La Ciclovia del fiume Oglio

La Ciclovia del fiume Oglio

I grandi appassionati di cicloturismo sono sempre alla ricerca di una nuova ciclabile da battere.
Il fascino della bicicletta è uguale a quello della libertà.
Si può andare ovunque, percorrendo strade e luoghi altrimenti non visibili, ci si può fermare nel momento stesso in cui lo si decide e si possono godere i profumi e gli odori della natura che ci circonda.

 

Pacchetti turistici proposti dall’agenzia di viaggi Destinazione Sole

  • Hotel 3 stelle in Franciacorta: € 35 a persona
  • Hotel 4 stelle in Franciacorta: € 40 a persona

Il pacchetto comprende:

  • 1 pernottamento e prima colazione
  • Box privato per deposito biciclette
  • Assicurazione medica e responsabilità civile

Possibilita’ di cena tipica in hotel o ristorante convenzionato: € 25

Guida privata con bike 4 ore per itinerari specifici: € 150 a forfait o € 250 per 8 ore

Possibilità noleggio biciclette

  • 1 giorno/24 ore: € 20 il giorno successivo: € 13
  • 3 giorni: € 40
  • 5 giorni: € 60
  • 7 giorni: € 80
  • 10 giorni: € 100

Organizzazione tecnica: Destinazione Sole

La ciclabile del fiume Oglio, dal Tonale a Mantova

Vette ricoperte di nuvole nel profondo nord della Lombardia, il fiume Oglio nasce qui, in valle Camonica, nel punto dove si incontrano Narcanello e Frigidolfo, torrenti delle Alpi Orobie. La sua discesa è un continuo divenire lungo 280 chilometri, dall’alta montagna alle colline della Franciacorta. Sulla ciclovia dell’Oglio si scorre pedalando in bicicletta insieme a lui, attraversando castelli, cascine fortificate, borghi agricoli, boschi, fonti e canali, fino alla fertile pianura e al Po.
Attraversando le province di Brescia, Cremona e Mantova, si incontrano il parco dell’Adamello, il lago d’Iseo, i parchi fluviali dell’Oglio nord e sud, percorrendo tratti di argine, strade agricole e vecchie statali.

ciclabile-dell-oglio-dal-tonale-a-mantova Dal passo del Tonale a San Matteo delle Chiaviche la natura lombarda assume infinite sfumature. La ciclabile si sviluppa in ben tre parchi regionali: l’Adamello, l’Oglio nord e l’Oglio sud. La prima parte della ciclovia si caratterizza per una poliedrica vegetazione tra le pareti rocciose, che passa dai boschi di conifere a castagneti e frassini. Nei parchi dell’Oglio, sempre lungo il fiume, si raggiungono riserve boschive e zone umide, immergendosi in un’avifauna ricchissima.

Partendo da nord si imbocca la ciclabile dell’Alta Valle Camonica che collega Ponte di Legno a Vezza d’Oglio. Questo tratto in sede protetta è lungo 12 km ed inizia nei pressi degli impianti di risalita di Ponte di Legno (Val Sozzine). Per coloro che giungono dal Trentino o, al contrario, dalla Valle Camonica, anziché usare il percorso della SS 42, è possibile caricare la bicicletta sulla cabinovia che collega il paese al Passo del Tonale.

Da Vezza d’Oglio, terminato il primo tratto di pista ciclabile in sede protetta, è possibile proseguire fino a Capo di Ponte lungo le dolci pendenze del tratto recentemente completato. Questo percorso, perlopiù asfaltato, è anch’esso quasi completamente in sede protette è ben segnalato grazie alla specifica cartellonista indicante i due sensi di marcia: “Po” per la direzione sud e “Tonale” per la direzione Nord.

A Capo di Ponte inizia la “Pista ciclabile camuna” che, alternando paesaggio naturale e urbano, prosegue in sede propria, salvo brevissimi tratti, per oltre 40 chilometri, incontrando i centri di Breno, Darfo Boario Terme, Pisogne, giungendo quindi sulla riva orientale del Lago d’Iseo.

A Pisogne, la pista attraversa il borgo costeggiando il lago sino a connettersi al panoramicissimo tratto della pista Vello-Toline, percorso di straordinaria bellezza per il paesaggio e i panorami degni delle più belle coste mediterranee, per certi tratti simile ed addirittura più selvaggio della costa amalfitana.

La ciclovia procede poi lungo la costa orientale del lago attraversando i numerosi e pittoreschi centri lacustri sino ad Iseo e da qui, costeggiando la Riserva Naturale delle Torbiere, giunge a Sarnico dove imbocca la pista ciclabile verso l’Oglio, attraversando i territori della Franciacorta.

Attraversando i territori dei due Parchi fluviali dell’Oglio nord e dell’Oglio sud, si arriva al Po. Oltre, il ciclista dovrà scegliere se giungere al Mare Adriatico attraverso il Delta del Po e gli omonimi Parchi emiliano – romagnolo e veneto, percorrere a ritroso il Grande Fiume sino a Torino, o avventurarsi lungo le ciclovie appenniniche che passando da Parma portano a Roma ed al sud dell’Italia.

Tutta la ciclabile della Valle Camonica, eccezion fatta per il tratto a nord di Edolo, è capillarmente servita dalla storica linea ferroviaria di Trenord “Brescia – Iseo – Edolo”. Presso tutte le stazioni ferroviarie teoricamente è consentito caricare la propria bicicletta sui vagoni, concludendo la gita sui pedali in modo completamente ecologico e sostenibile. Fanno eccezione i gruppi numerosi e organizzati che necessitano di prenotazione per poter aggiungere un apposito vagone bikes.

Inoltre, nell’intersezione di Darfo Boario Terme è possibile avventurarsi verso la Valle di Scalve seguendo la Via Mala e il fiume Dezzo. Un tratto di tale percorso, che investe il Parco delle Orobie bergamasche, è anch’esso attrezzato con pista ciclopedonale protetta. Qui il Dezzo ha scavato nel corso dei secoli una forra spettacolare la cui visione, fatta dalle acque selvagge del fiume e dalle numerose cascate circondate da una flora e fauna straordinarie ed uniche, lascia stupiti ed ammirati.

Ciclovia del fiume Oglio

Per i ciclisti e gli amanti della natura la ciclovia del Parco Oglio Nord è sicuramente una delle mete da non perdere: il percorso si snoda da Paratico, dove il fiume esce dal lago d’Iseo a Regona frazione di Seniga, nella Bassa Bresciana, seguendo quasi tutto il corso del fiume, in un ambiente fluviale e di pianura.
Il paesaggio si modifica durante il percorso, passando dai dolci pendii del primo tratto, alle pianeggianti strade secondarie e di campagna del secondo tratto. Non vi sono molti dislivelli, salvo che nel tratto iniziale, da Paratico a Palazzolo sull’Oglio.

Partenza: Paratico
Arrivo: Regona
Suddivisa in quattro tappe – Totale Km 92,5
Tipo percorso: asfaltato – sterrato

Prima tappa

Il percorso inizia a Paratico, sul ponte che collega Paratico a Sarnico.
Dopo un discreta salita, svoltiamo a destra sulla strada che fiancheggia la chiesa di S. Maria Assunta e il cimitero, proseguiamo in discesa verso la zona ricca di vigneti, percorrendo per alcuni km una strada collinare.
Arriviamo in una piccola vallata sino allo stabilimento Niggeler & Kupfer.
La strada continua con una lunga salita che porta ad attraversare la zona residenziale di Capriolo. Nei pressi della Scuola dell’infanzia Statale di Capriolo giriamo a destra, imbocchiamo una strada che ci porta in aperta campagna, tra campi e cascinali.
Superiamo il sottopassaggio dell’autostrada e dopo alcuni Km il passaggio a livello, giungendo in breve ad un cementificio dismesso, dal quale inizia la periferia di Palazzolo sull’Oglio.
Imbocchiamo la discesa di Via Marconi e via Sgrazzutti, al rondo giriamo a sx, percorriamo via XX Settembre e raggiungiamo la piazza principale di Palazzolo, svoltando a destra in Via Santissima Trinità e usciamo dal paese.
Imbocchiamo la strada di campagna, passiamo sotto la tangenziale e continuiamo su un percorso protetto che costeggia il fiume e alcuni canali di irrigazione. Svoltiamo a destra in Via Pontoglio e raggiungiamo il centro del paese. Nel tratto fra Palazzolo e Pontoglio è possibile fare una sosta sul fiume alla località “Prati Verdi” con bar-ristorante e area attrezzata.

Partenza: Paratico
Arrivo: Pontoglio
Difficoltà: medio facile, percorribile con city bike
Lunghezza: 18 km
Tipo terreno: asfaltato

Seconda tappa

Usciti dal centro di Pontoglio, percorrendo Via Garibaldi, costeggiamo il fiume Oglio e arriviamo agli impianti sportivi; svoltiamo a destra in Via Maglio e costeggiando un’ampia ansa dell’Oglio, raggiungiamo la centrale elettrica.
Giriamo a sinistra su un breve raccordo sino al sottopasso della ferrovia e imbocchiamo un lungo rettilineo che ci porta a Urago d’Oglio. Giunti alle prime case del paese svoltiamo a destra, incontriamo il sottopasso, dopo il quale saliamo in Via Umberto I e raggiungiamo la piazza principale, dove possiamo ammirare l’ingresso del Castello Martinengo.
Usciamo dalla piazza a destra scendendo lungo Via Dosso, in direzione della campagna; il percorso si avvicina per un breve tratto al fiume, prima di distaccarsene, per poi dirigersi verso Rudiano. Entriamo in Rudiano da Via Lavoro ed Industria, al primo incrocio svoltiamo a destra in direzione del fiume, scendendo in Via Europa che continua con Via della Rocca (volendo si può fare una breve pausa lungo il percorso vita sull’argine del fiume, seguendo la Via Fiume Oglio). Superata la breve salita di Via Marconi, torniamo in paese, svoltiamo a destra percorrendo il Vicolo Molino e il Vicolo Chiesa, per poi imboccare in discesa Via Madonna in Pratis; in prossimità del Santuario Madonna in Pratis, rientriamo in paese, salendo per un piccolo sentiero a sinistra in salita, percorriamo Via Campoforte fino al cimitero, dietro al quale, inizia il percorso asfaltato (Via San Martino) che si snoda tra i campi e ci conduce nel territorio del comune di Roccafranca. Raggiunto l’incrocio con Via Gerre, svoltando a destra è possibile raggiungere il centro di Roccafranca, mentre prendendo a sinistra, si prosegue sulla ciclabile. Nei pressi della diga sul fiume Oglio, nel periodo estivo è aperto un punto ristoro. La ciclabile di Via Pallavicina continua in direzione di Orzinuovi, devia a destra in Via Montagnola e termina all’incrocio con Via Vecchia. Da qui, girando a destra si può arrivare sulle sponde del fiume, mentre svoltando a sinistra continuiamo il nostro percorso raggiungendo la zona residenziale di Orzinuovi.

Partenza: Pontoglio
Arrivo: Orzinuovi
Difficoltà: medio facile, percorribile con city bike
Lunghezza: 24,4 km
Tipo percorso: asfaltato – sterrato

Terza tappa

Percorriamo Via Vecchia in direzione centro paese, prendiamo la prima via che incontriamo sulla sinistra (Via Salvator Allende), proseguiamo per questa strada, voltiamo a destra, imbocchiamo l’ultima via a sinistra (Via Sandro Pertini) per raggiungere Via Internazionale e il rondò che ci immette sulla ciclabile del paese Orzinuovi-Barco (in direzione Soncino).
Seguire il percorso che si snoda tra campi coltivati, cascine e chiesette fino ad arrivare a Barco, frazione di Orzinuovi, sotto il castello Martinengo. All’incrocio, prendiamo a sinistra su una breve salita che porta in paese e usciamo dalla frazione, girando all’incrocio a destra. La strada asfaltata costeggia la cascina Martinenghe e ci porta a Bompensiero, frazione di Villachiara; oltrepassiamo l’arco e attraversiamo il paese, fino ad arrivare a una discesa, dopo la quale inizia un bellissimo tratto di strada sterrata. La si percorre per circa 5 Km fino ad arrivare ad un incrocio. Girando a sinistra è possibile raggiungere la frazione Villagana di Villachiara, mentre voltando a destra, si continua sulla ciclabile che si fa asfaltata ed arriviamo ad Acqualunga, frazione di Borgo San Giacomo. Arrivati nei pressi del mulino, svoltiamo a destra verso il fiume Oglio, dopo 400 mt giriamo a sinistra, proseguendo per la strada asfaltata che ci porta alla periferia di Quinzano d’Oglio.

Partenza: Orzinuovi
Arrivo: Quinzano d’Oglio
Difficoltà: facile, percorribile con city bike
Lunghezza: 21,9 km
Tipo percorso: asfaltato – sterrato

Quarta tappa

Attraversiamo Quinzano d’Oglio percorrendo la ciclabile del paese, oltrepassiamo la zona artigianale, seguendo la strada principale per Pontevico, fino ad incontrare una breve discesa che porta su di un viale alberato. Da qui svoltiamo a sinistra su una strada secondaria che, costeggiando campi e cascinali ci porta a Monticelli d’Oglio, frazione di Verolavecchia. Arrivati all’incrocio lungo la strada sotto il castello di Monticelli d’Oglio, prendiamo a destra in salita, sino ad arrivare alla bellissima piazza principale del paese. Usciamo dalla frazione, prendendo a destra la strada in discesa che permette di arrivare sulle rive dell’Oglio, dove un tempo esisteva un traghetto, che consentiva il collegamento con la sponda cremonese. Continuiamo sulla strada principale fino ad incontrare una deviazione a destra, in direzione Pontevico.
Percorriamo la S.P.64 fino ad arrivare in paese, imbocchiamo Via Marconi sino a Piazza Mazzini, da dove è possibile ammirare il castello di origine medioevale. Proseguiamo in discesa, oltrepassiamo il Museo del Maglio fino ad uscire dal centro storico di Pontevico.

Superato il cimitero prendiamo la prima strada asfaltata a destra; dopo un tratto abbastanza lungo, la strada diventa sterrata fino all’inizio della frazione Chiesuola di Pontevico.
Segue una breve salita asfaltata che attraversare il paese per poi superare il sottopasso dell’autostrada Brescia-Cremona. La ciclabile continua su strada asfaltata: in questo tratto basta seguire l’indicazione Ciclabile. Superata la località Dossi e giunti ad un bivio, girare a destra in modo da trovarsi di fronte al Santuario della Madonna del Gavatino, e poi subito a sinistra. Proseguire su strada asfaltata fino ad incontrare un incrocio, voltare a sinistra, fiancheggiando la cascina Fienil Bianco, superata la quale la strada curva ancora a sinistra; proseguire dritto fino ad incontrare la prima strada sulla destra, girare. La ciclovia permette così, dopo un breve tornante sterrato vicino alla Cascina Costa, di arrivare in prossimità di Alfianello, in Via Chiesa. La strada si fa asfaltata, e procede in direzione Seniga. Girare a sinistra in via Feniletto, che in breve tempo porterà nel centro del paese. Seguire le indicazioni per il cimitero: arrivati alla rotonda proseguire dritto (seconda uscita) e voltare alla prima strada a destra (Via Palazzine); il percorso continua seguendo la strada sterrata principale che si snoda in mezzo a campi coltivati e terrazze alluvionali costeggiando il fiume Oglio, fino ad incrociare un’altra strada principale (Via Goraro): voltare a destra, passare la cascina e prendere la prima a sinistra. Questo tratto prevede l’attraversamento di un cascinale: è quindi opportuno prestare attenzione ai mezzi agricoli in transito. Superata la cascina voltare a destra, procedere dritto in Via Canove in Regona in direzione del fiume Mella, in prossimità di un bivio, mantenere la sinistra in modo da raggiungere in breve tempo il ponte ciclopedonale sul Mella, punto di raccordo con Ostiano primo paese della ciclabile del Parco Oglio Sud.

Partenza: Quinzano d’Oglio
Arrivo: Regona
Difficoltà: medio facile, percorribile con city bike
Lunghezza: 28,2 km
Tipo percorso: asfaltato – sterrato

Anello sul fiume Oglio Palazzolo-Orzinuovi

Partenza dal parcheggio in Via Santissima Trinità a Palazzolo Sull’Oglio, risalita leggera sulla strada fino ad un arco sotto il provinciale dove inizia la ciclabile, si prosegue su strada asfaltata con tratti di sali e scendi con arrivo a Pontoglio, si prosegue attraversando il paese di fianco al fiume Oglio e seguendo i cartelli indicatori tra vari cascinali si raggiunge Urago d’Oglio.

Da Urago discesa leggera davanti alla chiesa proseguendo sempre su strade asfaltate di traffico limitato si arriva a Rudiano. Nuovamente leggera discesa fino ad arrivare all’argine del fiume Oglio, si prosegue su strada di campagna con un susseguirsi di attraversamenti tra diverse cascine e incroci fino ad arrivare ad Orzinuovi centro.

Lunghezza percorso: 65 Km andata e ritorno
Tipo di percorso: asfalto 70% – strade sterrate di campagna 30%
Bici consigliate: mountain bike – city bike

Il fiume Oglio tra Paratico e Palazzolo

Dalla chiesa parrocchiale di Paratico si seguono le indicazioni della pista ciclabile Paratico-Palazzolo: si esce dall’abitato e si giunge alla chiesetta del cimitero. Una stretta strada di campagna che costeggia il cimitero a sinistra ci porta verso Capriolo.

Sotto di noi scorre il fiume Oglio e la vista spazia sulle colline della Valcalepio in territorio bergamasco. Si giunge in fondo ad una lunga discesa, si attraversano il passaggio a livello e la zona artigianale. Si svolta a sinistra per via A. Niggeler attraversando nuovamente i binari, impegnandosi in una salita a curve per 500 metri che conduce nella zona residenziale di Capriolo. Prestando particolare attenzione alla segnaletica verticale ed orizzontale, per evitare di perdere la direzione, si prosegua per circa un chilometro fino a raggiungere via Urini. Percorsa la stessa, si svolta a sinistra seguendo viale Case e poi via S. Stefano, una tranquilla strada asfaltata dove è difficile incrociare automobili. Un lungo rettilineo conduce al sottopasso autostradale e, proseguendo sulla pista ciclabile, si supera il passaggio a livello della ferrovia Paratico-Palazzolo.

Una piccola strada che costeggia il fiume ci porta con poche pedalate nel centro della cittadina di Palazzolo dove è posto il punto d’arrivo. Si consiglia una sosta ristoratrice nel vicino parco delle Robinie.

Difficoltà: Medio Escursionistico
Tempo: 1,30 h
Durata: Fino a 2 ore
Distanza: 20 km
Tipo di bicicletta: tutte
Località di partenza: Paratico
Località di arrivo: Palazzolo

Sentiero campestre da Soncino di 20 km

Si parcheggia presso il ristorante Pedrera, che, provenendo dalla vecchia statale Orzinuovi-Soncino si trova poco dopo il ponte sull’Oglio. Dal parcheggio torniamo indietro e dopo qualche decina di metri prendiamo un sentiero a fianco di un piccolo affluente e, costeggiando il fiume verso valle, ci portiamo sotto il ponte della vecchia statale Soncino-Orzinuovi; subito dopo oltrepassiamo una sbarra e aggiriamo la vecchia colonia per poi trovarsi su un comodo sterrato carrozzabile a fianco dell’Oglio.
Al km 2,3 giriamo a destra per un sentiero che entra in un pioppeto. Il sentiero gira a sinistra e ci riporta lungo la sponda sempre su larga sterrata che al km 5,3 abbandoniamo per girare a destra su un breve sentiero che entra in un bosco di Pioppi e Robinie; di lì a poche decine di metri superiamo un guado salendo poi sulla massicciata.
Al km 7 il sentiero piega a destra in discesa staccandosi leggermente dal fiume per poi, entro 300 metri, riavvicinarsi alla sponda. Il piccolo sentiero si fa più difficile e si immette nel bosco, ritornando dopo poco vicino all’Oglio. Sempre seguendo la corrente, al km 8,6 superiamo un piccolo guado; al km 9 siamo su comoda sterrata ed arriviamo al canale proveniente da Genivolta.
Al km 11, superata la piccola centrale idroelettrica, svoltiamo a destra salendo sul ponte del canale per seguire la “ciclabile delle città murate”, che seguiremo in direzione Soncino, lambendo cascine dedite all’allevamento di bovini e suini.
Al km 15 la strada si fa asfaltata; lambisce un lago artificiale ed in poche curve ci porta sulla sponda del fiume, arrivati al quale ritroveremo il sentiero percorso prima.

Partenza e arrivo: Soncino (CR)
Difficoltà: medio-facile, percorribile in mountain bike ed a piedi
Tipo di terreno: 90% sterrato 10% asfaltato
Distanza: km 20

Punti di interesse

  • Rocca Sforzesca del XV secolo, splendido esempio di architettura difensiva, presenta un grande cortile quadrato e un antistante rivellino, quattro sono le torri, di qui una sola quadrata.
  • Museo della Stampa, qui è avvenuta la stampa della prima Bibbia Ebraica completa. Il museo si suddivide in tre sezioni: la prima dedicata alla celebre famiglia degli stampatori, la seconda ad un approfondimento delle tecniche di stampa e di incisione, la terza alle incisioni d’arte.
  • La Soncino Sotterranea con il Baluardo di San Giuseppe, struttura sotterranea militare a difesa della Porta Sud di San Giuseppe, i vani nel piazzale antistante la Rocca, le strutture visitabili nell’ex convento domenicano di San Giacomo e i Dongoni sulle mura nord.
Sentiero campestre da Soncino di 34 km

Si parcheggia presso il ristorante Cicero, che, provenendo dalla vecchia statale Orzinuovi-Soncino  si trova dopo il ponte sull’Oglio. Si imbocca la discesa verso l’Oglio, al termine della quale sulla destra si oltrepassa una sbarra giungendo su sterrata; aggiriamo la vecchia colonia e ci si trova su un comodo sterrato carrozzabile a fianco dell’Oglio. Lo seguiremo ora per diversi km fino al bivio per Azzanello.

Al km 2 giriamo a destra per un sentiero che entra in un pioppeto. Il sentiero gira a sinistra e ci riporta lungo la sponda, su una larga sterrata, che al km 5 abbandoniamo per girare a destra per un breve sentiero che entra in un bosco di Pioppi e Robinie; di lì a poche decine di metri superiamo un guado salendo poi sulla massicciata, girando a sinistra e riportandoci, dopo aver costeggiato una “morta”, al fiume, che continuiamo a mantenere alla ns sinistra.

Lo seguiremo ora per diversi km fino al bivio per Azzanello. Al km 2 giriamoper un sentiero che entra in un pioppeto. Il sentiero gira a sinistra e ci riporta lungo la sponda, su una larga sterrata, che al km 5 abbandoniamo per girare a destra per un breve sentiero che entra in un bosco di Pioppi e Robinie; di lì a poche decine di metri superiamo un guado salendo poi sulla massicciata, girando a sinistra e  riportandoci, dopo aver costeggiato una “morta”, al fiume, che continuiamo a mantenere alla ns sinistra. Al km 6,5 il sentiero piega a destra in discesa, staccandosi leggermente dal fiume per poi, entro 300 metri, riavvicinarsi alla sponda. Ora il piccolo sentiero si fa più difficile e si immette a destra nel bosco, ritornando dopo poco vicino all’Oglio.

Sempre seguendo la corrente, al km 8,15 superiamo un piccolo guado, per arrivare al km 9 su comoda sterrata che ci porta al canale proveniente da Genivolta: lo valichiamo tramite ponte, giriamo a sinistra costeggiando l’ultimo tratto del canale fino alla sua immissione nell’Oglio. Al km 10,5 la larga sterrata diventa un sentiero ed al km 11 si varca un piccolo ponte: ora il sentiero è alto sul fiume per divenire poi comoda sterrata.

Al km 11,76 si abbandona l’Oglio su strada asfaltata che porta ad Azzanello, paesino che attraversiamo in direzione Castelvisconti: prima di raggiungere quest’ultimo ad un incrocio, si gira a sinistra in leggera discesa per Acqualunga, che guadagneremo dopo aver oltrepassato il ponte sul fiume per giungere sulla sponda bresciana dell’Oglio.

Ad Acqualunga, in prossimità di un vecchio mulino, svoltiamo a sinistra imboccando la ciclabile verso Orzinuovi. Al km 20,64 la strada curva a destra in direzione della vicina Villagana: giriamo a sinistra per una sterrata il cui inizio è “marcato “ da un grande Pioppo. La sterrata in breve diventa un sentiero molto divertente che passa nella riserva naturale dell’”Isola Uccellanda”, uno dei luoghi più suggestivi del Parco.

Al km 25,9 compare un piccolo stagno, il laghetto dell’”Antes” dove fino a pochi decenni or sono passava il fiume che erose il terreno della cascina omonima. Oggi il laghetto è coperto da nannuferi, ninfee che da maggio a settembre mostrano i loro vistosi fiori gialli. Lo stagno ospita numerose specie di pesci, rane e crostacei.

Al km 27,19 si passa su un piccolo ponte in legno; al km 29,63 incrociamo una sterrata che a destra ci porta verso il vicino Castelbarco: svoltiamo invece a sinistra per riavvicinarci al fiume.

Al km 30,08 il sentiero ci viene segnalato da strisce bianche e rosse sulle piante (siamo nel Bosco di Barco) che continuiamo a seguire fino al km 32,61, dove si lascia la sterrata e si svolta a sinistra su ciclabile asfaltata che percorriamo fino ad incontrare, al km 33,35, la vecchia statale Orzinuovi – Soncino: si gira a sinistra ed in breve si ritorna al parcheggio.

Partenza e arrivo: Soncino (CR)

Difficoltà: medio-facile, percorribile in mountain bike

Tipo di terreno: 80% sterrato 20% asfaltato

Distanza: km 33,87

Punti di interesse

  • Bosco della Marisca. L’area è costituita da una fascia boscata che si estende lungo la riva destra del fiume Oglio. La parte più pregevole della riserva è costituita da una lunga lanca fluviale.
  • Lanche di Azzanello. Questa zona palustre é concentrata attorno a due rami fluviali abbandonati di notevole estensione, che nel loro complesso coprono una  lunghezza di oltre un chilometro. Le due lanche testimoniano la presenza di un antico alveo attivo del fiume, che ora scorre più a nord, costretto da una lunga massicciata d’argine. La lanca principale è alimentata dalla roggia Tinta, confine naturale meridionale della riserva. L’area è attrezzata con pannelli didattici.
  • Isola Uccellanda. E’ prevalentemente occupata da un bosco misto, soprattutto Farnia e Pioppo nero, alternati a zone dove é forte la presenza di Olmi, Robinie, Pioppi bianchi, Salici bianchi e Ontani neri. Nella riserva sono presenti alcune Ginestre, ormai rarissime nella pianura bresciana. Nel sottobosco si possono trovare diverse specie arbustive, quali Pungitopo, Biancospino, Prugnolo, Longiunello,  sambuco, Nocciolo, Fusaggine, Acero campestre, Pincerlino, Rose selvatiche, Amorfa, Rovi.
  • Bosco di Barco. Un terreno molto sconnesso a causa delle piene del fiume che danno origine alla formazione di diverse lanche stagionali.

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Ciclopercorsi in Franciacorta

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Scoprire la Franciacorta lentamente, in sella alla tua bicicletta, concedendosi il tempo di fermarsi a visitare un’abbazia, un castello o una cantina.
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Proponiamo itinerari che si snodano in tutta la Franciacorta, dal lago d’Iseo a Brescia.
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Guida privata con bike 4 ore per itinerari specifici: € 150 a forfait o € 250 per 8 ore

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  • 1 giorno/24 ore: € 20 il giorno successivo: € 13
  • 3 giorni: € 40
  • 5 giorni: € 60
  • 7 giorni: € 80
  • 10 giorni: € 100

Organizzazione tecnica: Destinazione Sole

ITINERARIO 1: TOUR AD ANELLO CON PARTENZA DA ISEO

Il nostro tour inizia ad Iseo, prendiamo a destra per la ciclabile fino a raggiungere via Colombera, ammirando a destra le Lamette e il lago, a sinistra le Torbiere del Sebino. Passeremo da Cremignane e alla fine della leggera salita raggiungiamo Clusane d’Iseo percorrendo la strada ciclabile Brescia-Paratico.
Ci immettiamo sulla strada provinciale per Sarnico e arriviamo al paese di Colombaro, oltrepassato il quale, affianchiamo sulla sinistra un ampio vigneto.
Continuiamo su questa strada, in parte alberata, fino ad arrivare a Nigoline, poi incotreremo Adro. Dopo la chiesa parrocchiale, possiamo deviare a destra e imboccare una breve strada acciottolata, che porta verso Palazzo Torri e la chiesa di S. Eufemia. Se invece proseguiamo lungo il nostro percorso, imbocchiamo una strada in mezzo ai vigneti. Dopo poche pedalate troviamo, arriveremo al piazzale del Santuario Madonna della Neve.
Giunti alla sommità di una dolce collina percorriamo un tratto in discesa, i vigneti che ci circondano ci conducono a una cantina il cui cancello d’ingresso è stato creato dall’artista Arnaldo Pomodoro. Proseguiamo e allo stop ci immettiamo a destra sulla strada provinciale che percorreremo per 200 metri.
Dopo aver superato alcune attività commerciali sulla sinistra, imbocchiamo la strada per Calino. Proseguendo sempre diritti arriviamo al Monumento dei Caduti e poi giriamo a sinistra seguendo il cartello stradale che indica “Valli” e via Torre. Dopo la discesa e il passaggio a livello, giriamo a sinistra. Dopo una breve salita, raggiungiamo Bettolino di Monterotondo e allo stop giriamo a sinistra seguendo le indicazioni per Provaglio d’Iseo e la strada provinciale 49. Continuiamo diritti per 700 metri per poi deviare a sinistra in via Cimitero. In fondo alla discesa, dopo il passaggio a livello, raggiungiamo Borgonato, sede di due storiche cantine. Proseguiamo, giriamo a destra in via Dosso in discesa, e, alla rotonda, giriamo a sinistra verso Nigoline.
Passata la zona artigianale, alla rotonda curviamo a destra, costeggiando alla nostra destra il muro di cinta di villa Panciera-Zoppola, per poi imboccare diritti via Grumi. Seguiamo le indicazioni per Timoline-Centro Sportivo. Allo stop svoltiamo a sinistra, proseguiamo in via Dalla Chiesa, passiamo alla nostra destra il parco acquatico Acquasplash e, allo stop successivo, affrontiamo un lungo rettilineo che ci porta verso il centro di Timoline. Raggiunta una grande rotonda, vediamo davanti a noi la Parrocchiale e imbocchiamo la strada per Provaglio d’Iseo, fiancheggiata da vigneti e cantine. Prima del passaggio a livello, giriamo a sinistra, per immetterci nel percorso ciclabile Brescia-Paratico, che costeggia la Riserva Naturale delle Torbiere (2 km di sterrato). Seguiamo la strada tenendo alla nostra sinistra il centro commerciale; arrivati allo stop della provinciale 11, la attraversiamo, e dopo una leggera salita, raggiungiamo Cremignane. Ripercorriamo per pochi chilometri la strada fatta all’inizio (via Colombera) per ritornare al punto di partenza, dopo aver percorso circa 30 km.

Tempo medio percorrenza: 2 ore e 30 minuti / 2 ore e 40 minuti.
Difficoltà tecniche: Nessuna.
Ciclabilità: percorso su strade asfaltate ad eccezione del breve tratto nella Riserva Naturale Torbiere del Sebino, adatto a qualsiasi fascia di età.
Periodo consigliato:Tutto l’anno.
Lunghezza:30 km.
Luogo di Partenza e Arrivo: Iseo

ITINERARIO 2: TOUR AD ANELLO CON PARTENZA DA SAIANO

Parcheggiamo l’automobile nel parcheggio davanti all’Abbazia Olivetana di San Nicola a Rodengo Saiano. Dopo una visita all’Abbazia (uno dei più imponenti complessi monastici d’Italia, ricca di tesori d’arte), imbocchiamo con la nostra bicicletta via Brescia e, dopo il sottopasso in discesa, proseguiamo per il centro di Rodengo Saiano fino alla prima rotonda. Davanti a noi troviamo la strada per Monticelli Brusati/Ome. Siamo in via Dionigi e, raggiunto l’edificio di una cantina, giriamo a sinistra in via Cantarane, costeggiando per un lungo tratto l’imponente muro di villa Fenaroli. Quando la strada si ricongiunge con la Provinciale 46, giriamo a sinistra e proseguiamo fino alla rotonda. Giriamo ancora a sinistra per Monticelli Brusati fino a incontrare, sulla sinistra, il Maglio Averoldi. Dopo alcune curve tra i vigneti, imbocchiamo, a destra, la stretta strada per Villa, attraversando l’interessante antico borgo omonimo, sede di una cantina. Allo stop giriamo a destra, seguendo le indicazioni per il centro del paese e raggiungiamo la frazione Torre. Superiamo la rotonda e giriamo a sinistra per Provezze, percorrendo una piacevole strada circondata da vigneti. Fiancheggiamo, sulla sinistra, palazzo Pisa, dov’è possibile fare una deviazione verso l’antica contrada di Persaga.
Il nostro itinerario principale porta invece alla rotonda di Provezze da cui proseguiamo diritti sulla strada principale. Dopo la prima curva in salita, è possibile fare ancora una deviazione verso l’antica contrada di Sergnana. Proseguendo invece lungo il nostro percorso, imbocchiamo una piacevole discesa e arriviamo fino a Zurane. Superata la frazione, allo stop giriamo a destra in via Matteotti, al termine della quale, sempre a destra, entriamo nel centro di Provaglio d’Iseo. Continuiamo sempre diritti e dopo aver superato alcune rotonde, raggiungiamo il monastero di San Pietro in Lamosa. Dopo la doverosa visita al monastero, proseguiamo verso sud e, alla rotonda della Santella, andiamo diritti, mentre alla successiva giriamo a sinistra. Proseguiamo per 100 metri fino a svoltare a destra lungo la pista ciclabile Brescia-Paratico che, con leggeri saliscendi, si snoda fra le colline e la zona industriale di Provaglio d’Iseo. Allo stop proseguiamo diritti per via Marana e poi per via Franciacorta: qui, una leggera salita di 300 metri, ci consente di raggiungere la strada che porta, ancora in leggera salita, a destra verso Monterotondo in via Mameli.
Prima di entrare nel piccolo paese giriamo a sinistra in via San Giorgio e, passati sotto ad un arco, scendiamo tenendo la destra. Allo stop svoltiamo a sinistra continuando a seguire i cartelli della pista ciclabile Brescia-Paratico, la cui lunga discesa ci porta alla rotonda di Passirano; giriamo a sinistra seguendo le indicazioni per Camignone e, dopo circa 1 km, raggiungiamo la contrada Barboglio, sede di una cantina. Proseguiamo fino alla rotonda, giriamo a destra per il centro del paese e continuiamo fino al semaforo. Svoltiamo a destra in via Chiesa e poi in via Diaz, nuovamente a destra in via Risorgimento che, dopo una curva, si restringe. Proseguiamo nel borgo e dopo aver superato la maestosa villa Catturich Ducco, all’indicazione della pista ciclabile, svoltiamo a destra seguendo la strada fra i vigneti che si snoda, in leggera salita, fino al termine di via San Martino. Allo stop svoltiamo a sinistra per il centro di Passirano ritornando in via Diaz per poi seguire per via Marconi. All’incrocio giriamo a destra per via Garibaldi, che attraversa il centro, passando davanti al Municipio e alla Chiesa parrocchiale. La successiva via Libertà, in leggera salita, ci porta a sinistra verso via Castello dove, da un viale alberato, si vede il castello di Passirano.
Dopo averlo oltrepassato, svoltiamo a sinistra per via Parri, stretta e in discesa. Al termine della via svoltiamo a destra per via Roma, pedaliamo in leggera discesa e, superato il passaggio a livello, giriamo a sinistra in direzione Paderno Franciacorta. Ci addentriamo in via Cavour tra campi coltivati, notando sullo sfondo, a sinistra, le prime propaggini delle Prealpi bresciane, fino ad arrivare alla prima rotonda del paese dove vediamo, sulla sinistra, la Parrocchiale. Proseguiamo diritti per il centro seguendo i cartelli in direzione Castegnato.
Per alcuni chilometri pedaliamo fra zone residenziali e campagna. Alla rotonda tra via del Pavione e via Cascina Croce, imbocchiamo via Trento. Superata la zona artigianale, poco prima del cartello che indica la fine di Paderno Franciacorta, giriamo a sinistra in via Tre Cortili. Attraversando uno sterrato, ci portiamo verso un gruppo di cascinali fino ad incrociare, allo stop, via Giardini. Teniamo la destra, ritorniamo sulla strada asfaltata e attraversiamo il passaggio a livello. Proseguendo su una via alberata, in mezzo ai campi coltivati, arriviamo a un incrocio, dove teniamo ancora la destra fino a raggiungere il cartello di Rodengo Saiano. Prendiamo in salita la rotonda e a sinistra, superato il cavalcavia, ci portiamo verso il centro del paese e all’Abbazia, dove si conclude questo piacevole tour.

Tempo medio percorrenza: 2 ore e 30 minuti.
Difficoltà tecniche: Nessuna.
Ciclabilità: Percorso che si svolge integralmente su strade lontano dal traffico, adatto a qualsiasi fascia d’età.
Lunghezza: 30 km.
Luogo di Partenza e Arrivo: Saiano.

ITINERARIO 3: TOUR AD ANELLO CON PARTENZA DA CLUSANE D’ISEO

Dal parcheggio posto lungo la Statale Iseo-Paratico, dopo il secondo semaforo di Clusane d’Iseo, prendiamo a sinistra la ciclabile Brescia-Paratico, fino a raggiungere il semaforo pedonale all’inizio di Paratico. All’altezza di via Tengattini prendiamo a sinistra e, lungo una strada in leggera salita, ci inoltriamo nella frazione. Al semaforo proseguiamo diritti in via Martiri della Libertà. Alla nostra sinistra possiamo ammirare, su una collinetta coperta da fitta vegetazione e vigneti, i ruderi del castello Lantieri. Una salita impegnativa di 500 metri ci porta nel centro del paese, seguiamo a destra via Gorizia e, in discesa, arriviamo a una rotonda. Da qui, svoltando a sinistra, seguiamo le indicazioni della pista ciclabile Paratico-Palazzolo in via Don Gino Moioli. Dopo aver oltrepassato a destra la Parrocchiale, è doverosa una breve sosta per ammirare la sponda meridionale del lago d’Iseo tra Sarnico e Paratico. Alla rotonda, a sinistra, seguiamo ancora i cartelli della ciclabile, uscendo dall’abitato e raggiungendo la chiesa di S.Pietro, dove una stretta strada di campagna, che passa accanto al cimitero, ci porta verso Capriolo. Sotto di noi scorre il fiume Oglio e la vista spazia sulle colline della Valcalepio in territorio bergamasco.
Giunti in fondo a una lunga discesa, attraversiamo il passaggio a livello e la zona artigianale. Giriamo a sinistra per via Niggeler, attraversando nuovamente i binari e impegnandoci in una nuova salita a curve per 500 metri. Alla rotonda svoltiamo a sinistra in via Roma e, giunti alla Santella di S. Carlo, giriamo a destra in via Vittorio Emanuele, una lunga strada del centro storico fiancheggiata, a sinistra, dalla Parrocchiale e dalla torre campanaria e, a destra, dal Municipio. Imbocchiamo a sinistra via Balladore in salita e poi via Paratico, caratterizzata da portici, cortili, case in pietra e finestre di ferro battuto. Giunti all’altezza di via Colzano, i più ardimentosi possono arrivare fino al Castello, proseguendo in salita per 600 metri: dall’alto la vista spazia sulla Franciacorta e la bergamasca. Tornati in via Colzano, passiamo sotto una volta e andiamo in discesa verso la conca.
Al ponticello su un canale giriamo a sinistra per campi coltivati e vigneti. Facciamo particolare attenzione alla prima deviazione (non ci sono cartelli indicatori) e giriamo a destra, in leggera salita tra filari di vite. Raggiunta un’abitazione in pietra proseguiamo a destra. La stradina scende, fresca e ombrosa, in un boschetto di robinie e castagni fino a giungere davanti a una vecchia fornace ora trasformata in cantina.
La strada si allarga e raggiungiamo l’abitato di Adro, dove termina la lunga via Colzano e, alla Santella, giriamo a sinistra in via Dandolo. Giunti all’altezza del Municipio, antica residenza della famiglia Dandolo, svoltiamo a destra sulla provinciale, seguiamo le indicazioni per il centro del paese, dove alla prima rotonda svoltiamo a sinistra in via Verdi. Allo stop giriamo a sinistra in via Roma. Al termine della via, svoltiamo a destra in via Umberto I e poi in via Simoni che percorriamo fino in via Lazzareto. Andiamo a sinistra in via Carota e in via S.Maria fino allo stretto incrocio con via Cave che imbocchiamo a destra per inoltrarci in salita lungo il rilievo collinare.
Proseguiamo lungo uno sterrato per oltre un chilometro, fino a raggiungere un boschetto di castagni e la chiesa di S.Eufemia. Scendiamo e, raggiunto un tratto in acciottolato, passiamo a destra il muro di cinta di palazzo Torri. Allo stop prendiamo a sinistra via Bonomelli e, subito dopo aver superato la Parrocchiale di Nigoline, giriamo a sinistra in via Leonardo da Vinci, lungo la strada che ci porta all’uscita del paese.
Proseguiamo diritti fino a giungere, dopo un tratto di viale alberato, nell’abitato di Colombaro. Passiamo prima per via Nazario Sauro e poi per il centro in via Manzoni, lasciando a sinistra la Parrocchiale. Ammiriamo alla nostra destra l’ampio panorama di Iseo, Monte Isola e sullo sfondo l’imponente mole del monte Guglielmo. Al termine della strada giriamo a destra e, subito dopo, a sinistra in via Zenighe. Alla rotonda svoltiamo a sinistra per un ultimo strappo che ci conduce a Clusane. La discesa di via Maresciallo Di Bernardo ci porta a concludere questo itinerario.

Tempo medio percorrenza: 2 ore e 30 minuti.
Difficoltà tecniche: Alcuni strappi mettono in affanno chi non è allenato.
Ciclabilità: Percorso che si divide tra asfalto e sterrato su strade lontane dal traffico, adatto a persone con un minimo di preparazione atletica.
Lunghezza: 30 km.
Luogo di Partenza e Arrivo: Clusane d’Iseo.

ITINERARIO 4: TOUR AD ANELLO CON PARTENZA DA ERBUSCO

Parcheggiata l’auto di fronte alla sede della Strada del Franciacorta (Via Verdi, 53 – Erbusco) prendiamo a destra la via in salita. Allo stop proseguiamo diritti per via Verdi, sempre in salita. Alla nostra sinistra possiamo ammirare la splendida villa Lechi e il palazzo Longhi de Carli. Proseguendo in via Verdi in discesa, costeggiamo un lungo muro, giriamo poi a destra per via Metelli, allunghiamo lo sguardo verso il monte Orfano e attraversiamo una zona residenziale.
La strada continua per le vie Villa Nuova e S.Giorgio. Nel piccolo centro della frazione Villa si staglia isolata la torre campanaria: giunti alla rotonda, giriamo a sinistra per via Crocefissa, costeggiata da antichi caseggiati. All’incrocio prendiamo a sinistra in salita via Pedergnano Sotto. Allo stop proseguiamo per la stessa strada, da cui possiamo ammirare i vigneti e il panorama della bassa Franciacorta, poi nuovamente in salita in via Mattina. Allo stop svoltiamo a destra, in discesa, raggiungendo la provinciale per Iseo, che percorriamo per 1200 metri fino all’indicazione per Calino dove, svoltando a destra, un leggero strappo ci porta in via Sala. Qui una strada tra vigneti ci conduce nell’abitato del paese, dove, all’altezza del Monumento ai Caduti, giriamo a destra in via Paolo VI, seguendo le indicazioni per Bornato.
Alla rotonda giriamo a sinistra in via San Michele in discesa; allo stop svoltiamo ancora a sinistra e entriamo nell’abitato di Bornato. Dopo aver attraversato il passaggio a livello, proseguiamo in via Basso Castello e affrontiamo una stretta salita che ci porta al Castello di Bornato, circondato da possenti mura in pietra. Una stradina a destra ci porta verso l’entrata, poi svoltiamo a sinistra lungo una stretta strada acciottolata, in discesa, costeggiata da antichi edifici e muri. Alla fine dell’acciottolato ci inoltriamo a sinistra in una via ombrosa. Allo stop giriamo a destra verso il passaggio a livello e, dopo averlo superato, imbocchiamo una lunga pista ciclabile fino a Barco di Cazzago. Lungo la strada ammiriamo la chiesetta della Madonna della Zucchella.
La pista ciclabile continua per alcuni chilometri fino al semaforo di Cazzago San Martino; superato il passaggio a livello, imbocchiamo via Rizzini, proseguendo ancora sulla pista ciclabile fino alla scultura “La ruota”. Giriamo a sinistra in via Per Rovato, che passa sopra l’autostrada.
Dopo un breve tratto nella zona industriale, seguiamo le indicazioni per il centro di Rovato proseguendo diritti alla rotonda. Al semaforo giriamo a destra in via San Rocco, dove troviamo antiche case con eleganti portoni in pietra. Giunti alla piccola rotonda, ammirando davanti a noi il castello Quistini, svoltiamo a sinistra per via Bonomelli e, prima di attraversare il centro della cittadina, giriamo a destra verso l’area del mercato in viale Conte Eugenio Martinengo Cesaresco. Vediamo ergersi davanti a noi il monte Orfano che sarà al nostro fianco per la restante parte dell’itinerario. Prendiamo in discesa via Martinengo e, su una curva, svoltiamo a destra deviando per raggiungere, dopo un chilometro di strada acciottolata in salita, il convento della Santissima Annunciata. Se non desideriamo raggiungere il convento, possiamo fare una sosta per visitare la chiesa di S. Stefano all’inizio della salita. Tornati sui nostri passi, giriamo a destra in via Bettini che prosegue in discesa per via Gigli. Al termine della via, giriamo a destra per Coccaglio in via Vittorio Emanuele II, arrivando così al centro del paese in piazza Luca Marenzio: a sinistra possiamo notare la torre Romana e a destra la Parrocchiale. Dopo il semaforo, imbocchiamo a destra via Martiri della Libertà (la piccola pista ciclabile ci permette di entrare nonostante il senso contrario) e proseguiamo in via S.Pietro, trovando sulla destra l’omonima chiesetta.
Percorriamo adesso una bella, larga e lunga pista ciclabile fino a Cologne. Al termine, proseguiamo diritti per alcune centinaia di metri, ritrovando la pista ciclabile poco più avanti in via Vittorio Emanuele e in piazza Garibaldi. Seguiamo adesso le indicazioni per Adro e Iseo. Giriamo a destra in via Cappuccini fino a giungere in località Spina, arrivando in via Marconi; al semaforo giriamo a destra seguendo le indicazioni per Erbusco-Rovato e, nuovamente a destra alla rotonda, in via Fontanelle, costeggiata dai vigneti, fino a incrociare, a destra, via Volta in leggera salita. Dopo il sottopasso ci troviamo a Zocco d’Erbusco, in via Costa, e continuiamo a pedalare fino alla strettoia con semaforo che ci permette di attraversare la provinciale. Proprio davanti a noi c’è via Verdi: la seguiamo e sulla destra ritorniamo alla sede della Strada del Franciacorta, dove termina questo piacevole itinerario.

Tempo medio percorrenza: 2 ore.
Difficoltà tecniche: Nessuna ad eccezione dell’acciottolato per raggiungere il convento della Santissima Annunciata (altezza 261 m.s.l.m.).
Lunghezza: 37 km.
Luogo di Partenza e Arrivo: Erbusco.

ITINERARIO 5: TOUR AD ANELLO CON PARTENZA DAL CENTRO DI BRESCIA

Dopo aver attraversato piazza della Loggia, percorriamo via San Faustino fino all’incrocio con via Leonardo Da Vinci; girando a sinistra e, dopo aver percorso tutta la lunga via, arriviamo in via Volturno, superando il fiume Mella. Al termine di via Cristoforo Colombo giriamo a destra in via Zoccolo e poi a sinistra in via Torricella di Sotto in leggerissima salita. Giunti al termine della strada, imbocchiamo subito a sinistra la pista ciclabile che ci porta verso Cellatica (alla nostra destra si può notare il Santuario della Madonna della Stella, dove –se si è ben allenati- si può salire lungo una strada di 2,5 km con pendenze al 15/20%).
Arrivati al semaforo giriamo a sinistra in via Carabioli e imbocchiamo una strada asfaltata che fiancheggia prima la zona industriale e poi si inoltra nei campi. Superato un ponticello, svoltiamo a destra fino allo stop, seguendo poi le numerose indicazioni della pista ciclabile per Paratico. Giunti al termine di via Sale, frazione di Gussago con case medievali e palazzi rinascimentali, seguiamo un’ultima volta le indicazioni della ciclabile, che tra poco andremo ad abbandonare, girando a sinistra alla piccola rotonda in via Monticello e alla successiva rotonda a destra in via Valia. Proprio sulla curva (prestiamo qui massima attenzione) giriamo a sinistra in una stretta via alberata, via Staffoli, dove ritroviamo le indicazioni della pista ciclabile per Paratico.
Una piacevole stradina tra campi di grano e vigneti ci porta, dopo aver attraversato un ponte in legno, verso il lungo e antico muro di cinta del complesso dell’Abbazia di Rodengo Saiano: una visita e una sosta sono d’obbligo per ammirare la Chiesa di S. Nicola e i chiostri.
Risaliamo in bicicletta, iniziando il viaggio di ritorno. Imbocchiamo via Brescia e, dopo il sottopasso in discesa, proseguiamo per il centro di Rodengo Saiano fino alla prima rotonda, dove giriamo a destra in via Ponte Cingoli e via Risorgimento, attraversando tutto il paese. Dopo una piccola strettoia (a destra vediamo la Chiesa di S. Rocco) ci troviamo in via Gussago. Continuiamo fino alla rotonda, proseguendo in via S. Zenone (davanti a noi si erge il Santuario della Santissima) e poi in via Ronco.
La strada sale leggermente e, dopo il cimitero della frazione di Ronco di Gussago, al primo bivio giriamo a destra per affrontare il periplo della Santissima su sterrato (pista ciclabile e percorso vita 3 km).
Arriviamo, sempre a ridosso del colle, alla chiesetta di S. Gaetano Santolino fino a raggiungere via Pinidolo al termine della quale, girando a sinistra, via Nava ci porta, dopo lo stop, in via Richiedei, sempre a sinistra; davanti a noi si nota, in piazza Vittorio Veneto, l’imponente Parrocchiale di S. Maria Assunta con la sua scalinata di marmo e i due leoni. Giriamo a destra in via IV Novembre, seguendo poi le indicazioni stradali per Cellatica e Brescia. Via De Gasperi ci riporta a Cellatica e alla pista ciclabile che abbiamo percorso in precedenza permettendoci così il ritorno verso il centro di Brescia.

Tempo medio percorrenza: 2 ore e 30 minuti.
Difficoltà tecniche: Nessuna.
Ciclabilità: Adatto a qualsiasi fascia d’età.
Lunghezza: 40 km.
Luogo di Partenza e Arrivo: Piazza Loggia – Brescia.

ITINERARIO 6: TOUR AD ANELLO CON PARTENZA DA ISEO – LA GIMONDIBIKE

Con partenza ed arrivo nella cittadina di Iseo, la Gimondibike è sì un percorso permanente minuziosamente segnalato, ma anche l’evento sportivo per antonomasia del lago d’Iseo e della Franciacorta, che ogni anno a fine settembre conta migliaia di partecipanti.

Da via Roma (186 mt s.l.m.), punto di partenza, ci si immette in via Silvio Bonomelli, strada che da Iseo porta a Polaveno (7 Km in salita), passando per le località di Bosine e Marus. Raggiunta un’altitudine di 576 mt s.l.m. si prosegue in discesa verso Provezze e, oltrepassando il colle san Michele, si arriva a Fantecolo e Passirano. Dietro le maestose mura del castello ricetto, si imbocca una strada sterrata che introduce nella splendida zona collinare delle valli di Calino. In questo tratto di particolare suggestione si attraversano terreni coltivati, vigneti e boschi fino ad arrivare a Monterotondo dove si scorge la tappa successiva: la Madonna del Corno sopra l’abitato di Provaglio d’Iseo.

La salita al Monte Cognolo costituisce il tratto più impegnativo, ma anche il più emozionante del percorso. Gettando uno sguardo a sinistra si possono, infatti, ammirare le Torbiere del Sebino in tutto il loro splendore. A questo punto la fatica è terminata e anche il percorso volge al termine con una discesa mozzafiato che ci conduce ad Iseo dove, dopo un breve passaggio tra le vie principali del centro, è posto il traguardo.

Tempo medio percorrenza: 3 ore e 30 minuti.
Difficoltà tecniche: Alta.
Ciclabilità: Tipo di biciclette: mountain bike
Lunghezza: 37 km.
Luogo di Partenza e Arrivo: Iseo

ITINERARIO 7: LA PISTA CICLABILE BRESCIA-PARATICO

Da piazza della Loggia a Brescia parte questo itinerario che, attraverso la Franciacorta, giunge fino a Paratico sul lago d’Iseo. Le numerose indicazioni consentono di uscire tranquillamente dalla città e raggiungere Cellatica e Gussago. Giunti a Rodengo Saiano si consiglia una visita al complesso monastico dell’Abbazia di S. Nicola.
La pedalata prosegue fra campi coltivati fino ad arrivare nel centro di Paderno Franciacorta. Un lungo viale di querce e tigli conduce poi dinnanzi al castello di Passirano e, attraversando una zona collinare coltivata a vigneti, si arriva a Monterotondo e successivamente a Provaglio d’Iseo. Superata la zona industriale e giunti al crocevia con il Santellone, si prosegue a sinistra fino alla ferrovia. Dopo il passaggio a livello, sulla destra, uno sterrato consente di godere da vicino del magico paesaggio della Riserva Naturale delle Torbiere: vigneti e canneti intorno ai laghetti avvolgono di un particolare fascino il silenzioso passaggio della ciclabile fino all’incrocio con la provinciale per Iseo.
Attraversata la provinciale si arriva nella frazione di Cremignane dove appare finalmente il lago. Una tranquilla strada di campagna conduce a Clusane: all’inizio del lungolago, si erge maestoso il castello del Carmagnola.
Ritornati sulla provinciale, percorrendo la ciclabile si arriva a Paratico. Il ponte di collegamento con Sarnico annuncia la fine del lago e del nostro percorso.

Tempo medio percorrenza: 4 ore e 30 minuti.
Difficoltà tecniche: Bassa.
Ciclabilità: Tutti i tii di biciclette
Lunghezza: 30 km.
Luogo di Partenza: Iseo
Luogo di Arrivo: Paratico

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Incisioni rupestri di Capo di Ponte e Bienno

Incisioni rupestri di Capo di Ponte e Bienno

La Valcamonica, ricca di bellezze naturali tipiche delle montagne, è oggi conosciuta soprattutto grazie al suo patrimonio di incisioni rupestri.
Nel corso del tempo, l’uomo ha disseminato il globo di segni grafici per attestare e consegnare al tempo ciò che ha visto, pensato, creduto e comunicarlo in questo modo alla divinità o ad altri uomini.
Bienno è un antico Borgo sito in Provincia di Brescia, nella media Valle Camonica, divenuto famoso in quanto insignito del titolo di “Uno dei Borghi più belli d’Italia”, grazie alle sue numerose bellezze, alle ombreggiate viuzze, ai pittoreschi cortili, alle chiese affrescate, alle verdi montagne ed ai rigogliosi colli che lo incorniciano.

Prima colazione in albergo e partenza per Capo di Ponte, arrivo previsto alle ore 9.30

Visita guidata del Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri situato a Capo di Ponte .

  • Istituito nel 1955, primo parco archeologico italiano, per la tutela e la valorizzazione di uno dei più importanti complessi di rocce con incisioni preistoriche e protostoriche della Valle Camonica. Si estende su una superficie di 143.935 mq in Località Naquane, sul versante idrografico sinistro della Valle Camonica, tra i 400 e i 600 m/slm.
    Al suo interno accoglie 104 rocce, in arenaria levigata dai ghiacciai, incise con alcune delle raffigurazioni più note del repertorio d’arte rupestre della Valle Camonica, riconosciuto dall’UNESCO nel 1979 patrimonio mondiale dell’umanità  per l’unicità del fenomeno e per l’importanza del contributo scientifico che lo studio delle incisioni ha apportato alla conoscenza della preistoria dell’Uomo. L’arte rupestre si sviluppò in Valle Camonica tra la fine del Paleolitico Superiore (tra 13.000 e 10.000 anni da oggi) e l’età del Ferro (I millennio a.C.), epoca di particolare fioritura del fenomeno, che perdurò, tuttavia, anche in età storica, romana, medievale e moderna.
    Il Parco è stato istituito con il fine di tutelare, conservare, valorizzare e promuovere la conoscenza del patrimonio d’arte rupestre.

Ore 12.30 Trasferimento a  BIENNO  per pranzo tipico  presso il ristorante AL MULI’ .

Neo pomeriggio  visita guidata  di uno dei borghi più belli d’Italia.

  • Bienno è il paese del Ferro e dei Mulini. Fin dall’anno Mille il Vaso Re, il canale artificiale che garantisce la forza motrice dei pesanti magli e delle ruote, di cui sono ancora importanti testimonianze il Museo del Ferro e il Mulino Museo come Musei attivi.
    Camminare per il Centro Storico di Bienno significa camminare in un borgo Medioevale di rara bellezza: stretti vicoli, torri, dimore nobiliari, fontane e portali eleganti. Significa perdersi tra gli affreschi del Romanino custoditi nella Chiesa rinascimentale di S. Maria Annunciata, dominati dall’alto dal Colle della Maddalena, dove un maestoso Cristo Re dorato, alto più di 10 mt, veglia sulla Valle e sui suoi abitanti.
  • Pacchetto per gruppi precostituiti di almeno 40 persone
  • Quota a persona: da € 70
  • La quota comprende:
    Bus nel raggio di circa  200 km da Bergamo
    Guida al parco archeologico
    Guida di Bienno
    Ingresso parco archeologico di capo di ponte
    Pranzo tipico con bevande
    Assicurazioni di legge Organizzazione tecnica: DESTINAZIONE SOLE

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Il Lago d’Iseo, la Valcamonica e la Valtellina

Il Lago d’Iseo, la Valcamonica e la Valtellina

Posto ad un’altitudine media di 185 m, lungo 25 km. , largo 4,5 km e profondo 256 m, il Lago d’Iseo occupa il fondo di erosione ed escavazione glaciale della Valcamonica, formato dal fiume Oglio, immissario ed emissario, bagna le terre di Bergamo e Brescia.
Chiamato anche Sebino (“Sebinus lacus” dei Romani), è il settimo d’Italia per estensione.
Il clima è mite e piacevole durante tutto l’anno. Belle da vedere e da scoprire le cittadine rivierasche, ricche di memorie di un passato illustre e di radicate tradizioni.
Il Lago d’Iseo ospita oltre alle isolette di Loreto e S.Paolo, la più grande isola lacustre d’Europa:

  • Periodo proposto: da Maggio a Novembre 2018 70%

Organizzazione Tecnica VALTELLINA HOTELS

  • 1º giorno

Arrivo nella tarda mattinata con Vs. pullman sul Lago di Iseo.
Alle ore 11.30 ca. passaggio in battello da Sulzano-Monteisola. Pranzo libero.
Visita libera a Montisola.
Montisola. si erge sino a 600 m. di altitudine ed ha un perimetro di circa 10 km percorribili a piedi: la circolazione automobilistica è limitata ai soli mezzi pubblici. Un servizio di battelli e di traghetti la collegano con la terraferma. Pittoreschi borghi di pescatori con viuzze selciate e sobrie architetture tra oliveti, vigneti e boschi di castagni ed originali nuclei rustici dove portali , loggiati, cortili e sottopassi disegnano scorci di rara bellezza. Su un alto sperone si erge la rocca Oldofredi-Martinengo (XIV-XVI sec.). A Siviano spicca la torre medievale del Mertinengo; vicino al porticciolo la suggestiva villa Ferrata del ‘500. Sulla vetta a 600 m. di altitudine il santuario della Madonna della Ceriola.
Rientro in battello a Sulzano. Incontro con Vs pullman e partenza per la Valcamonica
Capo di Ponte – Incontro con la nostra guida per la visita al Parco Mondiale delle Incisioni Rupestri – Patrimonio Mondiale dell’ Unesco (Biglietto d’ingresso da pagare direttamente in loco)
La Storia nella Roccia. Oltre 300.000 incisioni rupestri, attualmente note su centinaia di rocce fanno della valle Camonica uno straordinario teatro di arte rupestre, tale da farle guadagnare nel 1979 l’inserimento nella Lista del patrimonio Culturale Mondiale dell’UNESCO. Santuario per eccellenza è la collina di Naquane situata a Capo di Ponte. Più di 100 rocce, alcune delle quali maestose, emergono dal dorso collinare, in un ambiente di splendida natura prealpina. Ombrosi sentieri, serpeggianti fra betulle, frassini, abeti, castagni e larici, accompagnano nella sorprendente scoperta degli antichi segni, immersi nei sereni silenzi di un luogo integralmente protetto. Qui, nel 1955 lo Stato Italiano ha costituito il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Capo di Ponte: 30 ettari di museo all’aperto. Le rocce del parco, formatesi circa 180-225 milioni di anni fa per grandi accumuli di sabbie, furono levigate dalle glaciazioni succedutesi negli ultimi due milioni di anni. Su queste rocce, trovate lisce ed adatte, l’uomo preistorico ha eseguito figurazioni rituali incidendole con strumenti di pietra e di metallo per secoli e millenni. Più di mille figure costellano il gioiello di Naquane, la Roccia Grande, maestoso altare di fede antica, imponente archivio di notizie per l’uomo contemporaneo. Le incisioni rupestri presenti sulle rocce della Valcamonica coprono un arco di tempo molto lungo, dall’Epipaleolitico (circa 10.000 anni a.C.) fino all’arrivo delle Legioni Romane alla fine del I sec. a.C.
Nel tardo pomeriggio proseguimento per la Valtellina. Sistemazione, a vostra scelta e a seconda della nostre disponibilità, nel centro turistico di Tirano o zone limitrofe.
Tirano graziosa cittadina posta a 450 m. sul livello del mare, è situata al centro della Valtellina alla confluenza dell’Adda e del Poschiavino, al confine di Stato con la Svizzera. Il borgo di fondovalle è immerso nelle coltivazioni tipiche valtellinesi (vite e melo) ed è circondato dalle sue caratteristiche frazioni(Baruffini, Valogna, Gilera e Roncaiola) poste sulle pendici Retiche ed orobiche del sistema delle Alpi. Più sopra il paesaggio è caratterizzato dai folti boschi a tratti interrotti dai numerosi maggenghi. I centri storici del borgo, Tirano-vecchia e madonna, ricchi di testimonianze storiche ed artistiche così come le frazioni, hanno mantenuto strutture e caratteristiche tipicamente valtellinesi.
Crocevia di valli  e sistemi diversi, all’incrocio tra il Passo dello Stelvio, il Passo del Bernina, il Passo dell’Aprica ed il lago di Como, Tirano si è sempre distinta come luogo d’incontro e di scambio di prim’ordine; ne è testimone l’antica piazza della Basilica con le sue antiche e rinomate fiere che fin dal XVIº secolo costituiscono appuntamento importante per italiani e svizzeri.
Assegnazione camere in hotel 3 stelle. Cena. Pernottamento.

  • 2º giorno

Dopo la prima colazione, incontro con la nostra guida 20 min. prima della partenza del Trenino prescelto. Disbrigo formalità doganali. Alle ore 09.00 o 09:40 partenza per il Passo del Bernina/St.Moritz con il Trenino Rosso del Bernina – Patrimonio Mondiale dell’ Unesco in carrozze riservate ad uso esclusivo.
Trenino Rosso del Bernina. Molti lo chiamano il trenino più bello del mondo. Questo forse anche per il fatto che i binari di questo favoloso Trenino Rosso  – in effetti si chiama Ferrovia Retica – portano il turista  sino a quasi toccare il cielo. Questo spettacolare ed indimenticabile percorso ferroviario inizia a Tirano. Salire sul Trenino del Bernina equivale ad entrare in un teatro ed il paesaggio che ci scorre davanti è il palcoscenico che offre uno spettacolo che muta con ritmo pigro.  Non è solo la natura a farsi ammirare ma è anche la ferrovia stessa a dare spettacolo; locomotive e vagoni giocattolo, stazioncine che sembrano fatte a traforo, curve strettissime Vi faranno allungare le mani per afferrare la coda del treno, viadotti e gallerie elicoidali con pendenze a tratti impressionanti. Indubbiamente anche il percorso contribuisce al fascino di questa linea: si leva dal fondovalle valtellinese ai boschi della Val Poschiavo, sino a salire tra i ghiacciai e le vette del Bernina per poi scendere nella sempre incantevole Engadina, sino a Pontresina e Saint Moritz.
Alle ore 11:11 o 12:13 arrivo a St.Moritz. Incontro con Vs. pullman. Tour guidato del lago e della famosa cittadina svizzera.
Saint Moritz m. 1.816 “Top of the world”. Situata in riva ad un pittoresco lago, St.Moritz è universalmente riconosciuta come tra i più eleganti ed attrezzati centri di soggiorno montano del mondo. In una magica atmosfera, al centro della splendida regione dei laghi, in Engadina, s’intrecciano sciccheria, eleganza ed esclusività. Il paesaggio di straordinaria bellezza costellato da 25 laghi alpini e ricco di boschi e ghiacciai, il clima secco e frizzante come lo champagne e l’intensa insolazione, sono la splendida cornice naturale a questa incantevole cittadina. Il Centro di Cure Termali, la consistente offerta culturale, le attrezzature sportive di ogni genere, il Parco Nazionale Svizzero e non da ultimo il carattere cosmopolita della località (il 70% degli ospiti proviene dall’estero), contribuiscono al successo di St. Moritz. Molto interessanti da visitare sono il Museo di Segantini che raccoglie le più importanti opere del celebre pittore ed il museo Engadinese che, allestito in una casa tradizionale ricompone alcuni ambienti ed arredati tipici dell’edilizia della valle
Alle ore 12.30 ca. pranzo in noto e raffinato ristorante nella centralissima Sonne Platz.
Nel pomeriggio proseguimento visita guidata nella famosa cittadina svizzera e nei pittoreschi paesaggi limitrofi.
Rientro con Vs. pullman dal Passo Bernina. Sosta a Tirano per visita al Santuario della Madonna.
Il Santuario della Madonna di Tirano. A Tirano, alla confluenza della Val Poschiavo con quella dell’Adda, sorge maestosa la Basilica della Beata Vergine. Si tratta senza dubbio del monumento più insigne della provincia dal punto di vista artistico, storico ed artistico. Simbolo della profonda religiosità cattolica dei Valtellinesi, meta ancor oggi di pellegrinaggi, è stata edificata a partire dal 1505, nel luogo in cui nel 1504 la Madonna apparve al Beato Mario Omodei, ma fu ultimato solo due secoli dopo. Nel 1927 Papa Pio XI decretò l’elevazione del Santuario a Basilica Romana.
Cena tipica valtellinese. Pernottamento.
Gastronomia Valtellinese. L’antica povertà e l’isolamento geografico della nostra Valle, hanno condizionato anche la cucina locale che è sempre stata una cucina umile ed essenziale, basata su un ridotto numero di ingredienti stagionali. Latte, mais, grano saraceno, segale, orzo, miglio, patate, castagne, verdure offerte dalla natura (insalata, spinaci ed asparagi selvatici), cacciagione, poco pesce e poca frutta erano le materie prime messe a disposizione da un’economia di sopravvivenza.
I piatti più tradizionali che si sono imposti con i loro sapori genuini e caratteristici all’attenzione dei buongustai e che sono ancora tuttora presenti sulle tavole valtellinesi, sono i seguenti: la polenta taragna, preparata con un miscuglio di farina gialla e nera, in proporzioni variabili, a cui vengono aggiunti nell’ultima fase della cottura burro e formaggio grasso; i pizzoccheri, tagliatelle di farina nera condite con burro fritto (aromatizzato con aglio) e formaggio grasso, con l’aggiunta di verdure varie (patate, costole di bietola); gli sciàtt, bignè di farina nera con all’interno un pezzetto di formaggio.
Nella vasta gamma dei salumi merita particolare menzione la bresaola, carne di manzo salata ed essiccata, che viene esclusivamente prodotta nella nostra valle.  Il panorama delle specialità gastronomiche valtellinesi è completato dai funghi porcini, dalle mele, dalle castagne e dal miele con i quali vengono preparati dolci tipici (bisciöla e cupèta).

  • 3º giorno

Dopo la prima colazione partenza con Vs. pullman per il Passo Bernina-Passo della Forcola oppure per Bormio Passo del Foscagno con arrivo a Livigno. Mattinata libera per acquisti in zona extradoganale.
Livigno m. 1.816.  La vasta conca di Livigno si estende dalla Forcola al ponte del Gallo per un totale di 22 km. Le sue case disposte lungo l’asse stradale che si snoda per una decina di chilometri tra il verde dei prati nel periodo estivo ed il candore delle nevi in quello invernale, fanno di Livigno una località unica, suggestiva e caratteristica che si estende  tra i Parchi Nazionali dello Stelvio e dell’Engadina, i più grandi d’Europa, in un contesto unico al mondo. Tutt’altra era l’immagine del paese prima che godesse dell’extradoganalità. La valle, infatti, chiusa nel suo mondo agricolo, rimase praticamente isolata fino al 1952 quando l’accesso era pericoloso, soprattutto nel periodo del disgelo.
Livigno d’estate è la vacanza per tutti e per tutte le età: per i genitori e per i figli, per i nonni e per i nipotini, per chi ama una vita dinamica e sportiva e per chi invece desidera rigenerarsi all’aria frizzante di montagna immergendosi nel contempo nello shopping degli oltre 200 negozi tax-free della zona extradoganale.
Alle ore 12.30 ca. pranzo in un noto ristorante con specialità locali.
Nel pomeriggio rientro dalla Galleria della Drossa per Merano – Bolzano oppure dalla Valtellina – Lecco – Milano – Autostrada. Fine dei servizi.

Periodo proposto:  da maggio a novembre 2018

Servizi Inclusi

  • Passaggio in battello Sulzano – Montisola – Sulzano
  • Visita guidata al Parco delle Incisioni Rupestri di Capo di Ponte (biglietto d’ingresso pagamento diretto)
  • Sistemazione in camera doppia in hotel 3 stelle a Aprica o Tirano o Grosio, secondo disponibilità locali.
  • 1° giorno: cena – pernottamento – 2° giorno: colazione – cena tipica – pernottamento – 3° giorno: colazione – BEVANDE ESCLUSE
  • Guida a disposizione per l’intera giornata per visita a St. Moritz, al Santuario della Madonna
  • Passaggio con il Trenino Rosso Tirano – St.Moritz in carrozze riservate ad uso esclusivo
  • Pranzo a St.Moritz in noto ristorante con bevande incluse
  • Pranzo a Livigno in ristorante con bevande incluse

Quota di Partecipazione per persona
(minimo 30 paganti)

  • Adulti in camera doppia: € 248
  • Adulti in camera singola: € 295
  • Ragazzi 6-12 anni in 3° e 4° letto: € 198
  • Supplemento bevande in hotel: € 2,50 a pasto
  • Supplemento soggiorno in hotel a Bormio: € 15
  • Supplemento Ponti Festivi ed Agosto: € 15
  • Riduzione per itinerari dal lunedì al giovedì (escluso agosto): €  – 10

Verrà riconosciuta 1 gratuità ogni 20 paganti – autista a ns. carico

NB: Le quotazioni sono state calcolate sul cambio euro/franco aggiornato alla data odierna.
In caso di variazioni nel corso del periodo di validità della presente offerta SUNRISE HOLIDAYS si riserva di riadeguare il preventivo.

Organizzazione Tecnica  http://www.welcomeinlombardy.com/valtellina-hotels/

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Padernello a tavola

Padernello a tavola

Cena itinerante degustando il menù da seduti nei tre Ristoranti di Padernello (BS) partendo con un particolare aperitivo di benvenuto, proseguendo con un antipasto di salumi del territorio della Norcineria di Padernello

  • Si tratta di una cena “itinerante” dove gli ospiti degusteranno il Menù da seduti spostandosi, di piatto in piatto, nei tre ristoranti di Padernello, Ristorante La BiancaOsteria Aquila RossaTrattoria Locanda del Vegnot, partendo con un particolare aperitivo di benvenuto, proseguendo con un antipasto di salumi del territorio della Norcineria di Padernello.Una serata unica ed esclusiva, occasione diversa per assaporare e scoprire le tradizioni e i sapori della Bassa Bresciana e dei vicini territori, in un borgo lontano dallo stress cittadino, dove ritrovare la presenza di alcuni valori perduti.

    Quota di partecipazione: da € 30,00 per persona

    La quota comprende:

    • Aperitivo presso la Dispensa, fronte parcheggio, con ritiro della sacca porta bicchiere e bicchiere (cauzione 5 euro)
    • Antipasto con Vino in abbinamento al Ristorante la Bianca
    • Primi piatti alla Locanda del Vegnot, con bicchiere di Vino in abbinamento
    • Secondo piatto all’Aquila Rossa, con bicchiere di Vino in abbinamento
    • Al Castello di Padernello Formaggi, Dolce, Caffè, Distillati

    Origanizzazione Tecnica OCEAN VIAGGI


Dettagli del tour – Programma di viaggio

Si tratta di una cena “itinerante” dove gli ospiti degusteranno il Menù da seduti spostandosi, di piatto in piatto, nei tre ristoranti di Padernello, Ristorante La Bianca, Osteria Aquila Rossa, Trattoria Locanda del Vegnot, partendo con un particolare aperitivo di benvenuto, proseguendo con un antipasto di salumi del territorio della Norcineria di Padernello.

Una serata unica ed esclusiva, occasione diversa per assaporare e scoprire le tradizioni e i sapori della Bassa Bresciana e dei vicini territori, in un borgo lontano dallo stress cittadino, dove ritrovare la presenza di alcuni valori perduti.

Quota di partecipazione: da € 30,00 per persona

La quota comprende:

  • Aperitivo presso la Dispensa, fronte parcheggio, con ritiro della sacca porta bicchiere e bicchiere (cauzione 5 euro)
  • Antipasto con Vino in abbinamento al Ristorante la Bianca
  • Primi piatti alla Locanda del Vegnot, con bicchiere di Vino in abbinamento
  • Secondo piatto all’Aquila Rossa, con bicchiere di Vino in abbinamento
  • Al Castello di Padernello Formaggi, Dolce, Caffè, Distillati

Origanizzazione Tecnica OCEAN VIAGGI

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Brescia, Lago d’Iseo e Monte Isola

Brescia, Lago d’Iseo e Monte Isola

Giornate dedicate alla scoperta della città di Brescia, del suo centro storico e del Museo di Santa Giulia; proseguendo poi per il lago d’Iseo, Monte Isola e visita di una cantina della Francicorta.


Dettagli del tour – Programma di viaggio

1° giorno: arrivo a Brescia e mattinata di visita del museo di Santa Giulia e pranzo in ristorante.
Nel pomeriggio visita del centro storico: Tempio Capitolino e piazza del Foro, piazza Duomo, piazza Loggia, piazza Vittoria, Castello.
Trasferimento in hotel per cena e pernottamento.

2° giorno: dopo la prima colazione partenza per il Lago di Iseo.
Arrivo a Iseo per visita del centro storico e pranzo in ristorante.
Nel pomeriggio imbarco su traghetto per raggiungere Monte Isola e visita delle sue caratteristiche frazioni.
Rientro in hotel per cena e pernottamento.

3° giorno: prima colazione in hotel e mattinata di visita in una cantina della Franciacorta.
Pranzo in agriturismo e partenza per il rientro.

Quota di partecipazione: da € 185 per persona
Eventuali camere singole – riduzioni bambini su richiesta

La quota comprende:

  • Pernottamento in hotel con trattamento di mezza pensione
  • Pranzi in ristorante
  • Trasferimenti come da programma
  • Traghetto Iseo – Monte Isola
  • Visite guidate come da programma
  • Assicurazioni

La quota non comprende:

  • Trasporto per Brescia;
  • I pasti non indicati da programmaMance, extra personali e tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”.

Documenti necessari: adulti e minori carta d’identità e/o passaporto con validità residua di 6 mesi.

Origanizzazione Tecnica OCEAN VIAGGI

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Dal Lago d’Iseo alla Valle Seriana

Dal Lago d’Iseo alla Valle Seriana

Il Lago d’Iseo, le Valli Camonica e la Valle Seriana

Il lago d’Iseo e la bassa val Camonica costituiscono una bellissima zona turistica non da tutti conosciuta.

L’itinerario percorre da Sarnico la spettacolare costa occidentale del lago con numerose gallerie, toccando caratteristiche località.
Domina il paesaggio del lago la grande massa del Monte Isola, la più grande isola di lago italiane.
A Lovere si taglia lo sbocco della val Camonica per raggiungere Pisogne e seguire poi la strada sulla sponda orientale dell’Oglio, stretta ma meno congestionata e più varia della Statale. Oltrepassato Darfo, si supera lo sperone che chiude la valle Cividate Camuno, e si scende a Breno.
Il paesaggio muta e si fa quasi dolomitico sotto la Concarena, che domina maestosa su Capo di Ponte, la località più interessante della val Camonica.
Si ritorna per la Statale, e a Boario Terme si devia per la val di Scalve, chiusa in una stretta impressionante vallata denominata Via Mala.
La strada si eleva sul gradino roccioso fino a raggiungere il passo della Presolana, ove il paesaggio muta del tutto; attraverso ridenti paesi montani e belle pinete si scende dolcemente a Clusone e, per la industriosa e popolata val Seriana, a Bergamo.

A Sarnico è caratteristico il vecchio nucleo con il quattrocentesco oratorio di S. Paolo e il bel lungolago.

 

Sostare a Tavérnola Bergamasca per un giro nell’abitato dalle belle case a loggiati; in alto presso il cimitero, c’è la quattrocentesca chiesa di S. Pietro, con affreschi.

 

Da Tavérnola si consiglia la gita ai pittoreschi abitati di Monte Isola, scendendo col traghetto a Siviano, da dove si può salire alla Madonna della Ceriola a godere il bel panorama.

Arrivati a Riva di Solto non può mancare una passeggiata lungo il lago e una capatina a Fonteno.

 

A Riva di Solto fa seguito un tratto pittoresco della litoranea intagliata nelle rocce a strapiombo su piccole calette.

A Lovere meritano una visita la chiesa gotico-rinascimentale di S. Maria in Valvendra e le pregevoli raccolte del Museo Tadini.

 

Pisogne vanta importanti affreschi del Romanino nella chiesa della Madonna della Neve.
Anche a Montecchio, dopo Darfo, la chiesa dell’Oratorio, presso il caratteristico ponte in pietra sull’Oglio, è ornata di buoni affreschi della scuola di Giovan Pietro da Cemmo.

A Breno, visitata la gotica chiesa di S. Antonio, si può fare una passeggiata ai resti del castello, oppure salire alla chiesetta di S. Valentino, anch’essa con pregevoli affreschi e dipinti di scuola bresciana.

Capo di Ponte è il capoluogo storico della val Camonica; si consiglia una visita al parco delle incisioni rupestri, e non si tralasci una visita alle due bellissime chiese romaniche di S. Siro e S. Salvatore.

Le incisioni rupestri della val Camonica sono la testimonianza più stupefacente di un’arte primitiva durata 25 secoli. La sola roccia di Naquane presso l’Antiquarium nel Parco delle Incisioni Rupestri di Capo di Ponte conserva circa 900 graffiti, dai più elementari risalenti al 1° periodo (2200 a.C.) ai più veristi dell’età del ferro (1000 a.C.).

A Boario vale la pena soffermarsi nel bel parco delle Fonti per poi inoltrarsi nella Via Mala, che, con i suoi orridi conduce al piccolo Paese di Dezzo Val di Scalve

Valicato il passo della Presolana, da Bratto avendo tempo si può raggiungere (km 8) la Malga Alta di Pora, e a piedi il crinale di Monte Pora, che offre un magnifico panorama sul bacino del lago d’Iseo.

A Clusone meritano una visita la parrocchiale di S. Maria Assunta e l’oratorio dei Disciplini.

Disponendo di tempo, da Casnigo si salga a Gandino, ove è la bella chiesa di S. Maria Assunta e scendendo a valle si incontra Alzano Lombardo con la sua basilica e le opere lignee di Andrea Fantoni.

Bergamo merita un apposito viaggio; ma anche se si ha fretta, non si può lasciare la città senza una capatina alla città Alta e ai monumenti della piazza Vecchia e della piazza del Duomo.

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Tour in Franciacorta

Tour in Franciacorta

  • Scegliere i percorsi dedicati alle cantine della Franciacorta non significa solo scoprire un vino.

Ogni cantina racconta la storia delle famiglie franciacortine che hanno voluto con tenacia e determinazione dare seguito alle tradizioni e continuare la produzione del Franciacorta, oggi vino a denominazione di origine controllata e garantita (DOCG), famoso in tutto il mondo.
Abbiamo la possibilità di organizzare itinerari personalizzati dedicati alla visita delle cantine, alla scoperta del territorio con i suoi borghi medievali e le sue antiche dimore, le sue abbazie e i suoi monasteri, il lago d’Iseo.

  • Escursione giornaliera
Arrivo in Franciacorta in mattinata e spostamenti in zona con mezzo di trasporto proprio.
Visita guidata ad una cantina con degustazione di 1 calice di Franciacorta e stuzzichini vari.
Pranzo in ristorante o trattoria o agriturismo del territorio con menu composto da: aperitivo Franciacorta, antipasto, primo piatto, secondo piatto con contorno, dessert, 1 bottiglia di vino Curtefranca DOC bianco o rosso ogni 2 persone e 1 bottiglia di acqua minerale ogni 2 persone.
Gita in battello sul Lago d’Iseo (biglietto A/R valido per battello di linea per gita sul Lago d’Iseo con partenza da Iseo a Montisola-Peschiera Maraglio)
Quote da € 50 a persona
da € 38 a persona per gruppi di minimo 30 persone

  • Week-end 2 giorni/1 notte
1° giorno: Arrivo in Franciacorta e spostamenti in zona con mezzo di trasporto proprio.
Visita guidata ad una cantina con degustazione di 1 calice di Franciacorta e stuzzichini vari.
Cena e pernottamento nella struttura prescelta in camera doppia con servizi privati ecc.
2° giorno: Prima Colazione.
Gita in battello sul lago d’Iseo (biglietto A/R valido per battello di linea per gita sul lago d’Iseo con partenza da Iseo a Montisola-Peschiera Maraglio)
Pranzo o cena in ristorante o trattoria o agriturismo con menu composto da: aperitivo Franciacorta, antipasto, primo piatto, secondo piatto con contorno, 1 dessert, 1 bottiglia di vino Curtefranca DOC bianco o rosso ogni 2 persone e 1 bottiglia di acqua minerale ogni 2 persone.

in hotel 4 stelle: da € 170
in hotel 3 stelle: da € 130
in agriturismo: da € 110


  • Week-end – 2 giorni – 1 notte

1° giorno: Arrivo in Franciacorta e spostamenti in zona con mezzo di trasporto proprio.
Visita guidata ad una cantina con degustazione di 1 calice di Franciacorta e stuzzichini vari.
Pernottamento nella struttura prescelta in camera doppia con servizi privati ecc.
2° giorno: Prima Colazione.
Gita in battello sul lago d’Iseo (biglietto A/R valido per battello di linea per gita sul lago d’Iseo con partenza da Iseo a Montisola-Peschiera Maraglio)
Pranzo o cena in ristorante o trattoria o agriturismo con menu composto da: aperitivo Franciacorta, antipasto, primo piatto, secondo piatto con contorno, 1 dessert, 1 bottiglia di vino Curtefranca DOC bianco o rosso ogni 2 persone e 1 bottiglia di acqua minerale ogni 2 persone.
Cena e pernottamento nella struttura prescelta in camera doppia con servizi privati ecc.
3° giorno: Prima Colazione.
Visita guidata ad una cantina con degustazione di 1 calice di Franciacorta e stuzzichini vari.
Pranzo o cena con menu composto da: 1 primo piatto, 1 secondo piatto, 1 dessert e degustazione di 1 vino Curtefranca DOC.

in hotel 4 stelle: da € 260
in hotel 3 stelle: da € 200
in agriturismo: da € 160


  • 1 settimana – 8 giorni – 7 notti

Le quote comprendono:
7 notti con trattamento di mezza pensione (pernottamento cena e prima colazione)
2 pasti, visita a 2 cantine, 1 gita in battello sul lago d’Iseo come da programma week-end 3 giorni – 2 notti.

in agriturismo: da € 290
in hotel 4 stelle: da € 500
in hotel 3 stelle: da € 420
in agriturismo: da € 350

Possibilità di soggiorni in appartamento di minimo 2 notti per 2 persone a partire da € 100.


Luoghi di interesse da visitare nella zona della Franciacorta

  • Palazzo Torri – Villa seicentesca (Nigoline)
  • Abbazia Olivetana di S. Nicola – X sec. (Rodengo Saiano)
  • Monastero di S. Pietro in Lamosa – XI sec. (Provaglio d’Iseo)
  • Museo di Santa Giulia (complesso museale e sede di importanti mostre – Brescia)
  • Convento dell’Annunciata – XV sec. (Rovato)
  • Riserva Naturale Torbiere del Sebino – (Provaglio d’Iseo)
  • Borgo del Maglio di Ome: Museo Il Maglio Averoldi e Casa Museo

Su richiesta

  • trattamenti benessere
  • golf (campo 27 buche)
  • equitazione
  • cicloturismo
  • corsi di degustazione e corsi di cucina.

Su richiesta, quotazioni per prolungamenti di soggiorno, gruppi, ecc.; eventuali riduzioni per sistemazione in camere triple o quadruple, tariffe per bambini, ecc; visite a più cantine con degustazioni personalizzate e più complete in base all’interesse
personale.

Le QUOTE sono da riconfermare al momento della prenotazione e sono variabili in base alla struttura, alle camere disponibili, al periodo richiesto e alla durata del soggiorno.

Questo itinerario può essere adattato alle esigenze del gruppo sia in termini di servizi che di durata.

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Tra Brescia e Bergamo

Tra Brescia e Bergamo

… tra il fascino di antichi borghi medievali.

Nel cuore della Lombardia, circondato dalle Alpi e da alcune della valli più belle d’Italia, sorgono Bergamo e Brescia, città che riescono a coniugare lo spirito imprenditoriale moderno con il fascino di borghi medievali.

Programma di 3 giorni / 2 notti

giorno 1:

  • Arrivo a Brescia e visita della città. Pranzo in corso d’escursione.
  • Nel pomeriggio visita al Museo Mille Miglia.
  • Trasferimento in hotel 4* (in Franciacorta) Cena e pernottamento.

giorno 2:

  • Visita del Castello di Bornato con degustazione vini di produzione locale.
  • Pranzo in agriturismo locale.
  • Nel pomeriggio visita guidata di Iseo e del Museo del Vino con degustazione.
  • Cena in hotel e pernottamento.

giorno 3:

  • Visita di Bergamo Alta.
  • Pranzo in corso d’escursione.
  • Nel pomeriggio rientro alla località di provenienza.

Quota per persona: a partire da € 255
(minimo 30 partecipanti)

La quota comprende:

  • 2 pernottamenti in hotel 4* della Franciacorta con trattamento HB
  • Servizio guida HD per visita Brescia.
  • Pranzo in ristorante a Brescia.
  • Ingresso e vista guidata al Museo MilleMiglia.
  • Ingresso e visita guidata al Castello di Bornato con degustazione.
  • Pranzo (2° giorno) in agriturismo.
  • Visita guidata di Iseo.
  • Ingresso e visita guidata al Museo del Vino con degustazione.
  • Servizio guida FD per visita Bergamo Alta e pranzo in ristorante a Bergamo.
  • Assicurazione.

Documento richiesto: carta d’identità valida.

Questo itinerario può essere adattato alle esigenze del gruppo sia in termini di servizi che di durata.

Questo itinerario può essere adattato alle esigenze del gruppo sia in termini di servizi che di durata.

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Boario Terme, benessere dei sensi

Boario Terme, benessere dei sensi

Rilassati e stacca la spina dalla rumorosa e frenetica vita quotidiana nella città del benessere.
Boario Terme ha sempre avuto una particolare attenzione e la sua organizzazione alberghiera premia chi è affezionato al Parco delle Terme ed al suo Centro Benessere.

Le Terme di Boario sono un luogo di rigenerazione per il corpo e lo spirito: una dimensione nella quale le molteplici declinazioni dell’acqua, vitale elemento, ci permettono di conquistare l’equilibrio e il benessere in un benefico processo di rigenerazione.
Qui, le acque termali sgorgano dalla terra purificate ed arricchite di minerali ed elementi indispensabili all’organismo.
Nell’oasi verde, natura e divertimento
Le Terme offrono risposte ideali a chi voglia migliorare la propria salute e qualità di vita in modo naturale: imparando a rilassare le tensioni, a tonificare e disintossicare l’organismo, godendo degli indispensabili stacchi dai ritmi della vita moderna da cogliere all’insegna del “mantenersi e ritornare in forma”, in sintonia con il paesaggio dalla natura distensiva ma assai energetica.
E nell’oasi verde dell’incantevole Parco Termale, relax e natura ma anche spettacoli all’aperto, feste e shopping, occasioni per ritrovarsi e divertirsi ad ogni età.

Giornata al parco con pranzo
Natura e divertimento, una combinazione perfetta in uno scenario naturale suggestivo

Programma della giornata:

  • Viaggio in bus da tutta la Lombardia
  • ore 10.00: entrata al parco e visita guidata accompagnati dallo staff di animazione al secolare parco termale che si estende per una superficie di 130 mila mq.
  • ore 11.30: breve presentazione a cura del medico termale delle acque salutari di Boario.
  • ore 12.15: pranzo* al ristorante del Parco delle Terme.
  • dalle ore 15.30 alle 17.30 ballo liscio con musica dal vivo sotto la grande vela.

All’interno del parco è prevista l’apertura di alcune attività commerciali durante la giornata possibilità di visita al Mercato dei Sapori, negozio di prodotti tipici della Valle Camonica a 1,5 km dalle Terme di Boario (consigliata la prenotazione anticipata).

Quota a persona: € 50
Quota per un gruppo minimo di 30 persone

* Menù di esempio

  1. Lo Scrigno delicato agli asparagi – I Casoncelli al burro e salvia. Fesa di vitello con gremolada di aromi e patate novelle. Torta Millefoglie personalizzata
  2. Gnocchetti di patate alla camuna – Risottino al salmone affumicato. Tagliata di manzo con rucola e insalata mista. Torta Mimosa personalizzata
  3. Panzerotto di crespella alla fiorentina – Risotto delicato rucola, carciofi e robiolino. Grigliata mista di carne (alette di pollo, costine di maiale, salamella e  tagliata di manzo) con patate novelle. Torta Meringata personalizzata

Compreso nel prezzo: vini, acqua, spumanti selezionati, caffè e ripassi di tutte le portate


Hotel 3 stelle con annesso ristorante

Situato nei presso del Centro Commerciale Boario ed a 150 mt. dal centro Congressi della cittadina termale di Boario Terme. A 450 mt. c’è l’ingresso al Parco delle Terme con animazione e spettacoli. Un’antica tradizione alberghiera, rinnovata con una nuova gestione
L’hotel da noi selezionato propone un pacchetto che viene incontro alle esigenze di tutti con servizi efficienti ed adeguati alla classificazione della struttura.

Quota a persona per una settimana (7 notti): € 292
Quota a persona per due settimane (14 notti): € 565

La quota comprende: Pensione completa e bevande ai pasti

  • Possiamo prenotare per voi trattamenti nel Centro Benessere delle Terme a prezzi scontatissimi.
  • Organizzziarno escursioni in auto o a piedi nei dintorni (Archeopark, Incisioni Rupestri, Miniere di ferroe Museo Etnografico, Riserva delle Formiche). Visita al Castello di Gorzone.
  • Noleggio quad per escursioni guidate anche in gruppi.
  • Navigazione sul Lago d’Iseo.
  • Visite a Musei locali.
  • Chiedeteci proposte per itinerari di gruppi culturali, enogastronomici, sportivi, scolastici.
  • Prenotiano spazi e hotels per l’organizzazione di eventi e congressi.
  • Forniamo quotazioni per gruppi anche di 10/15 persone per trascorrere una vacanza senza preoccupazioni.

Organizzazione tecnica DESTINAZIONE SOLE

Questo itinerario può essere adattato alle esigenze del gruppo sia in termini di servizi che di durata.

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Valle Camonica, la valle dei segni

Valle Camonica, la valle dei segni

La Valle Camonica, un territorio sorprendente, ricco e generoso, dalla natura con le sue montagne e se i boschi verdissimi e i pascoli, ai caratteristici borghi ricchi di storia, dalle tracce degli antichi Camuni fino agli itinerari di fede, dalle tradizioni popolari alle gustose delizie dei suoi prodotti tipici.

La Valle Camonica è una delle più estese vallate prealpine ed è facilmente raggiungibile dalle principali città lombarde.
È universalmente conosciuta per il suo inestimabile patrimonio di incisioni rupestri di origine preistorica (conservate e tutelate nel Sito UNESCO n.94), ma è un territorio che racchiude in se tante anime.
Percorreremo insieme la Valle Camonica alla ricerca dei segni che la caratterizzano, segni della storia, segni lasciati nell’arte, impressi nella roccia, scolpiti nel legno, sapori e odori in natura e tradizioni custoditi con cura e amore, segni di fede e di slancio verso il futuro, segni disegnati sulla neve, segni della salute …

Benvenuti in Valle Camonica, la valle dei segni.

La Valle Camonica è una terra poliedrica, un diamante con mille facce e riflessi, uno scrigno dai mille tesori.
Difficile fare un elenco, lasciamoci trasportare dalle emozioni, parafrasando una celebre frase si può dire che “da queste montagne 100 secoli di storia ci stanno guardando”.
Tesoro dei tesori, vera perla nelle Alpi, sono le aree nelle quali l’uomo preistorico ha inciso nella roccia il suo mondo e la sua spiritualità, stiamo parlando delle Incisioni Rupestri.
L’estensione delle rocce istoriate e la loro varietà ne fanno il sito più importanti a livello europeo e mondiale. La sua fama è testimoniata da l’inclusione nella lista del patrimonio mondiale UNESCO, per la precisione sito UNESCO numero 94, primo sito riconosciuto in Italia, un primato di cui camuni vanno giustamente fieri.
L’area sulla quale si stendono le incisioni è vastissima e comprende ben 7 riserve sparse tra Capo di Ponte, la capitale delle incisioni, Cimbergo, Paspardo, Darfo Boario e Sonico.
Un patrimonio unico, incredibile, emozionante, che copre bene 10 millenni di storia.
In continuità storiche e temporale con gli abili incisori delle rocce ecco i Romani.
Anche la valle conobbe il dominio e l’opulenza romana, ben testimoniata dall’area archeologica di Cividate Camuno, la “civitas camunorum” dei latini ed il bellissimo museo archeologico contenente numerosi reperti tra cui una bella statua di Minerva.
Il successivo medioevo lascia tracce sfuggenti, ma altrettanto importanti nei borghi suggestivi sparsi nella valle come ad esempio Biennio o nei castelli come quelli di Breno a Cimbergo, Lozio e Gorzone.
Tra le migliori testimonianze di questo incredibile periodo spiccano anche edifici religiosi come la pieve di San Siro e il monastero di San Salvatore, entrambi a Capo di Ponte.
Ma il medioevo riaffiora in decine di fabbricati e numerose torri a testimoniare l’ardimento e la combattività del tempo.
La fine del medioevo segnò un periodo più tranquillo nel quale un fiorire di pievi e di costruzioni si abbellisce di capolavori pittorici.
La Valle Camonica ospita gioielli di rara bellezza dipinti per mano di due maestri dalla fine del quattrocento agli inizi del cinquecento Giovanni Pietro da Cemmo e soprattutto Girolamo Romanino.
Il primo affresca la chiesa dell’Annunciata a Piancogno che dipinge l’interno della chiesa di Santa Maria Assunta ad Esine, il secondo lo si ritrova ad affrescare le chiese di Santa Maria Assunta a Bienno e di Sant Antonio Abate a Breno, ma il vero capolavoro del Romanino e della pittura cinquecentesca lombarda si trova a Pisogne nella chiesa di Santa Maria della Neve, un ciclo di affreschi straordinario, unico … da togliere il fiato.
La Valle Camonica è soprattutto terra di boschi e di legno, a partire dal sedicesimo secolo infatti l’arte dello scolpire il legno in valle ha prodotto autentici capolavori.
A dominare la scena sono nel diciassettesimo secolo la famiglia Ramos di Edolo dalla quale spicca l’arte di Pietro Ramos.
Le sue opere insigni si possono trovare sparse tra le chiese del territorio, la bottega del Ramos sfornò negli anni successivi artisti eccezionali come i Fantoni e soprattutto il Simoni autore delle sculture lignee più interessanti, quelle della via crucis di Cerveno.
La maggior parte di queste realizzazioni testimoniano il grande fervore religioso e la fede delle genti della Valle Camonica, fede, che in valle, è rappresentata da una folta schiera di santi e beati dei quale si possono ripercorrere le tracce se si è alla ricerca di spiritualità e pace interiore.Il beato Innocenzo da Berzo, i santi Costanza e Dovizio, santa Geltrude Comensoli, la beata Cocchetti, sono soltanto alcune delle molte figure di rilievo intorno alle quali sono nati i luoghi di spiritualità, di riflessione e di fede.
Il convento dell’Annunciata a Piancogno, legato alla figura del beato Innocenzo da Berzo, la casa natale di Geltrude Comensoli, gestita dalle sorelle dell’ordine da lei fondato che si trova nel bellissimo borgo di Bienno e il convento delle suore dorotee di Cemmo di Capo Di Ponte, fondata dalla beata Cocchetti, attivo nel campo dell’educazione e della cultura.
A testimonianza di un sentimento diffuso e partecipato i santuari, gli eremi e i monasteri sparsi per la valle, baluardi di fede e fucine di santi.
Coltivare la memoria di ciò che fu e tener vive le radici profonde che legano gli uomini a questa valle a dispetto del tempo che scorre è una passione viva.
L’enorme patrimonio artistico storico ed umano è custodito con cura grazie al sistema dei musei di Valle Camonica composto da 10 musei.
Tra questi in prima linea i musei etnografici come il piccolo ma suggestivo museo “L Zuf” di Vione o il museo etnografico “Ossimo Ieri” che raccolgono le testimonianze della semplice e dura vita dei campi e dell’arte di coltivare l’aspra terra di montagna.
Alla vita agreste, nel silenzio delle vette, si contrappone il rumore delle fucine dove si lavora il ferro, altra grande risorsa naturale della valle.
Due musei ripercorrono l’epopea di questo materiale attraverso la conservazione la ricostruzione di antiche fucine, stiamo parlando del museo “Le Fudine” di Malegno e della fucina museo di Bienno, vera e propria capitale dei magli.
A legare le attività agricole e le fucine è l’acqua, il motore dell’economia camuna della notte dei tempi ad oggi.
E’ proprio per celebrare la forza generatrice dell’acqua che in una vecchia centrale idroelettrica è stato allestito a Cedegolo, il Musil, il museo dell’industria idroelettrica dove è possibile ripercorrere il cammino che porta l’acqua trasformarsi in energia, un’energia pulita e rinnovabile per eccellenza.
Il quadro si completa con lo splendido museo della Guerra Bianca a Temù dove si celebra il sacrificio di centinaia di alpini impegnati a combattere sul fronte più alto d’Europa durante la grande guerra, un viaggio struggente tra ardimento e tenacia contro il nemico e la natura.
Infine la casa museo di Camillo Golgi, illustre scienziato camuno, a Corteno, in alta valle, che celebra la vita di colui che per primo dette l’onore di un premio nobel all’Italia, un altro primato di questa terra sorprendente.
Non solo UOMO è la Valle Camonica, in questa terra la natura la fa da padrona, la sua vocazione naturalistica si evidenzia da un importante serie di parchi e riserve, foreste e aree protette che ne fanno una vera e propria oasi.
Basti citare il Parco dello Stelvio, posto a nord della valle, il Parco Regionale dell’Adamello, il più esteso parco con i suoi 510 chilometri quadrati, le splendide riserve regionali delle valli di sant’Antonio,la riserva naturale dei boschi del Giovetto e numerose foreste facenti parte del sistema delle foreste regionale di Lombardia, inoltre il Parco sovracomunale del lago Moro.
I queste oasi si possono ammirare gli splendidi paesaggi naturali segnati da boschi di abeti, faggi, castagneti centenari e da bellissimi prati e pascoli dove la varietà di fiori compone una meravigliosa tavolozza naturale, fattanon solo di sensazioni visive, ma anche di profumi e suoni.
Questi ambienti sono il regno degli animali; cervi, caprioli, marmotte e se siete fortunati anche stambecchi e camosci, oltre ad una grande varietà di uccelli.
I numerosi sentieri e le vie impervie delle vette accompagnano il turista alla scoperta di scorci magici dove la forza e la bellezza selvaggia della natura appaga, conforta e rigenera.
Per i più dinamici tutta questa natura signifa anche sport da vivere tutto l’anno.
La Valle Camonica è una delle regine dei divertimenti invernali grazie alle aree di Monte Campione a Borno e al al comprensorio di Ponte di Legno – Tonale che offre l’opportunità di praticare lo sci alpino in centinaia di chilometri di piste, dai 1.100 fino ai 3.000 metri del Ghiacciaio Presena.
Allo sci alpino si affiancano anche piste adatte per la pratica dello snowboard, piste di fondo e la possibilitá di provare anche altri sport sulla neve come lo sci alpinismo, le camminate con le racchette da neve, le arrampicate su pareti di ghiaccio e molto altro ancora, il tutto nella cornice naturale delle montagne.
Durante la bella stagione questi territori offrono occasioni di sport che vanno oltre le tranquille passeggiate, ai piedi dell’Adamello infatti si inerpicano sentieri suggestivi e impegnativi adatti alla pratica del trekking.
Il ghiacciaio dell’Adamello infine offre l’opportunità, adeguatamente accompagnati dalle esperte guide alpine, di arrivare alla sommità della valle e di godere di un panorama unico.
Per gli amanti delle biciclette la Valle Camonica apre le proprie porte con itinerari adatti a tutte le gambe, dai più impervi e mitici, come la strada per il Mortirolo, il Gavia, il Tonale, famosi in tutto il mondo per ospitare le tappe più dure e leggendarie del Giro d’Italia, fino alla bellissima pista ciclabile che da Pisogne arriva fino Capo di Pone, attraversando campi e costeggiando il percorso del fiume Oglio.
Dopo tutto questo sport è indispensabile ritrovare un po’ di benessere e relax che si può cercare in luoghi come le terme e SPA, in Valle Camonica infatti sono frequentate quelle di Angolo e quelle di Boario di cui il parco secolare è il fiore all’occhiello, ma pure le sue acque rinomate in tutto il mondo.
Se la storia, la natura, lo svago e il divertimento fanno della Val Camonica una terra tutta da scoprire, le avventure continuano a tavola a partire dai formaggi saggio della maestria e della tradizione camuna, la rosa camuna, il silter, le formaggelle come la casata di Corteno Golgi, quella della Val Saviore sono alcuni dei più rinomati ai quali si aggiunge il raro e prezioso fagiolin presidio slow food fatto con latte di capra bionda dell’Adamello.
Un fiore all’occhiello e un vanto per tutta la zona sono anche i salumi, il salame camuno occupa uno spazio di primo piano nella cucina ed è da sempre simbolo di genuinità e convivialità.
Tra i prodotti trasformati si sta riscoprendo anche il vino di Valle Camonica, certificato I.G.T., che ne attesta la bontà e la qualità produttiva.
Etichette importanti si trovano su tutto il territorio e sugli scaffali delle enoteche, degno accompagnamento dei piatti più saporiti.
Se ottimi sono i prodotti trasformati, ottima è la materia prima, la Valle Camonica infatti significa anche miele, frutta, frutti rossi, ortaggi e soprattutto castagne.
Tutta questa ricchezza viene degnamente festeggiata nelle decine di sagre paesane e nelle manifestazioni enogastronomiche che accompagnano il turista tutto l’anno e possono essere degustati negli agriturismi ristoranti sparsi sull’intero territorio.
Questi sono i segni distintivi di una terra meravigliosa, tutta da scoprire.

Vi aspettiamo in Valle Camonica … la valle dei segni.

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Benvenuti in Franciacorta

Benvenuti in Franciacorta

  • La Franciacorta è uno splendido angolo di terra lombarda, a due passi da Milano e dall’Europa.

Le sue origini millenarie vengono scandite dalla natura stessa che ha creato un paesaggio capace di stupire per la sua varietà, per i
suoi colori e per il suo tesoro più prezioso: il vino.
La sua storia, invece, viene rappresentata dalle opere dell’Uomo che nel corso dei secoli sono diventate un vero patrimonio culturale.

  • La Franciacorta: perfetta sintesi della natura, luogo unico al mondo

Stretta tra le sponde del lago d’Iseo e del fiume Oglio, delimitata dalle Alpi Retiche e dal Monte Orfano la Franciacorta è una realtà unica al mondo, che coniuga vigneti e borghi medioevali, capaci di mantenere ancora tutto il fascino di un tempo antico.

L’eccellenza di questi luoghi è la sintesi tra la conformazione del suolo, le correnti temperate del lago d’Iseo e le escursioni termiche tra il giorno e la notte portate dalle brezze che spirano dalla Val Camonica.

Queste peculiarità diventano ancora più evidenti sulle pendici del Monte Orfano, una delle sette zone per la produzione del Franciacorta.

Qui l’origine del suolo è diversa e più antica rispetto alla quasi totalità del territorio franciacortino, infatti, è dovuta a sollevamento tettonico derivato dal corrugarsi della crosta terrestre.
Il fondale marino, sollevandosi, ha portato con sè residui organici che si sono calcificati e cementati formando il congolomerato tipico di questa zona.

Il nome Franciacorta affonda le sue radici nel Medioevo, quando queste terre furono affidate a piccole comunità di monaci  benedettini, esentate (francae) da tasse (curtes), affinché fossero bonificate e coltivate.
Qui nasce il primo vino cosiddetto mordace, già nel XIII secolo, quattrocento anni prima che in Champagne.

Terra di abbazie e di priorati, questa zona conosce il suo primo grande sviluppo nella produzione vinicola nella seconda metà dell’800, quando lo storico Gabriele Rosa poteva definirla terra di “eccellentissimi vini neri e bianchi”.

  • Scegliere i percorsi dedicati alle cantine della Franciacorta non significa solo scoprire un vino.

Ogni cantina racconta la storia delle famiglie franciacortine che hanno voluto con tenacia e determinazione dare seguito alle tradizioni e continuare la produzione del Franciacorta, oggi vino a denominazione di origine controllata e garantita (DOCG), famoso in tutto il mondo.
Abbiamo la possibilità di organizzare itinerari personalizzati dedicati alla visita delle cantine, alla scoperta del territorio con i suoi borghi medievali e le sue antiche dimore, le sue abbazie e i suoi monasteri, il lago d’Iseo.

COME ARRIVARE IN FRANCIACORTA

In treno:
• FS Milano-Venezia
• FS Milano-Bergamo-Brescia
• TRENORD Brescia-Rovato-Iseo-Edolo

In auto:
• Provinciale 510 Brescia-Iseo
• Statale 11 Brescia-Palazzolo sull’Oglio
• Autostrada A4 MI-VE: uscite Palazzolo, Rovato, Ospitaletto

In aereo:
• Aeroporto di Bergamo-Orio al Serio (km 38)
• Aeroporto di Brescia-Montichiari-Gabriele D’Annunzio (km 35)
• Aeroporto di Verona-Villafranca-Catullo (km 75)
• Aeroporto di Milano-Linate (km 80)
• Aeroporto di Milano-Malpensa (km 110)

info: Strada del Franciacorta – Via Verdi, 53 – 25030 Erbusco (Bs) – Italia
Tel. 0307760870 info@stradadelfranciacorta.it

Disponibili le applicazioni per smatphone

Tra itinerari, consigli utili e le novità segnalate direttamente dal Consorzio per la Tutela del Franciacorta e l’associazione Strada del Franciacorta, scopri l’applicazione che ti farà appassionare a questo sublime vino.

Per i cultori del vino, per chi vive il territorio

● Per restare sempre informato sulle Novità del Consorzio Franciacorta.
● Uno strumento utile per chi vuole organizzare gite fuori porta.
● Per chi vuole consigli utili sulle Località della Zona
● Per tutti coloro che vogliono respirare storia e metodologia di lavorazione di quest’uva

ー Caratteristiche principali ー

● Una lista di facile visualizzazione di Cantine, Ristoranti, Luoghi di Culto e monumenti artistici.
● Include le ultime news inerenti agli eventi organizzati in Franciacorta
● Include vari itinerari da percorrere: a piedi o in bicicletta.
● Video e Immagini di tutti gli splendidi luoghi che caratterizzano il paesaggio

Disponibile su App Store
https://itunes.apple.com/it/app/franciacorta/id441208456?mt=8

Disponibile su Google Play
https://play.google.com/store/apps/details?id=net.franciacorta.android

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Sul Treno Blu al Lago d’Iseo

Sul Treno Blu al Lago d’Iseo

La linea ferroviaria attraversa il tratto più bello e spettacolare, dal punto di vista ambientale, giungendo su un terrapieno che si affaccia come una terrazza sulla grande ansa del fiume dominato dal borgo trecentesco di Caleppio.

Al termine di un’ampia curva a destra prima di giungere nella stazione di Paratico-Sarnico si intravede sulla sponda opposta del fiume la pittoresca frazione di Fosio.
La doppia denominazione Paratico-Sarnico deriva dalla contiguità dei due comuni che, uniti da un ponte di un centinaio di metri, sorgono al termine del lago dove questo torna ad essere fiume.

Tra alterne vicende i treni merci e passeggeri continuarono a transitare su questa linea fino al 1966 quando, complice l’esplosione del trasporto su gomma, e la volontà di tagliare i cosiddetti rami secchi, il servizio viaggiatori venne sospeso.
Siamo così al 1991 quando alcuni appassionati riuscirono, non senza difficoltà, ad organizzare un treno a vapore Bergamo-Palazzolo-Paratico con la locomotiva gruppo 940 0 22, del deposito di Verona, trainante alcune carrozze d’epoca.
In questa occasione fece la sua prima apparizione il neonato comitato per il ripristino della ferrovia Palazzolo-Paratico-Sarnico
che sul piazzale antistante la stazione raccoglieva firme per richiedere la riapertura della tratta almeno nei giorni festivi.

Il 3 luglio 1994 iniziò ufficialmente, con una automotrice gruppo ALN 678, il servizio festivo sulla linea Palazzolo-Paratico-Sarnico con lo slogan “Al Lago in Treno”.
E’ un successo decretato dal positivo riscontro dei tanti viaggiatori che durante l’estate hanno riscoperto questo piacevole mezzo per recarsi al lago d’Iseo.
Nel 1998 prende il nome definitivo di TRENO BLU.

 

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Franciacorta, Terme o Lago d’Iseo.

Franciacorta, Terme o Lago d’Iseo.

L’importante è GUSTARLI!
Il territorio che da Brescia conduce in Valle Camonica, passa attraverso la Franciacorta, terra di vini e sapori che non tradiscono mai.
Più avanti godi dall’alto della superstrada il panorama sul Lago d’Iseo, il più romantico dei laghi del nord Italia con la grande Monte Isola contornata dalle due isolette (Loreto e San Paolo).
Intorno al lago i paesi si specchiano nelle acque fresche provenienti da innumerevoli ruscelli.
Se soggiorni in zona non puoi mancare di percorrere la suggestiva strada che corre su tutte le sponde del Lago d’Iseo, soffermandosi in paesi tipici come Riva di Solto e l’orrido delle lame del Bogn, le piramidi dl sabbia a Zone, il lungolago di Sarnico e Iseo, Lovere (guarda il video)  dichiarata uno del Borghi più belli d’Italia.
Se poi vuoi godere di una spettacolo mozzafiato del lago non puoi non fare una capatina a Fonteno (guarda il video).
Giorni e giorni alla scoperta di villaggi che punteggiano i crinali dei monti che proteggono uno del luoghi più affascinanti dell’Alta Italia.
Poco più avanti, verso la lunga Valcamonica, incontri Boario Terme, una animata cittadina con spiccata vocazione commerciale e turistica.

  • HOTEL 3 STELLE nel centro della Franciacorta

Nuova gestione di una struttura alberghiera nata per valorizzare la Franciacorta in un complesso commerciale legato al territorio reso noto per lo spumante in bollicine e dagli altri prodotti tipici di una terra profumata. Abbiamo predisposto una proposta per organizzare un Tour del Gourmet tra cantine ed agriturismi dell’area franciacortina e del territorio che si affaccia sul Lago d’Iseo cominciando da Monte Isola alle Piramidi di Zone.
Quota a Persona:  € 120 (3 giorni – 2 notti)

La quota comprende: pernottamento e prima colazione in hotel, welcome drink con frutta fresca di stagione, 1 bottiglia d’acqua in camera, visita con degustazione a 2 cantine della Franciacorta, 1 cena nella vineria “La Franciacorteria” con degustazioni di piatti assortiti e specialità al tagliere. Arrivo e partenza in settimana o nel week end. Programmazione di tour con propri mezzi nella zona e prenotazione gratuita di biglietteria di navigazione sul Lago d’Iseo.


  • HOTEL 3 STELLE con ristorante Interno e piscina

Direttamente sulla foce del Lago d’Iseo, romantico e centralissimo.
Gestione curata con la passione di una famiglia dl antica tradizione alberghiera e culinaria con clientela italiana e straniera. Camere spaziose e cucina particolarmente curata anche per feste. Posizione invidiabile per assistere a spettacoli e manifestazioni sportive sul lago.
Quota a Persona:  € 130 (3 giorni – 2 notti)

La quota comprende: mezza pensione con cene tipiche e degustazione di prodotti tipici locali, bevande ai pasti, sconti per durata di soggiorno superiore a 3 notti, biglietto di navigazione da Sulzano a Monte Isola e ritorno, bottiglia di spumante in camera all’arrìvo, assistenza per la scelta di itinerari turistico-culturali sul lago e nelle valli bergamasche e bresciane. Possibilità di shopping in outlet poco conosciuti ma vantaggiosi.

Questo itinerario può essere adattato alle esigenze del gruppo sia in termini di servizi che di durata.

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This … is Franciacorta

This … is Franciacorta

Franciacorta is a splendid region of Lombardy, a stone’s throw from Brescia and within easy reach of the rest of Europe.
Nature has over thousands of years sculpted this ancient land, creating a breathtakingly varied landscape awash with colour, that yields its most prized treasure, the wine.
Yet its history has been moulded by man, who has toiled for centuries to create an impressive cultural heritage.
The Associazione Strada del Franciacorta was set up to promote and preserve this heritage.

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