Itinerari d’arte del Lago Maggiore

Itinerari d’arte del Lago Maggiore

Organizzazione tecnica : TERRA DI MEZZO

  • Partenza in mattinata per il Lago Maggiore per arrivare ad Angera; visita del centro e proseguendo per via Cadorna, si sale a tornanti per il colle sovrastante l’abitato dominato dalle imponenti murature della Rocca in pietra d’Angera.
  • Visita della Rocca che si è progressivamente trasformata in un vero e proprio Centro d’Interpretazione del Medioevo con le sale storiche; il museo della bambola e del giocattolo .
  • Si prosegue per Laveno Mombello, imbarco sul battello per Santa Caterina del Sasso Ballaro, monastero Medievale a strapiombo sul lago Maggiore. Pranzo all’Isola dei Pescatori. Nel pomeriggio visita alle Isole Borromee.
  • Rientro con battello a Laveno e rientro in bus per l’Hotel.

Lago Maggiore - Rocca di AngeraRocca di Angera: La visita Dal centro di Angera, per via Cadorna, si sale a tornanti per il colle sovrastante l’abitato, dominato dalle imponenti murature della Rocca, in pietra d’Angera. Il castello mantiene una chiara unitarietà stilistica legata ai sec.XIII-XIV.

Parti esterne A sinistra è la massiccia muratura merlata che chiude il giardino interno; a metà si intravede la parete di una torre-ingresso con ponte levatoio, ora murata. Superata la prima porta-torre, si percorre il viottolo nel primo recinto. Qui si staglia, differenziandosi, la possente parete superstite di una primitiva torre del complesso, successivamente inglobata nell’ala detta scaligera. Sulla sua sinistra, anch’essa murata, è una piacevole bifora ad archi a tutto sesto e colonnina. Al secondo cortile si accede dalla possente torre d’ingresso, più volte rimaneggiata in altezza. Il portale è sormontato dallo stemma visconteo. La cortina muraria di destra presenta alla sommità delle evidenti sopraelevazioni della merlatura.

Belvedere Il secondo recinto offre un piacevole belvedere a pergolato su colonne. Il cortile, affacciato ad U, è chiuso ad ovest dalla cosiddetta torre di Giovanni Visconti. A legare torre d’ingresso e torre di Giovanni Visconti è il corpo di fabbrica coevo, poi modificato in epoca borromaica. Sul portale a tutto sesto che dà accesso al settore interno della rocca è lo stemma molto deteriorato di Camillo e Giovanni Battista Borromeo.

Cortile nobile Al cortile interno si affacciano gli ambienti principali della rocca. L’androne d’ingresso termina con un arco ogivale. Alla destra del cortile è una bassa tettoia addossata alle mura perimetrali, un tempo adibita a tinaia. Di fronte è il cosiddetto palazzo scaligero; questa palazzina duecentesca presenta oggi le ampie alterazioni che subì nei periodi successivi. Sostanziale fu l’intervento del 1370 circa, che la tradizione attribuisce a Regina della Scala, moglie di Bernabò Visconti, alla quale va data la denominazione corrente dell’edificio: ala scaligera. All’interno alle pareti sono ancora visibili tracce delle affrescature di quel periodo. A sinistra si staglia l’elemento certamente più caratteristico della rocca d’Angera: la torre castellana. Originariamente di cinque piani (oggi ridotti a tre), ha piccole aperture centrali, con arco a pieno centro ai piani inferiori e leggermente archiacute a quelli superiori. L’elemento più interessante della torre sta nel leggero sporto della parte terminale, soluzione di transizione tra le torri medievali a canna liscia e le più sofisticate torri tre-quattrocentesche con il coronamento di beccatelli e caditoie.. Nelle sale a pianterreno, che conservano le arcate d’epoca viscontea, alle pareti sono due ben conservati stemmi con iscrizione. Qui è ospitato il singolare Museo della bambola, suggestiva raccolta di bambole, giochi d’infanzia e corredini per bambole provenienti da tutto il mondo e di ogni epoca.


Lago Maggiore - Laveno Mondello funiviaLaveno Mombello: Funivie del Lago Maggiore Da Laveno Mombello, uno fra i più sugestivi e pittoreschi centri turistici della sponda lombarda del Lago Maggiore si sale dolcemente con un impianto di comode telecabine biposto fino quasi alla sommità del monte Sasso del Ferro ( alt. mt. 1.100 circa) da dove si può ammirare, nel silenzio solenne della natura, un grandioso e incantevole panorama sul Lago Maggiore, le Alpi, le Prealpi, i laghi lombardi e la pianura Padana. Il Monte Sasso del Ferro, per la fresca brezza estiva e per la sua mite temperatura invernale è meta ideale per piacevoli gite e per sereni week-end nella tranquillità dei verdi boschi. Durata percorso 16 minuti. Albergo bar ristorante alla stazione di arrivo della funivia. Decollo deltaplani e parapendii. Negozio ed articoli di souvenir.


Lago Maggiore - Santa Caterina del SassoballaroSanta Caterina del Sasso Ballaro: la tradizione vuole che l’eremo sia stato fondato da Alberto Besozzi, un ricco mercante locale che, scampato ad un nubifragio durante la traversata del lago, decise di ritirarsi su quel ciglio di roccia per condurvi vita da eremita. Lì il Beato Alberto costruì una cappella dedicata a Santa Caterina, oggi visibile sul fondo della chiesa.

La cappella, che risale al XII secolo, fu presto affiancata da altre due chiese, San Nicola e Santa Maria Nuova, la cui esistenza è certa nel XIV secolo.

Da allora fino al XVI secolo il monastero crebbe in importanza e ricchezza. Dopo un primo periodo durante il quale vi soggiornarono i Domenicani, dal 1314 al 1645 condussero l’eremo i frati del convento milanese di Sant’Ambrogio ad Nemus, sostituiti poi dai Carmelitani fino al 1770. In quest’ultimo periodo, ma soprattutto a partire dall’Ottocento, il complesso conobbe fasi di decadenza alternate a brevi periodi di maggiore prosperità.

Oggi, dopo lunghi e complessi lavori di restauro e di consolidamento sostenuti dalla Provincia di Varese, il monastero, affidato alle cure di monaci benedettini, è tornato ad essere meta turistica e religiosa.

L’attuale aspetto degli edifici è dovuto agli interventi compiuti nel Cinquecento per unificare le tre chiese in un’ unica costruzione. Entrando nell’eremo, si incontrano dapprima il convento meridionale (XIV-XVII secolo) con interessanti affreschi nella sala del camino, poi il conventino (XIII secolo) e infine la chiesa, che ingloba al suo interno la cappella di Santa Caterina. Qui fu trasportato il corpo di Alberto Besozzi, ritrovato nel 1535.


Lago Maggiore - isola bellaIsola Bella : nel 1632 il Conte Vitaliano Borromeo iniziò la costruzione del monumentale palazzo barocco e della maestosa scenografia dei giardini che diedero fama all’Isola e che ancor oggi documentano gli splendori di un’epoca.

La dimora dei Borromeo offre ai visitatori un ambiente elegante e sontuoso che conserva inestimabili opere d’arte: arazzi, mobili,statue, dipinti, stucchi ma anche le curiose grotte a mosaico,luogo di frescura e di diletto. Terminata la visita al Palazzo, si accede ai giardini per una piacevole passeggiata. Questo singolare monumento fiorito sviluppato a terrazze ornate e sovrapposte, è un classico e inimitabile esempio di “giardino all’italiana” seicentesco. Fra piante esotiche e rare, la spettacolare fioritura è progettata per offrire colori e profumi da marzo a ottobre.

Il Palazzo: Affascinante il percorso all’interno del palazzo barocco: un continuo e ricco susseguirsi di sale arredate.

Tele di noti artisti tra i quali il pittore napoletano Luca Giordano (1632-1705), il toscano Francesco Zuccarelli (1702-1788) e il fiammingo Pieter Mulier detto il Tempesta (1637 ca.-1701), occupano le pareti di eleganti e raffinati ambienti insieme a mobili di gran pregio, marmi, stucchi neoclassici, sculture e arazzi di produzione fiamminga del XV secolo. Di grande interesse storico sono la Sala della Musica dove, nell’aprile 1935, si svolse la Conferenza di Stresa tra Mussolini, Laval e Mac Donald che avrebbe dovuto garantire la pace europea e la Sala di Napoleone che qui soggiornò accompagnato da Giuseppina Beauharnais (1797). Terminata la visita alla dimora, si accede in quello che è considerato il più splendido e grandioso esempio di giardino barocco all’italiana. Molte le specie vegetali anche di provenienza esotica, tra le quali si aggirano in libertà pavoni bianchi dall’incantevole piumaggio

Il giardino: Splendido e grandioso giardino barocco all’italiana è uno degli esempi più noti e meglio conservati in Italia. Costruito in tempi diversi, è comunque un insieme coerente di forma piramidale che culmina nella grande statua del Liocorno cavalcato da Amore. Articolato in dieci terrazze digradanti, è abbellito da vasche, fontane, prospettive architettoniche e una moltitudine di statue risalenti alla seconda metà del Seicento rappresentanti personificazioni di fiumi, stagioni e venti. Molti di questi “ambienti” sono delimitati da muraglie e balaustre sulle quali ancor oggi si intuiscono i punti da cui sgorgavano zampilli, fontane, cascatelle e giochi d’acqua. Il clima, particolarmente mite, ha permesso la crescita di una vegetazione ricca di varietà e specie che qui hanno trovato il loro habitat. Fra azalee e rododendri, spalliere di pompelmi e arance amare, orchidee e piante carnivore, spicca la sagoma di un grosso canforo di più di duecento anni. Le piante esotiche vengono riposte durante la stagione invernale nella serra ottocentesca, inserita nel percorso di visita. Le rifiniture ricorrenti da marzo a settembre non lasciano mai il giardino privo di fascino e di colore.


Lago Maggiore - Isola MadreIsola Madre: È la più grande delle Isole Borromeo e la più caratteristica per l’atmosfera raccolta, silente, incantata: un giardino di piante rare e fiori esotici nel quale vivono in piena libertà pavoni, pappagalli e fagiani d’ogni varietà creando il fascino di una terra tropicale. L’Isola Madre è particolarmente famosa per la fioritura di azalee, rododendri, camelie, ma anche per i pergolati di glicini antichissimi, l’esemplare più grande d’Europa di Cipresso del Cashmir di oltre duecento anni,le spalliere di cedri e limoni, la collezione di ibiscus,il Ginkgo biloba. Nel 1978 è stato aperto al pubblico il Palazzo del XVI° secolo, interessante per la ricostruzione di ambienti d’epoca e per le collezioni di livree, bambole e porcellane.

Eccezionale l’esposizione dei “Teatrini delle Marionette” del ‘600/’800.

L’Isola Madre lascia al visitatore un ricordo di estrema raffinatezza nella cura dei giardini e degli interni, offrendo un contenuto qualitativo destinato ai turisti più esigenti

Il giardino: L’Isola Madre appartiene alla famiglia Borromeo dal 1500. Dalla nuda roccia dell’era glaciale, l’isola ha subito varie trasformazioni: inizialmente frutteto, successivamente uliveto, agrumeto sino all’attuale Parco Botanico all’Inglese realizzato ai primi dell’800. La sua superficie è di circa 8 ettari. L’Isola Madre è rinomata non solo per la spettacolare fioritura delle azalee nel mese di maggio, ma anche per i suoi Giardini Botanici che ospitano rare essenze vegetali originarie delle più diverse latitudini. Il clima particolarmente mite ha infatti permesso l’insediamento di una flora sorprendente e difficilmente reperibile in altri luoghi: qui convivono aceri, banani, camelie, eucalipti, palme. Le diverse parti del giardino hanno una loro toponomastica che aiuta il visitatore nel percorso.

Il Palazzo: Gli ambienti del Palazzo, allestiti a partire dal 1978 con arredi provenienti da varie dimore storiche della Famiglia, offrono numerose opere d’arte, quali arazzi, mobili e quadri. Tra le stanze più importanti: il Salone di Ricevimento con alle pareti quadri di soggetto biblico di Stefano Danedi, detto il Montalto (1618-1683), Ercole Procaccini il Giovane (1596-1676) e Giovan Battista Costa (1636-1690); la Sala delle Stagioni con il grande arazzo appartenuto a un cardinale di famiglia; la Sala delle Bambole che conserva un’importante collezione di bambole francesi e tedesche ottocentesche. Singolare e interessante inoltre è la collezione di marionette e teatrini dei secoli XVII, XVIII e XIX.

Il palazzo è circondato da un bellissimo giardino botanico, definito dallo scrittore francese Gustave Flaubert un paradiso terreste, che ha ospitato, e ospita, essenze vegetali rare ed esotiche originarie da ogni parte del mondo fra le quali si aggirano multicolori pavoni, pappagalli e fagiani.

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Varese – Ville e Castelli del settecento con Sacro Monte

Varese – Ville e Castelli del settecento con Sacro Monte

Organizzazione tecnica : TERRA DI MEZZO

  • Partenza in prima mattinata, vista a Villa Panza dimora venne edificata intorno alla metà del XVIII secolo e immersa nell’immenso parco di 33.000 metri quadrati; al suo interno un   vasto patrimonio artistico raccolto dalla Famiglia Panza.
  • Proseguimento alle Ville Ponti e  Castello di  Masnago.
  • Inizio della salita al Sacro Monte per il pranzo nel prestigioso ristorante/brassery  che domina la vallata con una vista ineguagliabile.
  • Nel pomeriggio visita a Villa Della Porta Bozzolo di Casalzuigno e rientro.
Villa Panza

Villa Panza

Collezione di arte contemporanea; favolosi saloni con arredi dal XVI° al XIX° secolo; raccolta d’arte africana

Villa Panza: Passando per piazzale Litta a Biumo Villa Menafoglio Litta Panza quasi non si vede; la grande struttura settecentesca, infatti, nella semplicità della facciata esterna, non lascia intendere la grandiosità e la ricchezza degli ambienti interni.
La villa non si impone sullo spazio circostante ma si sviluppa a U verso il pendio della collina con un parco di circa 33.000 metri quadrati ed una struttura architettonica con i tipici caratteri delle ville suburbane.

La costruzione che si può visitare oggi è il risultato di molte trasformazioni che i diversi proprietari nel corso dei secoli hanno apportato alla struttura, modificandone sostanzialmente il progetto originario.  Il primo nucleo della casa nobile risale agli ultimi anni del 1600, ma molto poco si sa dai documenti su come fosse costruita la villa ed il parco circostante. Il primo proprietario fu il conte Giovanni Battista Orrigoni, appartenente ad una antica famiglia, tra le più importanti e ricche di Varese. Alla morte del conte nel 1735 la villa venne acquistata dal ricco banchiere marchese Paolo Antonio Menafoglio che diede avvio a significativi lavori all’interno della villa e alla sistemazione del giardino alla francese, che verrà sostituito nel corso del 1800 da un parco all’inglese. Ancor oggi non è possibile conoscere quali parti della villa mantenne intatti e quali invece demolì nei dieci anni di cantiere. Certamente il marchese Menafoglio non modificò la caratteristica struttura isolata della villa, che permetteva di godere della bellezza del complesso solo all’interno della proprietà. Ospiti illustri hanno soggiornato a casa Menafoglio, primo tra tutti il duca di Modena Francesco III D’Este. Nel 1823, dopo alcuni passaggi di proprietà la villa venne acquistata dal duca Pompeo Litta Visconti Arese, appartenente ad una illustre famiglia milanese. Nel 1824 alcuni lavori modificarono sostanzialmente i rustici e nel 1830 la struttura della villa venne ampliata secondo il progetto di Luigi Canonica, allievo di Piermarini, per dare spazio a una sontuosa sala da pranzo neoclassica con preziose decorazioni marmoree attribuite a Giocondo Albertolli, allievo di Andrea Appiani. Nei primi decenni dell’ottocento anche il giardino alla francese venne ridisegnato secondo i principi del paesaggismo inglese. Furono create vaste zone verdi e luoghi suggestivi come il piccolo laghetto, la grotta e la collina del tempietto, i progetti non modificarono però gli assi prospettici principali con le due fontane e la geometria del giardino di fronte alla villa.

Negli anni trenta del Novecento la villa venne acquistata dal conte Ernesto Panza di Biumo, che affidò a Piero Pontaluppi, architetto milanese di grande fama e prestigio, i lavori per il recupero della struttura modificandone alcuni ambienti. Il Pontaluppi creò un cortiletto aperto su piazzale Litta e trasformò la Cappelletta in bagno padronale. Alla morte del conte Ernesto Panza, la villa fu ereditata dai figli, Giulia, Alessandro, Giuseppe e Maria Luisa. Nel 1953 la villa e il parco furono dichiarati di notevole interesse pubblico e furono sottoposti a vincolo di tutela ambientale. Tra tutti i Panza, Giuseppe fu colui che amò di più la villa, scegliendola come preziosa custode delle opere d’arte della sua collezione. Appassionato d’arte, fu capace in America, dove era andato dopo la laurea in giurisprudenza, di scoprire ed intuire le nuove ricerche artistiche che negli anni cinquanta erano ancora sconosciute al grande pubblico. Col passare del tempo la villa di Buimo si riempì di opere d’arte trasformando gli ambienti in una vera e propria casa –museo. Nel 1996 il conte Giuseppe Panza dona il complesso della villa con 113 opere al Fondo per l’Ambiente Italiano, che ha fin da subito avviato i lavori di restauro e di sistemazione degli ambienti che esporranno accanto alle opere della collezione Panza mostre d’arte temporanee.

 Il Castello di Masnago

Il Castello di Masnago

Affreschi del quattrocento; museo d’arte moderna e contemporanea; parco.

E’ un complesso architettonico vario e frutto di stratificazioni di epoche diverse: al Medioevo appartiene la torre, elemento primitivo del castello. Quattrocentesco, invece, è il corpo di fabbrica che ad essa si appoggia, famoso per i suoi splendidi interni affrescati; di definizione più recente, sei-settecentesca è, infine, l’ala che, inseritasi sulle preesistenti strutture del fortizio medievale, conferisce all’impianto, un tempo difensivo, l’aspetto di una vera e propria dimora di campagna.

Riscontri documentari confermano che il castello nel XV secolo era di proprietà della famiglia Castiglioni, originaria di Castiglione Olona. A Masnago risiedeva Giovanni Castiglioni, il primo dei quattro figli di Guido (o Guidolo) Castiglioni e di Antonia Bassi di Azzate. Tra il XVI e il XVII secolo la storia della famiglia è meno documentata, ma è certo che i Castiglioni, continuando ad abitare il castello, svolsero incarichi pubblici a Varese, come notai. Nel Settecento, il castello diventò luogo di villeggiatura estiva per il marchese Giuseppe Castiglioni e la consorte Paola, nata Litta. Con l’estinzione della casata dopo la morte del marchese Paolo Castiglioni Stampa all’inizio del XX secolo, il castello passò ad un ramo femminile e nel 1934 venne venduto al varesino Angelo Mantegazza. Ereditato dalla famiglia Panza negli anni ‘60, è stato dalla medesima ceduto al Comune di Varese nel 1981 che lo ha adibito oggi a Museo d’arte moderna e contemporanea.

Sacro Monte

Sacro Monte

Sacro Monte: nei primi anni del XVII secolo lunghe processioni di fedeli cominciarono a salire a Santa Maria del Monte con le offerte per le cappelle, elemosine in denaro ma anche offerte di grano e di vino. Il 25 marzo 1605 viene posta la prima pietra della Cappella dell’Annun-ciata. E il primo maggio di quello stesso anno Biumo di Sotto organizza una spettacolare processione che reca al Sacro Monte trecento scudi in contanti, ventotto carichi di vino trainati dai cavalli e numerose “cavallate” di grano. Altre processioni, riferiscono le cronache, partono l’estate successiva da Somma, Caronno, Carnago e dalle castellanze di Varese dirette al Sacro Monte

Per secoli, e ancora oggi, il Sacro Monte e le cappelle sono stati la meta di processioni, pellegrinaggi e visite di personaggi d’eccezione, quali Ludovico il Moro, Sant’Ambrogio, Butler, Stendhal, Paolo VI (da cardinale) e Giovanni Paolo II (il Papa polacco che il 2 novembre 1984 salì il percorso delle Cappelle e parlò ai fedeli dal balcone del Mosè). Si ha notizia di pellegrinaggi sin dal XII secolo e un manoscritto della metà del ‘500 elenca ben duecento comunità pellegrine in visita al Sacro Monte. I devoti non venivano mai a mani vuote, ma portavano offerte soprattutto in natura, formaggi, vino, cera e perfino olio prodotto sulle sponde dei laghi oppure elemosine in denaro.

Anche San Carlo salì parecchie volte al Sacro Monte e visitò il monastero facendo rialzare da terra il sepolcro della Beata Caterina.

Molti furono le firme famose che lasciarono il loro segno, tra cui: Renato Guttuso: Nato a Bagheria (1912-Roma 1986), dipinse “La fuga in Egitto” nel 1983 per la terza Cappella. Dal 1953 in poi trascorse lunghi soggiorni estivi a Velate. Ludovico Pogliaghi:. Stabilitosi a Santa Maria del Monte sul finire dell’800, trasformò una vecchia casa rurale immersa tra i vigneti in una villa un po’ kitch ricca di capolavori raccolti viaggiando e di opere di sua mano.  Al Sacro Monte di Varese eseguì l’Altare Maggiore e il Battistero del Santuario, di cui allestì il museo. Curò il restauro di alcune Cappelle.

Villa Della Porta Bozzolo

Villa Della Porta Bozzolo

Stupendi affreschi rococò, importante giardino statue e fontane

La Villa: Sorta nel Cinquecento come villa di campagna, divenne poi nobile dimora di rappresentanza e fu arricchita, nella prima meta` del XVIII secolo, da un imponente giardino all’italiana, tra le più maestose e armoniche creazioni di architettura verde oggi superstiti in Italia. Gli ambienti interni conservano uno dei cicli decorativi più sofisticati e unitari del Settecento lombardo, attribuibile prevalentemente alla bottega del varesino Magatti. Il corpo della villa è affiancato da interessanti rustici, fra i quali stalle, scuderie, cantine, granai ed un monumentale torchio.

Il giardino barocco : Lo scenografico giardino barocco è insolitamente impostato su di un’asse principale parallelo alla facciata della villa e collega in sorprendente successione, dal basso in alto, il lungo viale di accesso, il parterre principale sistemato ad aiuole, quattro terrazze congiunte da una grandiosa scalinata, un vasto declivio verde denominato “il teatro”, chiuso dalla grande fontana terminale, e il ripido viale di cipressi che si inerpica nel bosco fino al culmine del colle che domina la vallata e la proprietà.

La sala da ballo: Al piano terreno della villa il vasto salone centrale, usato probabilmente come sala da ballo, è impreziosito dal grande camino in marmo e da affreschi a trompe-l’oeil con finte architetture, trabeazioni, cornici, nicchioni, porte tra le quali si aprono scorci di paesaggio; il soffitto della volta, perdendo ogni aspetto di materialità, si trasforma in un cielo dove aleggiano figure mitologiche e putti che sorreggono medaglioni

La biblioteca : luogo singolarmente appartato e lontano dai clamori mondani del grande giardino e delle stanze che vi si affacciano, il locale buio e silenzioso della biblioteca è stato senz’altro scelto di proposito per ritirarsi in isolamento. Gli splendidi armadi a muro settecenteschi in legno di noce contenevano le antiche carte della storia familiare, sociale ed economica della villa, dal Cinquecento in poi, oltre ad importanti opere di autori italiani e stranieri.

Villa Ponti

Villa Ponti

La progettazione della villa venne affidata, nel 1858, all’ing. Giuseppe Balzaretto. I lavori procedettero a rilento e il progetto non venne portato a totale compimento forse per intervento del proprietario che ritenne l’inserimento delle due ali laterali pregiudizievole per l’aspetto monumentale del corpo centrale

Il parco di stile inglese è completato da un laghetto di origine sorgiva, la lussureggiante vegetazione è composta da cedri, tassi, magnolie, aceri e cipressi. La ricerca dell’esaltazione monumentale, caratteristica della architettura esterna, si ritrova anche negli spazi interni, disposti intorno al grande atrio ottagonale che rappresenta il disimpegno per le vaste sale ricche di raffinati stucchi. Nel 1961 la Camera di Commercio acquistò dal marchese Gian Felice la Villa Ponti. Lasciando intatto il prezioso patrimonio d’arte contenuto, l’Ente camerale con l’attigua Villa Napoleonica ha ricavato una struttura che costituisce il ”Centro Congressi”. La Villa Ponti detta “Napoleonica” fu costruita probabilmente nel XVII secolo, poi ampliata tra il 1820 e il 1830; la proprietà già censita sui mappali di Maria Teresa esistenti presso l’Archivio di Stato di Varese, venne acquistata nel 1838 dalla famiglia Ponti come residenza estiva. Negli anni successivi la famiglia creò un collegamento fra i parchi delle due ville.

Il fatto che rappresenta il legame storico con la villa “Napoleonica” è quello della battaglia di Varese che ebbe luogo nella località di Biumo Inferiore il 26 Maggio 1859: qui fu la sede del quartier generale di Garibaldi.

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Visite guidate di Varese & Dintorni

Visite guidate di Varese & Dintorni

Organizzazione tecnica : TERRA DI MEZZO

Varese: Borgo civile e religioso.

Mattinata dedicata alla visita della Città e dei monumenti più rappresentativi: P.za della Motta. P.za Monte Grappa, Corso Matteotti, Basilica di San Vittore, Battistero di San Giovanni, Palazzo Estense e Giardini pubblici, Villa Mirabello.

Il Sacro Monte di Varese: La via Sacra, il borgo, Il Santuario.

Una facile passeggiata alla scoperta di uno dei più bei Sacri Monti italiani; visita al pittoresco borgo di Santa Maria Del Monte ed al Santuario Mariano, luogo di culto rinomato già nell’antichità. Possibilità di pranzo in ristorante panoramico di buon livello.

Castelseprio e Monastero di Torba: il cuore del contado del Seprio.

Una mattinata dedicata alla visita del complesso archeologico di Castelseprio per comprendere come si presentava al centro di un vasto dominio ad al Monastero annesso, oggi ritornato agli antichi splendori grazie all’impegno del Fondo per l’Ambiente italiano.

Castiglione Olona: arte, storia e cultura di un antico borgo sempre all’avanguardia.

Pomeriggio dedicato all’arte che grazie alla perseveranza del suo illustre cittadino, il Cardinale Branda Castiglioni, il paese vanta tutt’oggi una storia ed un patrimonio artistico invidiabile dai quali non sarà difficile lasciarsi incantare.

Valganna: natura ed arte sulle tracce di San Gemolo.

Mattinata in mezzo alla natura con breve percorso nella rigogliosa Valganna, per ammirare le bellezze naturali e conoscere l’Abbazia di San Gemolo che, sin dal Medioevo, ne caratterizzò la storia e lo sviluppo.

Rocca di Angera & Eremo di Santa Caterina del Sasso

Una mezza giornata tra casati, arte e fede. La rocca: teatro di scontri tra le più potenti casate del passato, oggi di proprietà della nobile Famiglia Borromeo, la Rocca si mostrerà a noi in tutta la sua austera fierezza, riservandoci grandi sorprese. Possibilità di vedere anche il Museo dell’abbigliamento infantile ed il Museo della bambola. Si prosegue navigando nella magia di un luogo ricco d’arte e fede: Tre costruzioni in una, a strapiombo sul Verbano; secoli di storia ed eremitaggio incontrano una quantità artistica unica e suggestiva. (da aprile ad ottobre)

Lago Maggiore & le isole Borromeo, isola Madre, Isola Bella, Isola dei Pescatori

Partenza in mattinata per Stresa ed imbarco per le isole, visita guidata nel “paradiso incantato della Famiglia Borromeo” tra arte storia e giardini. Pranzo in ristorante tipico all’isola dei Pescatori. Nel pomeriggio rientro a Varese.

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Sacro Monte e Varese

Sacro Monte e Varese

Sul monte sopra Varese, narra la leggenda, sant’Ambrogio sconfisse nel IV secolo d.C. gli ultimi seguaci dell’eresia ariana e donò al piccolo oratorio in costruzione un altare ed una statua lignea raffigurante la Madonna Nera

Nel 1452 vi si ritirò in meditazione la beata Caterina Moriggi da Pallanza, ben presto imitata da altre sorelle, tra cui la beata Giuliana Puricelli da Busto, che nel 1476 concorsero alla fondazione del Monastero.

Fu proprio ad una di queste suore, Tecla Maria Cid, che nei primi anni del seicento venne l’idea di costruire una cappella di sosta alla metà del cammino che i fedeli percorrevano per raggiungere il Santuario.

Informato dell’idea, il frate cappuccino Giovan Battista Aguggiari ne fu tanto entusiasta da cominciare un’accesa opera di predicazione nella zona per la raccolta dei fondi; l’intento era però più ambizioso.

In piena epoca di Controriforma, parve utile costruire un vero e proprio percorso di devozione, dedicato ai quindici misteri del Rosario, come simbolo di fervida cristianità da opporre al Protestantesimo dilagante.

Il progetto ottenne l’assenso dei cardinali Carlo e Federico Borromeo e di papa Paolo V, il cantiere rimase aperto dal 1604 al 1630 agli ordini dell’architetto varesino Giuseppe Bernascone; qualche anno in più durò invece la preparazione delle trecento statue e degli affreschi del percorso.

unteggiano il cammino quattordici cappelle (la quindicesima è all’interno del Santuario), tutte diverse tra loro e disposte sul crinale del monte secondo una precisa teoria architettonica e spaziale; le collegano rampe acciottolate di direzione, pendenza e lunghezza sempre diversa e che colmano un dislivello di 245 metri.

Ecco a voi IL SACRO MONTE UNESCO DI VARESE.

  • Partenza in mattinata dalle località prescelte, arrivo a Varese e visita della Villa Toepliz, costruita in stile eclettico sul finire dell’800 per conto della famiglia del fondatore dell’appena fondata Banca Commerciale Italiana.
  • Proseguimento per il Sacro Monte, uno dei più completi e suggestivi esempi di vie sacre che si snoda su un percorso in salita di due chilometri dove si trovano le 14 Cappelle costruite nel XVI secolo; è una vera e propria ‘full immersion’ nella religiosità e nell’arte del Seicento italiano.

Visita del Santuario e pranzo in ristorante.

Rientro a Varese con la funicolare.

Nel pomeriggio visita di Palazzo Estense con i suoi giardini; si prosegue per la Basilica di San Vittore  realizzato nella prima metà del XVI sec., e la Chiesa di San Giuseppe. La visita cittadina si conclude con  Villa Recalcati che sorge nella zona di  Casbeno, è una magnifica dimora nobiliare settecentesca che si affaccia sulle splendide rive del Lago di Varese.

Nel pomeriggio inoltrato rientro nella località di partenza


Quota indicativa per persona:  da €  80

  • La quota comprende: bus GT; guida; pranzo in ristorante, biglietto della funicolare
  • La quota non comprende: tutto quanto non espressamente indicato in la quota comprende
  • Fattibilità nel periodo primavera estate nei fine settimana e giorni festivi

Organizzazione tecnica: Terra di Mezzo

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Tour di Varese e Robert Wilson

Tour di Varese e Robert Wilson

Una mostra intensa e coinvolgente ideata per Villa Panza da uno dei più grandi maestri della cultura visuale e performativa contemporanea.

Un itinerario inedito della villa dove Robert Wilson ha ideato l’allestimento dei Video Portraits, riuscendo per ognuno a instaurare uno speciale dialogo con gli ambienti, gli arredi e la collezione d’arte.
Trentacinque opere messe in scena come suggestive presenze, capaci di coniugare la tecnologia ad alta definizione del video e la poesia dell’arte.

Un percorso di sottili affinità tra la poetica di Wilson – visionaria e minimalista allo stesso tempo – e la visione etica ed estetica di Giuseppe Panza, che raggiunge il suo apice nella suggestiva installazione permanente ideata in onore del grande collezionista milanese A House for Giuseppe Panza.

Per la prima volta in Italia il poderoso e ipnotico nucleo Lady Gaga Portraits.

Una mostra da vivere nel silenzio e nella contemplazione per immergersi completamente nelle opere in sottile equilibrio tra tempo, spazio, suono, immagine e poesia.

  • Ritrovo dei partecipanti nella mattinata e visita della città di Varese con il Palazzo Estense costruito nel 1760, con i sui bellissimi giardini. Si prosegue con il Corso Matteotti, via dello “struscio” varesino, per arrivare alla Basilica di San Vittore e la Chiesa di San Giuseppe. Si continua con la visita di Villa Recalcati che sorge nella zona di  Casbeno, è una magnifica dimora nobiliare settecentesca che si affaccia sulle splendide rive del Lago di Varese.

Pranzo in ristorante sul lago

  • Proseguimento per Villa Panza circondata da splendidi giardini di 33.000 metri quadrati, Villa Menafoglio Litta Panza si affaccia sulla città di Varese dal colle di Biumo Superiore.
    La residenza è stata costruita intorno alla metà del XVIII secolo su una esistente “casa nobile”, su ordine del marchese Paolo Antonio Menafoglio, uomo di mondo ed abile banchiere con interessi a Milano e Modena.
  • Proseguimento con la mostra intensa e coinvolgente di Robert Wilson, uno dei più grandi maestri della cultura visuale e performativa contemporanea.  Sono esposte opere che ritraggono Roberto Bolle, Brad Pitt, Isabella Rossellini, gufi bianchi della neve, una pantera nera… sono alcuni tra i protagonisti di una spettacolare galleria di 35 Video Portraits

Quota per persona: € 78

  • La quota comprende: bus GT; guida; pranzo in ristorante, ingresso alla mostra
  • La quota non comprende: tutto quanto non espressamente indicato in la quota comprende

Fattibilità tutti i giorni, tranne i lunedì non festivi fino al 4 marzo 2018

Organizzazione tecnica: Terra di Mezzo

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La magia del Lago di Varese

La magia del Lago di Varese

Il lago di Varese è situato ai piedi delle Prealpi Varesine ed un’altitudine di 238 m s.l.m.; ha una profondità media di 11 m e massima di 26, mentre la superficie è di 14,95 km2.

Conosciuto per la sua inconfondibile forma a scarpa, bagna in tutto nove comuni: Varese, Azzate, Bardello, Biandronno, Bodio Lomnago, Buguggiate, Galliate Lombardo, Cazzago Brabbia e Gavirate, quest’ultimo è stato a lungo il principale comune ad affacciarsi sul lago (il comune di Varese ne acquisì una buona parte di sponde solo negli anni venti, quando divenne capoluogo), il lago infatti era anticamente noto come Lago di Gavirate.

Insieme ai laghi Maggiore, di Comabbio, di Lugano, di Ganna, di Ghirla e di Monate fa parte dei cosiddetti Sette Laghi della provincia di Varese.

Sul lago di Varese, rinomato campo di gara per il canottaggio, hanno sede la Canottieri Varese, organizzatrice di eventi remieri nazionali ed internazionali, e, a partire dal 1960, anche la canottieri Gavirate, che ha riportato numerosi successi come la coppa Montù nel 2007 nel 2008 e 2009.

1° giorno: Partenza verso Varese e sistemazione in hotel. Tempo libero

2° giorno: partenza verso il Lago di Varese. Si tratta del 10° lago italiano per estensione, fra quelli interamente compresi nei confini nazionali, e del 12° in totale. Conosciuto per la sua inconfondibile forma a scarpa, bagna in tutto nove comuni. Dopo una passeggiata sul lungolago, partenza da Schiranna con il battello per l’Isolino Virginia (15 minuti) e sosta per il pranzo.
Dopo il pranzo partenza per la visita dell’Eremo si Santa Caterina del Sasso.
Partenza per Angera in bus e visita alla distilleria Rossi d’Angera.
In serata rientro e pernottamento a Varese.

Organizzazione Tecnica – DECIO VIAGGI

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La Varese Gastronomica

La Varese Gastronomica

Il Varesotto è una terra ricca di tradizioni gastronomiche e di prodotti tipici. Taluni sono diventati un prodotto di nicchia, di altri si è persa ogni traccia.
Delle tante specie e varietà di frutta e verdura che qui si producevano, tanto da far considerare questa terra l’orto e il frutteto di Milano, oggi abbiamo memoria solo delle pesche di Monate o delle castagne del Brinzio.
E pensare che all’Esposizione di Varese del 1886 venne assegnata la medaglia d’argento alle mele e pere presentate dalla Scuola di Frutticoltura Ponti.

Iniziamo questa guida ai prodotti tipici con il formaggio: la Formaggella del Luinese DOP prodotto dalle aziende agricole delle Comunità Montane. Tra i salumi vi consigliamo di provare il Lardo Lonzato Monterosa, il Salame Prealpino e il Violino di capra, uno speciale prosciutto di capre allevate allo stato semibrado, riconosciuto tra i Presidi Slow Food.

La terra regala ortaggi genuini e particolari, unici nel loro genere, come l’asparago di Cantello, bianco e con la punta leggermente rosata, o le pesche di Monate, sciroppate o trasformate in marmellate.

Per gli amanti dei primi piatti ci sono i ravioli di Sesto Calende, con sfoglia di pasta fresca ripiena di pesce persico, gamberi di fiume e menta selvatica, che racchiudono in sé tutti i profumi della zona.

Non possiamo concludere la guida senza un dessert. È difficile resistere al Dolce del Cardinale, tipico di Castiglione Olona o agli Amaretti, con il caffè. E per finire un sorso del conosciuto Amaretto di Saronno, con la sua ricetta a base di erbe e mandorle amare.

Da ricordare poi il Dolce Varese, ideale per una golosa merenda pomeridiana.

Visitare la Lombardia significa anche questo: turismo enogastronomico e tradizioni locali. Quante prelibatezze della nostra guida della provincia di Varese avete già assaggiato?

  • Partenza in mattinata dalla località prescelta.
  • Arrivo a Induno Olona, incontro con i mastri birrai per la visita del birrificio Angelo Poretti. Insieme conosceremo le diverse fasi di produzione della birra.
  • Al termine della visita si gusteranno piatti tipici della cucina locale.
  • Nel primo pomeriggio partenza per la visita guidata della Collegiata e del Battistero di Castiglione Olona. In seguito visita del Museo all’aperto d’arte Moderna Pagani.
  • Al termine della visita rientro a Milano per il pernottamento.

Questo itinerario può essere adattato alle esigenze del gruppo sia in termini di servizi che di durata.

Organizzazione Tecnica – DECIO VIAGGI

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La città Giardino e il suo Sacro Monte

La città Giardino e il suo Sacro Monte

  • Partenza in mattinata presto dalla località prescelta.
  • Arrivo a Varese ed incontro con la guida per la visita del Palazzo Estense, i suoi giardini e visita guidata di Villa Panza. Al termine della visita trasferimento a piedi verso il centro della città.
  • Pranzo compreso.
  • Nel primo pomeriggio partenza per il Sacro Monte, visita guidata delle 14 Cappelle.*
  • Al termine della visita rientro a Varese per il viaggio di ritorno.

Documento richiesto: carta d’identità valida.

Questo itinerario può essere adattato alle esigenze del gruppo sia in termini di servizi che di durata.

*per chi non volesse percorrere il tragitto a piedi è possibile usufruire della funicolare.

Organizzazione Tecnica – DECIO VIAGGI

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Gran Tour dei Tre Laghi

Gran Tour dei Tre Laghi

  • 1°giorno – sabato – giornata di arrivi

Sono previsti trasferimenti individuali da Malpensa (o altri aeroporti) verso l’hotel.
Incontro con l’accompagnatore per briefing di benvenuto e presentazione del tour. Welcome cocktail.
Cena di benvenuto in hotel e pernottamento in zona Malpensa.

  • 2° giorno – domenica – Lago Maggiore e Isole Borromee

Mattino: prima colazione a buffet in hotel, trasferimento a Stresa. Visita all’Isola Madre. Pranzo all’Isola dei Pescatori con visita. Nel pomeriggio Isola Bella.
Rientro nel tardo pomeriggio in hotel. Cena in hotel e pernottamento.
Giornata full day della guida locale. Pernottamento zona Stresa

  • 3° giorno – lunedì – Lago d’Orta, Isola di San Giulio e Stresa

Mattino: prima colazione a buffet in hotel. Tempo libero per una visita al centro storico di Stresa insieme all’accompagnatore. Trasferimento a Orta. Tempo libero per lo shopping e la visita al raccolto centro storico di Orta. Pranzo presso ristorante tipico a Orta. Nel pomeriggio incontro con la guida, trasferimento in barca e visita all’Isola di San Giulio. Rientro nel tardo pomeriggio in hotel. Cena in hotel e pernottamento.
Mezza giornata della guida locale. Pernottamento zona Stresa

  • 4° giorno – martedì – Escursione in Piemonte: Santuario di Oropa e Ricetto di Candelo

Prima colazione in hotel e trasferimento a Varallo per visitare il Santuario di Oropa. Pranzo in ristorante. Proseguimento a Ricetto di Candelo per una visita al borgo.
Al termine, trasferimento a Milano.
Cena in hotel e pernottamento.
Giornata solo con accompagnatore
Pernottamento a Milano

FINE DEL PRIMO MINITOUR E INIZIO DEL SECONDO MINITOUR

  • 5° giorno – mercoledì – Duomo di Milano, Teatro La Scala e Castello Sforzesco

Mattino: prima colazione a buffet in hotel. Visita del centro di Milano con visita interna a Duomo, Teatro La Scala, Castello Sforzesco (è un giro di 3 ore).
Pranzo in corso di escursione presso un ristorante locale.
Nel pomeriggio, tempo libero con accompagnatore. Possibilità di trasferirsi in zona Navigli per una passeggiata prima del rientro nel tardo pomeriggio in hotel. Cena in hotel e pernottamento.
Mezza giornata della guida locale.
Pernottamento a Milano

  • 6° giorno – giovedì – Reggia di Monza, Bergamo Alta e Galleria dell’Accademia Carrara

Mattino: prima colazione a buffet in hotel. Visita del Palazzo Reale di Monza con il suo parco, proseguimento per Bergamo dove raggiungeremo il magnifico centro storico in funicolare. Pranzo in ristorante tipico. Nel pomeriggio visita della Galleria dell’Accademia Carrara. Rientro nel tardo pomeriggio in hotel. Cena in hotel e pernottamento.
Due mezze giornate di visita.
Pernottamento zona Como / Lago di Como

  • 7° giorno – venerdì – Lago di Como

Mattino: prima colazione a buffet in hotel. Partenza per Tremezzo con la visita di Villa Carlotta. Da Tremezzo, crociera panoramica in centro Lago sempre insieme alla guida. Stop a Bellagio.
Pranzo in ristorante locale. Tempo libero per shopping e la visita nel borgo.
Nel pomeriggio rientro in battello a Tremezzo e in bus trasferimento a Como per una sosta libera prima del rientro in hotel.
Cena di arrivederci in hotel e pernottamento.
Mezza giornata di visita.
Fine servizio dell’accompagnatore.
Pernottamento zona Malpensa

  • 8° giorno – sabato – Giornata di partenze.

Mattino: prima colazione in hotel. Check-out e fine dei servizi. Trasferimenti individuali.

La quota comprende:

  • Tour in Bus G.T. e accompagnatore multilingua dalla cena del sabato/domenica d’arrivo al pranzo del giorno antecedente alla partenza;
  • Pensione completa, menu fisso, dalla cena del 1° giorno alla prima colazione del 8°con pasti consumati in hotel o c/o ristoranti esterni;
  • Bevande ai pasti 1/ 4 lt vino e ½ minerale,
  • Cocktail di benvenuto;
  • Utilizzo dispositivi audio-riceventi per tutta la durata del tour;
  • Sistemazione in alberghi 4 stelle;
  • Passaggi lacustri in battello ove previsti;
  • Guide locali

La quota non comprende:

  • Trasferimenti inizio/fine tour;
  • Ingressi ove previsto a musei, monumenti, gallerie e siti archeologici statali e privati. Per i siti statali è valido il Decreto Ministeriale vigente; il costo delle visite programmate – con pagamento diretto – è di circa € 00,00 per le strutture private (Palazzo Borromeo, Villa Carlotta, Villa del Balbianello) e di circa € 00,00 per le strutture statali (????????).
  • Eventuali tasse di soggiorno;
  • Tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”.

Organizzazione Tecnica LEGNONE TOURS

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Le Isole Borromee

Le Isole Borromee

Una giornata un po’ fuori dal presente, in un’atmosfera lontana di pace e serenità.

L’arcipelago delle Isole Borromee è situato nel medio lago Maggiore, a occidente, nel braccio di lago chiamato golfo Borromeo che vede affacciate e contrapposte Stresa e Pallanza.

L’arcipelago si compone di tre isole, un isolino e uno scoglio:

  • Isola Madre
  • Isola Bella
  • Isolino di San Giovanni
  • Scoglio della Malghera

Nel XIV secolo i Borromeo, potenti feudatari della zona ma originari di Firenze, divennero proprietari delle isole e iniziarono così la loro trasformazione.

Tutt’oggi la famiglia possiede ancora l’Isola Bella e l’Isola Madre, oltre ai due scogli emersi conosciuti come Castelli di Cannero per via delle rovine di due fortificazioni medioevali.
L’isola dei Pescatori è l’unica abitata stabilmente, anche se da una piccola comunità, mentre le due isole “sorelle” sono ambite tra i turisti che ammirano i due splendidi palazzi e i relativi giardini, famosi in tutta Europa per la qualità del paesaggio e per la cura e la varietà delle architetture vegetali, composte da oltre 2000 varietà di specie differenti.
Nell’Isola Madre è presente anche una numerosa fauna di volatili orientali, come pavoni bianchi, fagiani dorati e pappagalli, liberi nello splendido giardino.
L’Isola Bella possiede invece un giardino che, abilmente progettato nei secoli, presenta fioriture multicolori per tutto l’anno, a rotazione tra le varie specie floreali (rose, orchidee, bulbose, magnolie, frutteti, azalee, gardenie, glicini).

fonte: wikipedia

Programma di viaggio:

  • Partenza in mattinata presto dalla località prescelta.
  • Arrivo a Stresa ed imbarco per la visita guidata dell’Isola Bella e del Palazzo Giardino. Al termine della visita, trasferimento in traghetto verso l’Isola dei Pescatori per la visita guidata. Pranzo compreso sull’isola.
  • Trasferimento in traghetto per la visita guidata dell’Isola Madre e del Palazzo Giardino.
  • Al termine della visita rientro a Stresa per il viaggio di ritorno.
  • Sosta ad Arona per la visita libera della città e della Statua di San Carlone. Rientro previsto in tarda serata.

Documento richiesto: carta d’identità valida.

Questo itinerario può essere adattato alle esigenze del gruppo sia in termini di servizi che di durata.

Quote da € 65 a persona

Su richiesta, quotazioni per prolungamenti di soggiorno, gruppi, ecc.; eventuali riduzioni per sistemazione in camere triple o quadruple, tariffe per bambini, ecc; visite a più cantine con degustazioni personalizzate e più complete in base all’interesse
personale.

Le QUOTE sono da riconfermare al momento della prenotazione e sono variabili in base alla struttura, alle camere disponibili, al periodo richiesto e alla durata del soggiorno.

Questo itinerario può essere adattato alle esigenze del gruppo sia in termini di servizi che di durata.

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