il 1588, la cinta muraria protegge la parte collinare della città, definita Bergamo Alta e, nonostante i sotterranei, i passaggi militari, le 200 bocche di fuoco e le cannoniere, non ha mai dovuto affrontare assedi. Questa la ragione principale per cui la struttura è così ben conservata. Sono quattro le porte di accesso a Bergamo Alta: Sant’Agostino, San Giacomo, Sant’Alessandro e San Lorenzo (quest’ultima intitolata in seguito a Giuseppe Garibaldi che vi passò con i suoi Cacciatori delle Alpi nel 1859). Il percorso lungo le mura è diventata una delle passeggiate preferite dei visitatori che possono scoprire la città alta e nel frattempo ammirare anche il paesaggio circostante.


Accademia Carrara | Percorso guidato “Capolavori”

Biglietto ingresso alla Accademia Carrara: € 8,00 + € 1,50 diritto di prevendita

  • Visita guidata in inglese: € 120 (durata 1 ora e 30 minuti circa)
  • Visita guidata italiano:  € 100 (durata 1 ora e 30 minuti circa)

Visite guidate per gruppi di almeno 12 partecipanti


Itinerario guidato in Città Alta – Mura Venete

  • Visita guidata di mezza giornata in inglese e italiano: € 150 (durata minima 3 ore circa – ogni frazione/ora in aggiunta € 50)

Visite guidate per gruppi di massimo 25/30 partecipanti
La quotazione della visita guidata in Città Alta è da considerarsi in aggiunta alle quotazioni dellla visita guidata al museo.


Orario di apertura dell’Accademia Carrara
da mercoledì a lunedì dalle ore 10 alle ore 19
martedì chiuso
http://www.lacarrara.it/

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Tra Brescia e Bergamo

Tra Brescia e Bergamo

… tra il fascino di antichi borghi medievali.

Nel cuore della Lombardia, circondato dalle Alpi e da alcune della valli più belle d’Italia, sorgono Bergamo e Brescia, città che riescono a coniugare lo spirito imprenditoriale moderno con il fascino di borghi medievali.

Programma di 3 giorni / 2 notti

giorno 1:

  • Arrivo a Brescia e visita della città. Pranzo in corso d’escursione.
  • Nel pomeriggio visita al Museo Mille Miglia.
  • Trasferimento in hotel 4* (in Franciacorta) Cena e pernottamento.

giorno 2:

  • Visita del Castello di Bornato con degustazione vini di produzione locale.
  • Pranzo in agriturismo locale.
  • Nel pomeriggio visita guidata di Iseo e del Museo del Vino con degustazione.
  • Cena in hotel e pernottamento.

giorno 3:

  • Visita di Bergamo Alta.
  • Pranzo in corso d’escursione.
  • Nel pomeriggio rientro alla località di provenienza.

Quota per persona: a partire da € 255
(minimo 30 partecipanti)

La quota comprende:

  • 2 pernottamenti in hotel 4* della Franciacorta con trattamento HB
  • Servizio guida HD per visita Brescia.
  • Pranzo in ristorante a Brescia.
  • Ingresso e vista guidata al Museo MilleMiglia.
  • Ingresso e visita guidata al Castello di Bornato con degustazione.
  • Pranzo (2° giorno) in agriturismo.
  • Visita guidata di Iseo.
  • Ingresso e visita guidata al Museo del Vino con degustazione.
  • Servizio guida FD per visita Bergamo Alta e pranzo in ristorante a Bergamo.
  • Assicurazione.

Documento richiesto: carta d’identità valida.

Questo itinerario può essere adattato alle esigenze del gruppo sia in termini di servizi che di durata.

Questo itinerario può essere adattato alle esigenze del gruppo sia in termini di servizi che di durata.

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Musei a Bergamo

Musei a Bergamo

Una lunga storia per valorizzare patrimonio d’arte e storia

Raccogliere e ordinare, oltre alle iscrizioni, “gli antichi pezzi di bronzo e marmo dispersi e sepolti per formare un conveniente Museo”.
Questo l’incarico dato dalla città, nel lontano 1743, ad alcuni studiosi perché sorgesse a Bergamo il primo museo.
Quest’ultimo ebbe una sede adeguata solo più tardi nell’edificio ricavato da un portico sopra la caratteristica cisterna costruita in epoca viscontea vicino all’abside della basilica di Santa Maria Maggiore.

Il primo museo a Bergamo risale quindi ad oltre 250 anni or sono e, non a caso, l’obiettivo era di documentare la storia cittadina sottraendo resti e testimonianze del passato alla dispersione.
Ed è significativo che un secolo prima, verso la metà del ‘500, c’era già stato un tentativo di raccogliere antiche lapidi sotto il palazzo della Ragione, in piazza Vecchia.
Si potrebbe pensare che, con questi precedenti, il Museo archeologico sia la più importante istituzione museale a Bergamo.

Non è così perché – e sicuramente molti turisti già ne sono a conoscenza – il museo di maggior fama a Bergamo è la Pinacoteca dell’Accademia Carrara con la sua prestigiosa raccolta di dipinti.
Fu il conte Giacomo Carrara a dar vita alla scuola di pittura e alla collezione di capolavori che hanno reso celebre Bergamo in tutto il mondo.
Tra questi, oltre a una vasta testimonianza dei secolari rapporti tra il mondo artistico bergamasco e veneziano, troviamo opere di grandi artisti come Mantegna, Lotto, Moroni, Bellini, Raffaello, Tiziano, Botticelli, Rubens e Durer.
Il conte Carrara destinò tutti i suoi beni per la realizzazione del palazzo, in stile neoclassico, che fu inaugurato nel 1810 nell’antico borgo di san Tommaso. Attualmente la pinacoteca, dove è in corso un impegnativo intervento di restauro e di valorizzazione della struttura, non è accessibile al pubblico, ma una significativa rassegna di opere è allestita nella sala delle Capriate, al palazzo della Ragione.

Proprio di fronte all’Accademia Carrara si trova la sede della GAMeC-Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea che, oltre a disporre di una collezione permanente di oltre trecento opere di artisti del Novecento, svolge un programma di iniziative culturali d’ampio respiro. Inaugurata nel 1991, la GAMeC organizza mostre ed eventi di grande richiamo, dando vita al tempo stesso a numerose attività didattiche.

Non molto lontano il borgo di Pignolo il bel palazzo Bassi-Rathgeb ospita il Museo Diocesano d’arte sacra intitolato al Vescovo di Bergamo Adriano Bernareggi che era andato raccogliendo opere d’arte, immagini di culto, sculture, oggetti di uso liturgico.

Gli altri musei cittadini sono tutti collocati a Bergamo alta. Nel complesso visconteo della Cittadella sono situati il Museo Civico di Scienze Naturali e il Museo Archelogico, entrambi di grande interesse non solo per gli studiosi ma anche per i semplici visitatori. Il primo, in particolare, è noto per la presenza del fossile del più antico rettile volante

Nell’ex monastero di San Francesco, in piazza mercato del Fieno, si trova il Museo della Città, che documenta le vicende cittadine dalle origini; nel complesso della Rocca, in particolare, è allestito il Museo Storico con particolare riferimento al Risorgimento e alla figura di Giuseppe Garibaldi.

Infine, il palazzo della Misericordia Maggiore, in via Arena, ospita il Museo Donizettiano, ricco di cimeli e di testimonianze del grande compositore, autore, tra l’altro, delle immortali melodie della Lucia di Lammermoor.

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La Miniera di Schilpario

La Miniera di Schilpario

Costituita nel 1997, con lo scopo di rivalutare e trasmettere alle future generazioni la storia e la cultura mineraria della Val di Scalve, la Cooperativa SKI MINE di Schilpario ha realizzato vari percorsi all’interno del sotterraneo delle miniere di Schilpario.

Questi percorsi, inseriti nell’ambito del “Parco Minerario ing. A. BONICELLI”, sono attrezzati con illuminazione elettrica, documentazione fotografica d’epoca, oggetti e utensili usati nella miniera, ferrovia originale con vagonetti e trenini per il transito dei visitatori. Giovani guide che hanno frequentato un apposito corso di formazione, e vecchi minatori, accompagnano e rendono edotti i visitatori. I percorsi che si snodano per circa 4 chilometri, dei 60 esistenti nel complesso
minerario di Schilpario, sono itinerari reali da cui emerge la cruda realtà che riporta alla fatica di questo duro lavoro di cui diverse generazioni furono protagoniste. L’iniziativa attuata dalla SKI MINE, vuole essere una novità per proporre un turismo particolare improntato sull’ambiente, sulla cultura e per testimoniare l’identità di appartenenza ai futuri abitatori e visitatori di questa splendida valle.

http://www.minieraschilpario.it/la_storia.htm

VAL DI SCALVE, un ambiente prealpino di incantevole bellezza, in cui l’uomo ha perpetuato per secoli la tradizione mineraria improntando la propria storia, cultura ed economia.

La Val di Scalve, fu di fatto sino agli ’70 del secolo scorso, una terra a vocazione mineraria a causa dei suoi giacimenti di minerali che la resero celebre e contesa.

Antecedentemente al 1600, l’escavazione del minerale nelle miniere scalvine, avveniva con metodi arcaici ed empirici. In seguito fu introdotta in valle, che in quei tempi era sotto il dominio della Serenissima Repubblica di Venezia, la polvere nera o da mina. L’uso di questo esplosivo incrementò notevolmente la quantita di miniere.

La Serenissima istituì nel 1488 la prima legge mineraria che con i decreti successivi fu da guida nella conduzione delle miniere sino al 1796. La vena del minerale era individuata negli affioramenti che generalmente erano posti a oltre 2000 metri di quota. Qui il minerale era in vista e lo si scavava scendendo nel cuore della montagna. Gli accessi angusti scavati con economia, erano chiamati “bocche”, da li, i “purtì” scendevano sino all’interno della miniera dove il minerale precedentemente scavato e scelto veniva caricato dentro le caratteristiche gerle.

I “purtì”, ragazzi dagli 11 ai 15 anni, salivano con il prezioso carico percorrendo il cunicolo che portava all’uscita rischiarando il cammino con la lampada ad olio. Una ciotola in terracotta posta all’interno della miniera, serviva per contare le salite, ognuno poneva nella propria ciotola un piccolo sasso per fare la conta.

Nel 1936 le grandi società siderurgiche (FALCK, BREDA, FERROMIN) rilevarono le concessioni minerarie che sino ad allora erano di consorzi locali, introducendo moderni macchinari ad aria compressa, ferrovie e pale meccaniche.

Vi fu in effetti una rivoluzione che intensificò la produzione mineraria, i processi di escavazione e di arricchimento del minerale, ed anche i minatori iniziarono a recepire i primi salari.

L’attivita di fusione del minerale, prodotta con carbone di legna, avveniva nei forni fusori. Questa lavorazione iniziata molti secoli addietro si perfezionò nel tempo e durò sino alla primavera del 1953. Negli anni successivi, l’attivita mineraria fu solo di estrazione e nella primavera del 1972 anche questa cessò definitivamente per non essere piu riavviata. In seguito anche le miniere di barite del Giovetto e quelle di fluorite della Presolana chiusero. Si concluse cosi un’epoca e una tradizione economico mineraria in Val di Scalve.

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